La forza acrobatica e vibrante di “Näss” apre Civitanova Danza


di Elena Bartolucci

7 Lug 2026 - Commenti danza

Il coreografo franco-marocchino Fouad Boussouf firma uno spettacolo di forte impatto fisico ed emotivo.

(Le foto sono di Gwendal Le Flem dove non indicato diversamente)

Civitanova Marche – venerdì 3 luglio ha preso il via la XXXIII edizione di Civitanova Danza, festival nel nome di Enrico Cecchetti.

Dopo alcune brevi parole introduttive di Gilberto Santini, direttore dell’Amat, è stata passata la parola a Maria Luce Centioni, presidente di Azienda Teatri di Civitanova, la quale ha sottolineato il forte legame del festival con il territorio e il costante interesse del pubblico per questo evento di alto profilo, che è capace di rinnovarsi ogni anno grazie a una ricerca attenta e competente di artisti emergenti e grandi nomi di qualità.

Lo dimostra benissimo anche lo spettacolo inaugurale Näss, un viaggio potente firmato da Fouad Boussouf. Per la prima volta in Italia, la creazione del coreografo, ballerino e insegnante di origini franco-marocchine è tornata in scena, a circa dieci anni dal debutto, in un nuovo allestimento di grande forza e intelligenza.

Boussouf è stato in grado di fondere stili, pratiche e ritmi differenti. Formatosi nella danza hip-hop, ha sempre mantenuto un forte interesse verso diversi linguaggi coreografici. Nel 2010 ha fondato la compagnia Massala, affermandosi rapidamente sulla scena internazionale. Dal 2022 dirige Le Phare – Centre chorégraphique national du Havre Normandie ed è stato insignito del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres, consolidando il suo ruolo di punto di riferimento internazionale nel panorama della danza contemporanea.

Boussouf rievoca con questa creazione il fascino del gruppo musicale Nass el Ghiwane attivo in Marocco negli anni Settanta che, ispirandosi a sonorità tradizionali, dava voce alla protesta popolare.

Sul palco, il lavoro di un ensemble di sette ballerini (Adam Chado, Matthieu Convert, Morgan Gruvel, José Meireles, Akciel Régent Gonzalez, Derhen Têtu ed Elie Tremblay) si sviluppa come un flusso in continuo movimento.

Fin dalle prime sequenze, in cui i ballerini si muovono nella penombra compiendo movimenti quasi impercettibili, Näss cattura lo spettatore con una scrittura coreografica che, a mano a mano, acquisisce velocità ed energia, fondendo gesti contemporanei, richiami alle danze tradizionali e suggestioni urbane.

La coreografia si sviluppa attraverso un incessante alternarsi di piroette e balzi di varia elevatura e intensità, che mantengono i danzatori in un movimento continuo per tutta la durata dello spettacolo.

In diversi momenti è il gruppo intero ad assumere il ruolo di protagonista assoluto: la collettività sostiene, ingloba e talvolta soffoca il singolo individuo, dando forma a un dialogo costante tra libertà personale e appartenenza comunitaria.

Oltre alla partitura sonora, costruita su ritmi percussivi trascinanti e sonorità elettroniche ipnotiche, uno degli aspetti più riusciti dello spettacolo è la capacità di trasformare la ripetizione in un potente gesto drammaturgico (anche se talvolta finisce per dilatare i tempi dello spettacolo).

Näss si afferma come un’opera capace di far riflettere sul rapporto tra individuo e collettività, facendo dialogare linguaggi urbani, tradizioni popolari e un movimento incessante. Ne emerge una coreografia di grande impatto, capace di coniugare energia, precisione e forza evocativa.

La coreografia è firmata da Fouad Boussouf con Filipa Correia Lescuyer come assistente alla coreografia. Le luci sono di Fabrice Sarcy, i costumi e la scenografia di Camille Vallat, il suono e gli arrangiamenti di Roman Bestion, Fouad Boussouf e Marion Castor.

Lo spettacolo è una produzione di Compagnia Massala e una coproduzione di Théâtre Jean Vilar – Vitry-sur-Seine / Le Prisme – Élancourt / Institut du Monde Arabe – Tourcoing / Fontenay-en-Scènes – Fontenay-sous-bois / Théâtre des Bergeries – Noisy-le-Sec / La Briqueterie – CDCN du Val-de-Marne / Le FLOW – Pôle Culture Ville de Lille / Institut Français de Marrakech.

(ph Nadège Le Lezec)

Ulteriore nota di merito per questa serata è il fatto che è stata resa accessibile per le persone ipovedenti e cieche grazie al contributo di Elena Di Giovanni, professoressa dell’Università di Macerata e Francesca Raffi in collaborazione con AXESS – Associazione per l’Accessibilità alla Cultura. Un nuovo formato che, attraverso un’audiodescrizione realizzata a più mani, ha permesso anche a coloro con una disabilità visiva di vivere l’esperienza dei movimenti sul palco.

Tag: , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *