Dante’s Hell: l’Inferno attraverso i corpi dei No Gravity Theatre
di Elena Bartolucci
29 Ago 2026 - Commenti danza
Uno spettacolo capace di unire teatro fisico, danza, acrobatica e arti visive, in cui l’arte è in grado di trasformare l’imprevedibile in meraviglia.
Todi – Il Todi Festival è entrato nel vivo il 27 agosto, celebrando ben quattro decenni di storia e di ricerca nel panorama teatrale italiano. Tornato sotto la direzione artistica del fondatore Silvano Spada, il festival rinnova la propria vocazione alla contemporaneità attraverso undici giorni di spettacoli, debutti e anteprime distribuiti nei luoghi più suggestivi della cittadina umbra.
L’apertura è stata affidata allo spettacolo danzante dal titolo Dante’s Hell dei No Gravity Theatre, una compagnia internazionale di danza acrobatica.
C’è chi la chiama danza dell’illusione, chi danza scultoria e chi danza aerea, ma il suo linguaggio va oltre le categorie tradizionali. Come suggerisce la citazione di Gordon Craig, “ogni cosa scaturisce dal movimento”: è proprio il movimento della forma umana lo strumento attraverso il quale la compagnia ricerca e restituisce la bellezza.
Nella visione di Emiliano Pellisari, ideatore di coreografie, scene, costumi e light design, sette ballerini-acrobati (Mariana/P., Leila Ghiabbi, Giada Inserra, Marianna Caratelli, Eva Campanaro, Salvatore Iavarone, Thomas Battista) sfidano i limiti della fisica, sospendendosi, scomparendo e ricomponendosi in figure che sembrano appartenere più all’immaginazione che alla realtà.
Ispirato alla prima cantica della Divina Commedia, lo spettacolo ne restituisce l’essenza visionaria attraverso corpi che si sollevano, precipitano, si incontrano e si intrecciano. Un sofisticato sistema di macchinari e oggetti di scena, curati da Marco Visone, permette di costruire un’illusione priva di realtà aumentata ed effetti digitali: il corpo umano diventa così il principale strumento narrativo.
La scena si trasforma in un Inferno che non viene semplicemente raccontato ma vissuto attraverso il movimento. Le figure che attraversano lo spazio scenico assumono le sembianze di anime private della propria dimensione terrena, condannate a un movimento perpetuo e al tempo stesso incapaci di liberarsi.
Gli interpreti dei No Gravity Theatre sembrano infatti appartenere a un mondo nel quale il peso non rappresenta più un limite. Le precise traiettorie, le incredibili prese e gli incastri perfetti trasformano la coreografia in un paesaggio mutevole, dove i corpi sembrano diventare liquidi ed eterei.
A completare questa dimensione sospesa sono le luci e le musiche elettroniche e techno hardcore, che contribuiscono a creare un’atmosfera al tempo stesso inquieta e suggestiva.
Dante’s Hell propone una vera e propria esperienza visionaria in grado di sorprendere e conquistare qualsiasi spettatore, trascinandolo in una dimensione in cui spazio, tempo e materia non conoscono regole. È proprio nell’equilibrio tra acrobazia, danza e illusione che lo spettacolo trova la sua forza: una vertigine visiva fatta di leggerezza e meraviglia.





