Arezzo Wave 2001


Luca Perini (da Videomusica.it)

27 Set 2001 - Commenti live!

A volte può bastare un prato. Anche una tenda. Una larga e vasta pianura di condivisione. Un palco, e della musica. Aspettando l'onda' quella aretina ovviamente, perfino a dispetto di Dante. Arezzo Wave si scagliò intorno alla metà degli anni '90 nella nebulosa consumata e consunta del Festival all'italiana. Ovverosia circuito chiuso, programmi preconfezionati e nessuna voglia di ricambio. Anche certe frange musicali del nostro paese, nel rock come nell'hip hop, con alle spalle solo qualche anno dal fermento politico sonoro delle posse, lasciavano intravedere qualche segnale di cambiamento. Il concetto era quello dell'indipendenza e forse proprio il fiero ed indipendente spirito comunale toscano deve essere tornato a scorrere nelle vene di una terra sempre attenta a differenziarsi nella fruizione musicale dalla becera invasione degli ibridi commerciali. Stando così le cose oltre all'offerta ciò che premeva agli organizzatori era soprattutto anche il modo in cui poter prendere parte all'evento. Perchè ancorarsi alle solite poltroncine numerate, alle file e ai biglietti? Perchè soffrire anche nel piacere? Perchè non buttarsi all'aperto nell'erba di un prato e poter campeggiare? Forse qualcuno ricordò Woodstock con una lacrima d'insoddisfazione, visti i tempi che tiravano dalle nostre parti. E il centro, il nucleo fu proprio questo: un love festival, un luogo votato puramente al sacro riconoscimento di un potere insito nella musica e difficile da scalfire. La sua capacità di unire e aprire le porte della condivisone dei propri misteri. Sempre la stessa musica?
Certamente no. L'aggancio passò così direttamente ad un concorso nel quale (e questo ci ha fatto sempre un po' meraviglia) era possibile mandare qualsiasi tipo di demo, di ogni genere musicale tranne che jazz. A parte il mistero di un esclusione così radicale sancita direttamente via bando, l'arma segreta del concorso – oltre ad attirare un discreto numero di persone del pubblico giovanile – avrebbe cercato di dimostrare come possibili alternative d'ascolto potessero essere praticabili. Col senno di poi sappiamo che questa esperienza ha avuto un crescente successo coronato anche quest'anno da una cospicua fetta di traveller musicofili, tenda e sacco a pelo, che nella scorsa edizione ha raggiunto le 150.000 presenze. L'occasione di queste righe viene dalla recente uscita di un doppio Cd a prezzo speciale (la copertina è firmata dal disegnatore Pablo Echaurren) che testimonia proprio quella sensazione da improvvisamente l'estate scorsa che qualcuno avrà pensato ritrovando sul palco aretino i cattivi semi e germogli di Nick Cave. Chi non ha preso la palla al balzo partecipando alla fortunata kermesse toscana può ritrovarlo nella track As I Sadly By Her Side . Tra i numerosi protagonisti della raccolta fa capolino perfino il crooner' italico per eccellenza Nicola Arigliano, accompagnato da un affiatatissimo quartetto. Una longeva presenza del jazz italiano e raffinato ripetitore di brividi afroamericani in traduzione' italiana ( Marilù ). Le leva italiana è stata sostenuta da nomi noti da tempo e da altri in via di annotazione. Stiamo parlando di Elisa, dei Quintorigo, dei Mau Mau, di Cisco e la Casa del vento e della giovane Valentina Gravili, che sta attirando su di sè numerose attenzioni. Presenti anche I Tre Allegri Ragazzi Morti di Davide Toffolo e la Bandabardò. Per quanto riguarda gli emergenti, tutto cade dritto sui nomi di Punkreas, Davide De Gregorio, Malcondita, Amari, Linea 77, Uto ed Emotional Kaos. Spazio anche al vinile con le manipolazioni del dj turco Khan, Dj Pandaj e Dj Knuf, e presenze digitalmente emozionali come quella di St. Germain che apre in maniera suggestiva il primo di questi due Cd. Brividi rock anche con i teutonici Guano Apes e gli I Am Kloot.

(Luca Perini (da Videomusica.it))


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