Torna il fumetto “Dago”
di Alberto Pellegrino
Il ritorno, nelle edicole e nelle librerie, di “Dago” l’eroe leggendario creato da Robin Wood e Alberto Salinas.
Ritorna nelle edicole e nelle librerie Dago, uno dei fumetti d’avventura più amati dai lettori italiani, terzo per popolarità dopo Tex Willer e Dylan Dog. Le sue avventure sono state inventate dallo scrittore-sceneggiatore paraguaiano Robin Wood e disegnate da Alberto Salinas che è uno dei massimi esponenti del fumetto latino-americano. Il successo internazionale del fumetto ha comportato un’accelerazione dei ritmi di lavoro per produrre sempre nuove storie, per cui ai due autori iniziali sono stati affiancati negli anni da una schiera di sceneggiatori e disegnatori.
Pubblicate in Argentina nel 1981 sulla rivista Nippur Magnum, le sue storie sono arrivate in Italia nel 1983 sul settimanale Lanciostory per poi passare nel 2010 all’Editoriale Eura che le ha pubblicate fino alla chiusura dell’aprile 2026. Nel settembre 2026 i diritti sono stati acquisiti da Sprea Editori con la convinzione che queste avventure possano godere della stessa popolarità del passato anche presso una nuova generazione di lettori.
Il rapido successo internazionale del fumetto è dovuto alle sceneggiature di Wood al disegno di Salinar caratterizzato da uno stile incisivo e intenso, preciso nei particolari e spesso drammatico che ne hanno fatto un “classico” destinato a durare nel tempo. La stessa ambientazione della serie ha imposto ai due autori di documentarsi sugli eventi storici e sui personaggi di un’epoca ricca di avvenimenti come il Rinascimento italiano, i fasti della Repubblica di Venezia, l’espansionismo dell’Impero ottomano, le battaglie con l’Occidente, le scoperte geografiche e la conquista spagnola del nuovo mondo; ha richiesto un’accurata rappresentazione degli ambienti con una sapiente ricostruzione dell’architettura e del paesaggio italiano ed europei, del mondo mussulmano e dell’America Latina.
Le avventure di Dago sono imperniate su avvenimenti centrali della storia europea del XVI secolo: la guerra di corsa nel Mediterraneo a cui partecipa prima come schiavo poi come corsaro; l’assedio di Vienna (1529); la cattura del re di Francia Francesco I nella battaglia di Pavia (1525); la presenza in città durante il Sacco di Roma (1527); la partecipazione alla battaglia di Tunisi (1535); il coinvolgimento come spia ed emissario negli affari di Stato di Francia e Spagna.
L’ambientazione storica ha permesso agli autori d’inserire nelle avventure di Dago dei grandi personaggi realmente vissuti: l’ammiraglio Barbarossa che domina il Mediterraneo con la sua flotta; Solimano il Magnifico; il Gran Visir Ibrahim che spesso si serve di Dago per risolvere questioni diplomatiche e soprattutto militari, che ha paura di lui ma lo stima per le sue doti e qualità; Roxelana, la favorita di Solimano il Magnifico, nonché nemica giurata di Dago, una donna cinica, inaffidabile, doppiogiochista, egoista e spietata che tenterà più volte di uccidere il Giannizzero Nero; Giovanni dalle Bande Nere, Machiavelli, Pietro Aretino, Michelangelo Buonarroti, Benvenuto Cellini, Nostradamus; i sovrani Francesco I di Francia, l’imperatore Carlo V, Enrico VIII; i conquistadores Hérnan Cortéz e Francisco Pizzarro.
Le caratteristiche del fumetto
Le varie storie non deludono quei lettori appassionati di avventure dalle tinte forti, ricche di colpi di scena, nelle quali si alternano eroismo e generosità, crudeltà e cinismo con degli sprazzi di giustizia e di speranza nella bontà umana. Il fumetto è sempre caratterizzato dal continuo evolversi di sentimenti travolgenti come l’amore passionale, l’avidità cieca, la sete di potere, l’amicizia pura, il tradimento, l’odio e la sete di vendetta, la lotta per la sopravvivenza. Dago è un eroe solitario, un guerriero di mille battaglie a volte eroico e appassionato, a volte cinico e disincantato, al centro di avvenimenti che sono una rielaborazione contemporanea di miti e leggende; destinato a superare intrighi, pericoli e tradimenti senza mai cadere nella retorica o negli stereotipi propri del fumetto d’avventura consumistico.
Trascorre la prima giovinezza nella Venezia del primo Cinquecento, quando è tradito e pugnalato dal suo amico più caro; riesce a sopravvivere e a cercare la vendetta secondo il modello del Conte di Montecristo; passa dalle calli veneziane alla Costantinopoli ottomana; subisce la schiavitù e conquista la libertà grazie al pirata Barbarossa che prima lo odia poi diventa suo amico; passa al servizio di Solimano il Magnifico dopo essere entrato nel mitico corpo dei giannizzeri grazie alla sua prestanza fisica e alla sua abilità con la spada; partecipa alle più importanti vicende del Cinquecento al servizio dell’Islam e come mercenario al servizio dei potenti, ma mantiene sempre la propria indipendenza morale, mostrando di possedere un carisma e un’autorevolezza che suscita l’ammirazione di chi lo odia o di chi lo ama. Dago è un protagonista assoluto sia quando rimane un semplice testimone della realtà, sia quando è pronto ad affrontare qualsiasi pericolo per aiutare i deboli e gli indifesi. Il suo vero nome è Cesare Renzi, ma è stato ribattezzato “Dago”, una parola che ricorda la “daga”, l’arma che ha avuto larga importanza nella sua vita: A volte è anche soprannominato il Rinnegato o il Giannizzero Nero.
A Venezia Cesare è amante della bella vita e passa le sue giornate tra i divertimenti con l’amico Giacomo Barazutti e gli allenamenti di scherma; è il promesso sposo della nobile Ginetta della Barca. Quando suo padre è assassinato per avere scoperto il complotto di Bertini, Ahmed-Bey, Kalandraikis e Barazutti contro la Repubblica veneziana, anche Cesare viene pugnalato a tradimento dal suo amico e gettato in mare; ripescato e salvato dai pirati turchi, è ridotto in schiavitù. Grazie agli insegnamenti dello schiavo greco Selim riesce a sopravvivere a ogni tipo di violenza e torna libero per aver sventato un complotto ai danni del pirata Barbarossa; diventa un corsaro, poi un avventuriero al servizio di sultani e sovrani. Partecipa a molte guerre europee, a volte per un esercito a volte per un altro, a volte come un eroe super partes, sempre rispettato o temuto dai potenti che vedono in lui un uomo coraggioso, giusto, non avido e quindi non corruttibile che combatte i malvagi e difende i più deboli.


Dago è un uomo dal fisico imponente e statuario, con lunghi capelli neri, con un volto dai lineamenti marcati e lo sguardo freddo emanato dai suoi chiari occhi verdi; ha un corpo costellato di cicatrici segno dei supplizi subiti e delle battaglie sostenute. Da nobile amante della bella vita, si trasforma in un uomo duro e incredibilmente forte; si allena spesso con la spada coltivando la grande abilità che già possedeva a Venezia; le vicende luttuose della sua giovinezza e il periodo di schiavitù lo hanno reso cinico e disincantato; è ossessionato dall’idea della vendetta, ma affronta l’esistenza con il distacco di chi non ha nulla da perdere; ama prendersi gioco dei potenti ed è solito nascondere i propri sentimenti quasi a difendere il suo isolamento.
Nel corso delle sue avventure incontra una miriade di altri personaggi di fantasia, ma quattro sono particolarmente importanti. Il Principe Bertini, il doge di Venezia che è il mandante dello sterminio della sua famiglia, un uomo infido, manipolatore e senza scrupoli, il quale cerca di far uccidere Dago e morirà d’infarto nella sua residenza un attimo prima che il Giannizzero Nero riesca ad ucciderlo. Giacomo Barazutti è un conte veneziano, il migliore amico di Cesare Renzi che si unirà al complotto organizzato da Bertini per ottenere in sposa Ginetta de la Barca, fidanzata di Cesare; quando Bertini gli ordina di uccidere l’amico, ubbidisce e colpisce l’amico a tradimento su una gondola, gettando il corpo in un canale; inviato in Abissinia a capo delle truppe veneziane, incontra Cesare che gli taglia entrambe le mani; rientrato a Venezia, per sfuggire a Dago, che intende ucciderlo a Padova, si arruola nella Legione Nera. Cesare Renzi de Medina è il figlio di Dago e di Antonia de Medina; è identico al padre nell’aspetto e nel carattere; è orgoglioso delle imprese paterne prima di conoscerlo di persona; Dago lo vede in Andalusia appena nato, poi lo incontra anni dopo quando ritorna per una missione in Spagna. L’amico più fedele di Dago rimane comunque il cane Morte che lui ha salvato, quando stava per essere ucciso; è molto legato al padrone e non permette a nessuno di avvicinarsi senza il suo permesso; quando a Dago viene affidato un incarico, il cane parte da Costantinopoli e lo raggiunge in Francia, dove Dago lo affida a Margherita d’Angoulême, ma il cane morirà di dolore per la lontananza del padrone.
Dago è amato da molte donne e alcune hanno un particolare importanza nella sua vita. Kerim Bey è una pirata saracena ultima superstite di una famiglia massacrata a tradimento; Roma è una guerriera nemica dei turchi, che incontra Dago quando rimane ferito, lo cura e s’innamora di lui che la ricambia; viene avvelenata dal servo di un pascià turco e sarà vendicata da Dago che ucciderà il colpevole. Magdalena è una mercenaria svizzera che cattura Dago in Francia per ordine di un nobile al servizio del re Carlo V, s’innamora di lui che le ha salvato il fratello dall’annegamento; durante una missione a Venezia è ferita a morte e Dago la seppellirà in mare. Antonia de Medina de’ Medici è una nobildonna italiana che incontra Dago durante il Sacco di Roma; costretta a sposare un nobile spagnolo, che la violenta e permette ad altri di abusare di lei; dopo la morte del marito prende il potere e uccide tutti i suoi nemici, diventando una delle donne più potenti e ricche d’Europa; avrà una profonda relazione sentimentale con Dago, rimane incinta e più tardi partorirà Cesare Renzi de Medina. Jimena, figlia di don Riquelme, è un’amante di Dago nel periodo in cui egli risiede in Andalusia; inizialmente timida e pacata, grazie a Dago muta il carattere e diventa una donna forte che ha appreso gli ideali di giustizia dal Giannizzero Nero e dimostra di essere tutt’altro che indifesa quando riesce ad avvelenare i tagliagole che l’avevano rapita. Uria è la figlia del Re d’Oro, il saggio sovrano di El Dorado; diventa l’amante di Dago durante il soggiorno di quest’ultimo nel suo regno, ma in realtà intende ingannarlo e uccidere segretamente il proprio padre per prendere il controllo di El Dorado; sarà uccisa dal grande guerriero Maracui. Il personaggio femminile di maggiore rilievo è Margherita d’Angoulême, sorella del re Francesco I e futura regina di Navarra, che ama Dago inizialmente in segreto ma, quando la notizia della loro storia si diffonde a corte, uno scandalo provoca l’irosa gelosia del marito di Margherita, che vuole vendicarsi dell’onta subita. Margherita e Dago s’incontrano in più occasioni, quando il Giannizzero Nero è impegnato in missioni sul suolo francese, ma non dichiara mai apertamente il suo amore per Margherita, che vorrebbe odiarlo a causa della sua apparente indifferenza senza tuttavia riuscirsi.


Come nasce il personaggio di Dago e le sue prime avventure
Cesare Renzi è un nobile veneziano, figlio primogenito di una casata di dignitari della Repubblica di Venezia. Il padre scopre un complotto organizzato ai danni della Repubblica da parte del nobile turco Ahmed Bey e del mercante greco Kalandrakis, con la complicità di due veneziani molto in vista. Viene a sapere che uno dei nobili veneziani coinvolti nella congiura è il giovane Giacomo Barazutti, il migliore amico di Cesare; perciò, non riesce a dirlo apertamente al figlio e decide di scrivergli una lettera. Nel frattempo, informa del pericolo il principe Bertini, ignorando che è proprio lui a capo del complotto. Questi decide di eliminare Renzi e tutta la sua famiglia, incluso Cesare, che viene pugnalato alla schiena da Barazutti, mentre sta leggendo la lettera in cui il padre gli rivela le intenzioni di Giacomo. Il suo corpo è buttato in mare, mentre dei sicari uccidono tutta la famiglia, lasciando alcuni falsi documenti che indicano nel padre di Cesare l’autore del complotto.
Cesare viene recuperato da una nave di pirati turchi che lo vendono come schiavo; gli viene dato il nome di “Dago” per via della daga conficcata nella schiena. Vive come schiavo dei turchi e impara da un vecchio greco di nome Selim le piccole astuzie che gli consentono di sopravvivere per avere la possibilità di compiere quella che è divenuto l’unico scopo della sua vita: fare giustizia degli assassini della sua famiglia. Si affranca dalla schiavitù grazie al pirata Barbarossa (Khayr Al-Din) che gli è riconoscente per averlo salvato da una congiura organizzata per ucciderlo. Nel palazzo di Barbarossa Dago uccide Kalandrakis, il banchiere greco che aveva partecipato allo sterminio della sua famiglia. In seguito, Dago è inviato a servire il Sultano Solimano, divenendo così un “rinnegato” e tale condizione non gli consentirà di tornare in patria. A Costantinopoli entra nel corpo dei giannizzeri, l’élite dell’esercito turco e viene soprannominato il “giannizzero nero” per via del colore dei suoi abiti che riflettono i suoi statti d’anima. Durante la campagna di Vienna Dago incontra e uccide Ahmed-Bey, divenuto ministro del sultano. Il gran visir Ibrahim invia Dago in Abissinia, dove il vecchio re è stato ucciso e il trono è stato usurpato da Selassie con la complicità dei Veneziani che hanno ottenuto l’esclusiva delle rotte commerciali. Dago ha il compito di riconquistare il trono per la figlia del vecchio re, Moala. In Abissinia ritrova Giacomo Barazutti, inviato del doge, lo incontra e gli taglia entrambe le mani. Il veneziano, tornato in patria, esorta il doge Bertini a preparare una trappola contro il rinnegato, che si salva grazie all’aiuto del suo cane Morte. Dago raggiunge Venezia, dove si avvicina a Bertini, ma riesce solo a ferirlo a una mano. Coinvolto suo malgrado nel Sacco di Roma, organizza la difesa della città papale con l’aiuto di Benvenuto Cellini. In questo periodo fa la conoscenza di Antonia de Medina, con cui avrà una relazione sentimentale, da cui nascerà un bambino, chiamato anch’egli Cesare. Dopo la caduta della città, Dago si trova a vagare in una Roma razziata dai mercenari lanzichenecchi luterani e accorre in aiuto di tre donne che poi scopre essere la moglie e le figlie di Bertini. Si reca in Spagna, dove viene accusato dalla Santa Inquisizione di eresia ed è salvato dal rogo da Cortés, Pizzarro e Antonia de Medina, che gli rivelerà di essere incinta. Per scampare alla Santa Inquisizione, Dago è costretto a prendere i voti e ad entrare in un monastero in Andalusia, dove si stabilisce per un certo periodo e dove fa la conoscenza di vari personaggi, tra cui Jimena che diventa la sua amante; incontra il figlio Cesare Renzi de Medina, infine padre Josè, capo dell’ordine dei monaci, gli affida il monastero prima di morire di peste. Dago lascia a sua volta il convento a padre Esteban de Zorrilla, e riprende il suo viaggio. Riesce a far fallire la banca Bertini e questo accresce l’odio da parte del principe, che organizza l’omicidio del giannizzero durante una sua visita a Lucca, ma il delitto fallisce grazie alla benevolenza che i lucchesi mostrano per il rinnegato. Bertini muore d’infarto nella sua residenza un attimo prima che Dago riesca a ucciderlo. Dopo un lungo esilio nel Nuovo Mondo e dopo numerose avventure, Dago ritorna ad Algeri e si unisce alla Compagnia della Spada, un’antica società di uomini d’armi e paladini della libertà. Il suo scopo principale è uccidere a Padova il traditore Barazutti, ma questi riesce a fuggire, allora il Giannizzero Nero abbandona la città per continuare le sue avventure.



