Intervista a Samuel Romano, co-fondatore dei Subsonica
a cura di Francesca Bruni
3 Nov 2025 - Approfondimenti live, Interviste
In occasione del music party a sostegno della ricerca oncologica “Venezia Sounds”, il 25 ottobre, Francesca Bruni ha intervistato per noi Samuel Romano, compositore, cantante, co-fondatore dei Subsonica e Direttore Artistico dell’evento veneziano.
Samuel Romano è un autore e compositore molto attivo: ha realizzato dieci album originali con i Subsonica e sei con i Motel Connection, con cui ha lavorato anche a due colonne sonore. Le frequenti collaborazioni musicali annoverano, tra gli altri, con i Subsonica, Franco Battiato, Bluvertigo, Antonella Ruggiero, Krisma, e da solista Patty Pravo, Jovanotti, Manuel Agnelli, Alessandro Mannarino.
Nel 1996 dà vita ai Subsonica insieme a Max Casacci, Boosta, Ninja e Vicio (che dal ‘99 sostituisce Pierfunk). In quegli anni di forte fermento musicale nascono anche i Motel Connection e fonda due etichette di musica techno. La sua attività di dj e produttore lo vede protagonista di rinomatissime serate nei club di riferimento della scena techno.
A febbraio 2017 partecipa a Sanremo con “Vedrai” e pubblica il suo primo album da solista, “Il codice della bellezza”.
Il 12 ottobre 2018 esce “Otto”, ottavo album di inediti dei Subsonica, di cui è coautore e a cui seguono tour nei club di tutta Europa, nei palazzetti italiani e nei più importanti festival estivi.
Nel 2019, Samuel partecipa come giudice alla tredicesima edizione del talent show X Factor.
Nel novembre del 2019 i Subsonica pubblicano “Microchip Temporale”, una speciale riedizione di “Microchip Emozionale”, in collaborazione con 14 artisti.
Venerdì 24 aprile 2020 esce “Mentale Strumentale”, nono album inedito del gruppo, registrato nel 2004. Da marzo 2020, Samuel ha dato vita a “Golfo Mistico”, suo studio musicale, diventato un hub multi-creativo, dove si incontreranno varie figure legate al mondo della musica, ma non solo. A giugno 2020 esce in digitale “Il codice della bellezza (Live con orchestra)” (Sony Music), la versione live del primo disco di Samuel Romano registrato con l’orchestra Bandakadabra, presentato dal vivo con un secret show. A luglio 2020 Samuel è tornato live con tre appuntamenti speciali in mezzo al mare delle isole Eolie e una tournée estiva.
Il 22 gennaio 2021 pubblica il secondo album solista “Brigata Bianca”, da cui sono estratti i singoli “Tra Un Anno” e “Cocoricò” feat. Colapesce. A maggio 2021 esce il singolo “Cinema” feat. Francesca Michielin.
Nel 2022 seguono i singoli “Elettronica” a gennaio, scritto da Samuel stesso insieme ad Andrea Bonomo e Dade, e ad aprile “E invece”, in collaborazione con Jeremiah Fraites, co-fondatore del gruppo musicale The Lumineers. Nello stesso anno è impegnato con l’Elettronica Tour, prodotto e organizzato da Kashmir e a giugno pubblica il singolo “Occhiali Da Sole”.
A gennaio 2024 esce il nuovo album dei Subsonica “Realtà aumentata” (al seguente link la mia recensione del disco: https://www.musiculturaonline.it/realta-aumentata-lultimo-album-dei-subsonica/), a cui fanno seguito una tournée nei palazzetti, una nei festival estivi e un’ultima nei club in Italia e Europa.
Nel 2025 torna con i singoli “Il Sol dell’Avvenire” e “Mare Nero”, che anticipano il nuovo album “Maree”, uscito il 27 giugno, che segna un nuovo capitolo musicale dell’artista (al seguente link la mia recensione del disco: https://www.musiculturaonline.it/recensione-di-maree-lultimo-album-di-samuel-romano/).
INTERVISTA
Sei direttore artistico del “Venezia Sounds”, festival a scopo benefico per sostenere la ricerca oncologica, dove la musica diviene linguaggio universale e di speranza; secondo te, quanto essa può divenire un mezzo di unione tra il pensiero umano e la ricerca scientifica?
La musica è ricerca scientifica ed è pensiero umano. La differenza è che la musica cerca un modo per far stare bene le anime delle persone. Quindi, in qualche modo, c’è un legame: un filo che unisce queste due cose. La musica ha anche un’enorme capacità, che è quella di spingere le persone, attraverso i propri idoli musicali, a investire nella ricerca. Queste due dimensioni messe insieme sono un po’ lo spirito di questa serata.
La musica è un momento di condivisione, e lo vedremo stasera. Ci saranno band che hanno collaborato insieme, che hanno vissuto parte della loro vita sullo stesso palco e che, per storie di vita, si trovano a condividere esperienze con altre realtà musicali. Questo fa sì che l’intera scaletta diventi, in qualche modo, un enorme concerto di un gruppo unico. Ed è proprio questo che cerco di fare ogni anno.
Detto questo, la cosa più bella, che ci farà andare a dormire tutti contenti stanotte, è sapere che domani potremo devolvere una bella somma alla ricerca scientifica, in particolare a quella oncologica. (A breve pubblicheremo il resoconto di “Venezia Sounds”, n.d.r.)
Fare “live”, sia come solista che insieme ai Subsonica, è sempre stato fondamentale durante la tua carriera; cosa significa per te comunicare con il pubblico sia musicalmente che attraverso il linguaggio corporeo?
Chi arriva a fare il mio mestiere ha uno spiccato senso fisico, soprattutto per quanto riguarda l’interpretazione della musica sul palco. La fisicità è molto importante; per me rappresenta gran parte della mia vita artistica durante i concerti. I Subsonica sono una band che tende proprio a far smuovere il corpo, a far muovere le persone, e naturalmente anche noi viviamo la musica in questo modo. Quindi sì, per me la musica e il movimento sono molto legati, e l’una dipende dall’altro.
Speranza e positività sono messaggi facenti parte del tuo linguaggio musicale; a tuo parere, ai tempi attuali abbiamo perso tali valori?
Sì, anche se ci sono pure dei lati oscuri…
Io di carattere sono tendenzialmente positivo. Però non credo che un solo “colore” possa definire il comportamento artistico di un musicista. Anzi, più si esplora l’animo umano — che include sofferenza, dramma e un pantone di emozioni molto ampio — più si definisce un compositore, un autore, un artista completo.
Io mi sento positivo, di carattere lo sono, però nelle canzoni dei Subsonica e nelle mie canzoni ci sono anche momenti di buio e di oscurità. Quindi, pur mantenendo questo atteggiamento nella vita, musicalmente utilizzo anche altri colori.
Quali caratteristiche accomunano la scienza alla musica?
Beh, la ricerca. Come dicevo prima, la musica è una scienza per il benessere dell’anima, fondamentalmente. Anche quando componiamo o scriviamo, passiamo intere giornate a progettare progressioni armoniche, a scegliere le parole delle liriche che in qualche modo si sposino con queste melodie.
È una ricerca: usare la propria testa, la creatività, il proprio meccanismo di invenzione per ottenere un effetto concreto, che è il benessere delle persone che ci ascoltano. Ce n’è sempre stato bisogno: la musica esiste proprio per questo.
Nel tuo ultimo disco da solista dal titolo “Maree” affronti tematiche sociali attuali; qual è la cosa che ti spaventa e preoccupa per il futuro dell’umanità?
Una sorta di apatia emotiva. Quando ho scritto il disco, avevo l’impressione che le persone si stessero perdendo, che stessero sempre più perdendo la capacità di sentire le emozioni del mondo che ci circonda.
Poi mi sono reso conto, osservando tutte le persone che sono scese in piazza ultimamente, che il genere umano riesce comunque a salvarsi da solo. Nonostante chi ci governa abbia cercato di renderci inscatolati, telecomandati e privi di emozioni — perché se hai emozioni sei felice e non sei un compratore, vivi la vita e non stai chiuso in una stanza davanti a un cellulare — la risposta delle persone, del popolo, si è fatta sentire e continua a farsi sentire. E questo mi rende felice.
Quali evoluzioni ha avuto la musica elettronica dagli anni Novanta fino ad oggi?
Wow, domandona! Ce n’è stata parecchia. Diciamo che tutto è partito già prima degli anni ’90, perché le basi erano state gettate già alla fine degli anni ’70. La musica elettronica ha creato allora un linguaggio musicale che oggi è diventato accessibile a tutti.
All’inizio era più sperimentale; negli anni ’90, con l’avvento del campionatore, questo linguaggio ha iniziato a farsi pop, a diventare un linguaggio popolare – cosa che poi effettivamente è diventato. E oggi siamo nel pieno della vitalità di questa invenzione musicale.
Nel 2026 sono trent’anni di carriera assieme ai Subsonica; avete in mente dei progetti per celebrare questo anniversario?
Sì. Non so se posso ancora dirlo… anzi, non posso dirlo, però sicuramente sarà un anno molto importante per noi, perché, come dicevi, sarà il trentennale. Quando hai alle spalle tanti anni con le stesse persone e con così tanti dischi, c’è la necessità di raccontare bene questa storia e di fissarla nel tempo.
Avete in programma anche un disco?
Stiamo ultimando l’undicesimo album.
Oltre ad essere la voce storica dei Subsonica, sei anche deejay, come viene vissuto il divertimento dai giovani nei tempi odierni?
Non è tanto il divertimento quanto il ballare. Il ballare è un istinto umano che esiste fin da quando gli uomini abitavano nelle caverne: suonavano percuotendo i legni sopra le pietre e si muovevano a ritmo. È quindi una necessità umana, e io lo vedo anche come una sorta di cura. Fare il DJ e il produttore di musica dance, per me, significa proprio questo: è un linguaggio ritmico che mi permette di vedere le persone ballare e stare bene insieme.


Potete ascoltare anche l’audio intervista:
Al termine dell’intervista Samuel ha salutato i lettori di Musiculturaonline:
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