Boosta, con “Pianorama” il pianoforte diventa un universo da esplorare
di Francesca Bruni
14 Ott 2026 - Dischi
Davide “Boosta” Dileo, anima elettronica dei Subsonica, torna alla dimensione più intima della musica con un progetto che mette al centro il pianoforte (“Pianorama”) la ricerca sonora e la libertà espressiva.
C’è una dimensione della musica che non ha bisogno di parole, ritmi incalzanti o grandi palcoscenici per raccontare emozioni. È quella che Davide “Boosta” Dileo, tastierista e cofondatore dei Subsonica, esplora attraverso Pianorama, un progetto che mette in luce il lato più introspettivo e sperimentale della sua personalità artistica.
Abituato a muoversi tra elettronica, rock e contaminazioni sonore, Boosta sceglie il pianoforte come strumento privilegiato per costruire un universo musicale nel quale melodia, silenzio e suggestioni si incontrano.
Un percorso che non rappresenta una rottura con la sua storia nei Subsonica, ma piuttosto un’evoluzione naturale di quella curiosità musicale che lo ha sempre contraddistinto.
Il pianoforte diventa così uno spazio di libertà, un luogo nel quale sperimentare senza necessariamente inseguire le regole della forma canzone o le aspettative del pubblico.
In un’epoca dominata dalla velocità, dall’immediatezza e dal consumo spesso distratto della musica, Pianorama invita idealmente a recuperare il valore dell’ascolto, della concentrazione e delle sfumature emotive.
È anche un modo per riscoprire un musicista che, pur avendo contribuito a scrivere alcune delle pagine più significative dell’elettronica italiana, non ha mai smesso di cercare linguaggi differenti.
Pubblicato il 9 ottobre 2026, in vinile e digitale per Torino Recording Club, con distribuzione Epic/Sony Music, l’album prosegue il cammino intrapreso con Soloist (2025), (https://www.musiculturaonline.it/nuovo-album-soloist-e-tour-di-davide-boosta-dileo/), spingendosi verso territori ancora più sperimentali.
Registrato in un’unica sessione nello studio torinese The Underdog, Pianorama comprende nove composizioni pianistiche e altrettante elaborazioni elettroniche. Le iniziali dei nove brani formano il titolo del disco, mentre le due anime del progetto dialogano tra loro: da una parte la fisicità dello strumento, dall’altra la sua trasformazione in atmosfere ambientali e paesaggi sonori.
Non vengono cancellati neppure i rumori della meccanica, le vibrazioni e le imperfezioni della registrazione: elementi che diventano parte integrante dell’espressione musicale. Una scelta che, nell’epoca della perfezione digitale, assume anche un significato artistico preciso.
Dopo l’anteprima del 9 ottobre a BASE Milano, Pianorama approderà dal vivo il 1° novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, per proseguire a Torino, Forlì e Milano. Concerti concepiti non come semplici riproduzioni del disco, ma come esperienze sonore capaci di trasformarsi ogni sera.
Perché, in fondo, la ricerca di Boosta sembra suggerire proprio questo: la musica non è soltanto qualcosa da ascoltare, ma uno spazio da attraversare, nel quale anche l’imperfezione può diventare bellezza
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