A Parigi Mostra per i 150 anni del Palais Garnier


di Alma Torretta

14 Nov 2025 - Approfondimenti classica, Approfondimenti danza, Arti Visive

A Parigi una mostra, sino a metà febbraio prossimo, per scoprire la storia del Palais Garnier, una delle due sedi dell’Opéra de Paris. Il 22 e 23 novembre previste due giornate di studio.

(Le foto senza indicazione dei crediti sono di A. Torretta)

Le Grand Foyer du Palais Garnier (© Jean-Pierre Delagarde)

Nato per l‘opera lirica, è diventato il tempio della danza classica. Una costruzione maestosa e sfarzosa che nasconde una struttura in ferro per l’epoca all’avanguardia. Un palazzo che è uno spettacolo in sé stesso, da vedere e dove farsi vedere, simbolo di potere e grandezza della Francia. Da luogo di celebrazione dei Grand Opéras, a ispiratore di storie letterarie, quali quella del Fantasma dell’Opera, e di film che lo hanno fatto entrare nella leggenda. Il Palais Garnier di Parigi ha compiuto quest’anno 150 anni, essendo stato inaugurato il 5 gennaio 1875, e una mostra all’interno dello stesso Palazzo, a cura della Biblioteca Nazionale di Francia e dell’Opera di Parigi, ripercorre la storia del teatro attraverso un centinaio di dipinti, disegni, manifesti, fotografie, libri, manoscritti e costumi. Il Palais, che diverrà presto conosciuto con il nome dell’architetto, Charles Garnier, che lo ha costruito, è oggi uno dei monumenti più conosciuti di Parigi ed è considerato tutt’ora uno dei più bei teatri del mondo, visitato ogni anno da più di un milione di visitatori e quasi 350.000 spettatori assistono annualmente ai suoi spettacoli.

Charles Garnier (@BNF)

La storia della costruzione di Palais Garnier inizia nel 1860 quando fu indetto un concorso per la costruzione di una nuova Opera, nell’ambito delle trasformazioni di Parigi sotto il Secondo Impero effettuate da Napoleone III e dal prefetto Haussmann, ma anche perché la precedente sede, la Salle Le Peletier, avete mostrato oramai tutti i suoi limiti, anche di sicurezza, dopo che nel 1858 Napoleone III e l’imperatrice Eugenia erano riusciti appena a salvarsi da un attentato organizzato proprio davanti alla Sala da un gruppo di rivoluzionari italiani guidati da Felice Orsini. Dei 171 progetti presentati al concorso, un giovane architetto sconosciuto ai più, vinse all’unanimità il concorso al secondo turno, Charles Garnier appunto. In stile eclettico, di pietra all’esterno ma modernamente di ferro nella struttura interna, la sua costruzione durò 15 anni, interrotta per la scoperta, nel corso degli scavi per le fondamenta, di uno strato di sabbia pieno d’acqua che sarà poi trattenuta in diverse vasche di contenimento (vasche che poi diventeranno il leggendario lago sotterraneo del Palazzo), ma ritardi furono causati anche da problemi finanziari, dalla guerra franco-prussiana del 1870, dalla Comune di Parigi e dal cambiamento di regime. La Repubblica completerà infine l’edificio iniziato sotto l’Impero e da vetrina del regime imperiale è stato da allora anche sede privilegiata per incontri ufficiali con capi di stato stranieri del governo repubblicano, come un bel video della mostra mette in evidenza, ma non bisogna dimenticare che durante la Seconda guerra mondiale è stato anche un luogo simbolo dell’occupazione nazista.

Palais Garnier divenne subito famoso più per la sua architettura e le sue decorazioni sfarzose, per il suol valore simbolico, che per gli spettacoli che vi si creavano. Sebbene la nuova Opera fosse stata concepita per soddisfare le esigenze del Grand Opéra, questo era un genere che stava passando di moda, anche se ci saranno ancora prime importanti, da quella del Don Carlos, in francese, di Giuseppe Verdi nel 1867 a Thaïs di Jules Massenet nel 1894. Ci sarà invece un periodo di splendore per l’attività operistica alla fine dell’Ottocento soprattutto grazie alla passione crescente per Wagner: il Palais Garnier fu in quel momento considerato un tempio sacro wagneriano e le opere di Wagner vi saranno protagoniste, dal Lohengrin entrato trionfalmente in repertorio nel 1891 sino al Parsifal, rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1914. Ma, a cominciare dagli anni ’20, la danza acquisisce maggiore importanza grazie alle stagioni dei Ballets Russes, fino a divenire l’attività predominante negli anni ’70.

Nel frattempo, all’inizio del Novecento, diverse notizie sensazionalistiche, distorte dalla stampa, contribuirono a rendere l’Opéra un luogo di misteri: a causa di queste distorsioni, non fu soltanto un contrappeso, ma l’intero lampadario a crollare sul pubblico; non fu un giovane ballerino, ma una ballerina a morire precipitando attraverso la vetrata della scalinata, creando per sempre la fama nera del tredicesimo gradino… Il Palais Ganier è da allora incessantemente protagonista nella letteratura e al cinema: dalle celebrazioni del Palais negli scritti di Marcel Proust, al romanzo “Il Fantasma dell’Opera” di Gaston Leroux del 1910, e poi con i celebri i film che hanno reso leggendarie le sue acque sotterranee e affermato definitivamente il suo alone di mistero che lo circonda tuttora. Nel cinema, indimenticabile l’eleganza di Audrey Hepburn in posa sullo Scalone d’Onore in “Cenerentola a Parigi” di Stanley Donen; è ancora irresistibilmente divertente la commedia di Gérard Oury, “La Grande Vadrouille”; per non parlare delle scene girate nel Palazzo, più recentemente, per “Maria Antonietta” e per “Emily a Parigi”.

Tutto questo documenta la mostra, senza trascurare anche una meravigliosa sezione dedicata ad una delle sue “regine”, Maria Callas, con la proposizione di rare sue registrazioni e soprattutto dei costumi indossati per la Norma di Bellini negli anni Sessanta. Alcune rare foto mostrano anche il lavoro di Marc Chagall che dipinge le tele che nel 1964 saranno installate, non senza acceso dibattito, sul tetto della sala grande.

La costruzione dell’Opéra Bastille, inaugurata il 13 luglio 1989, più tecnologicamente all’avanguardia e dalla capacità d’accoglienza più vasta, segnerà la definitiva consacrazione del Palais Garnier come tempio della danza e sede della compagnia di balletto stabile del teatro, sebbene a Palais Garnier si mettano sempre in scena anche spettacoli operistici.

L’Opéra Garnier ospita anche la Bibliothèque-Musée de l’Opéra, che conserva circa 600.000 documenti storici, dall’inaugurazione fino ai giorni nostri, sul Palais Garnier.

A completamento dell’attuale esposizione, il 22 e 23 novembre prossimi sono organizzati cinque incontri d’approfondimento nel Grand Foyer che rivisiteranno la monumentale e innovativa costruzione, la sua elezione a tempio della danza e il suo essere oggi luogo di creazione, ma si indagherà anche il suo rapporto con il potere politico, con il pubblico che lo anima, il ruolo di questa istituzione nella società e cultura contemporanea francese e internazionale.

INFO

  • Biblioteca-Museo dell’Opéra, Palais Garnier
  • Ingresso all’angolo tra Rue Scribe e Rue Auber
  • Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00, salvo chiusure occasionali
  • La mostra è accessibile con un biglietto per la visita autoguidata del Palais Garnier, disponibile presso la biglietteria dell’Opéra di Parigi.
  • Intero: €15 – Ridotto: €10
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