Uscito “Quando dici che mi ami” di Christiano Mara; lo abbiamo intervistato.


a cura della Redazione

9 Gen 2021 - Commenti live!, Dischi

Quando dici che mi ami è il nuovo singolo del cantautore Christiano Mara e primo estratto dal disco progetto “the journey – il viaggio di una canzone”. Abbiamo intervistato il musicista partenopeo.

Dal18 dicembre 2020, è disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming Quando dici che mi ami, il nuovo singolo del cantautore partenopeo Christiano Mara e primo estratto dal disco progetto “The Journey – Il viaggio di una canzone”, in uscita quest’anno. Il brano, dal sound pop e fresco e dal ritornello radiofonico e “catchy” come il più classico dei “Ti amo”, racconta il sospetto di un uomo che teme di non essere amato dalla propria compagna. Una musica che vuole ispirare un ballo liberatorio e un testo che esprime in poesia un concetto chiaro: “vai avanti, le risposte le avevi già”. Ascolta il brano QUI

E poi l’alba

che ci addormenta

trasfigurata dalla tormenta

dove i passi diventan

sassi levigati

INTERVISTA

D. Quando dici che mi ami è il tuo nuovo singolo. Di cosa parla?

R. In questa canzone si riflette sull’affermazione “ti amo” che ci ripetiamo continuamente in una relazione. Abbiamo bisogno di ricaricare all’infinito la fiducia nell’altro, in un inseguimento senza fine e senza vincitori. Quanto è ambiguo quello che proviamo? E quanto di quello su cui giuriamo noi stessi, possiamo dire sia vero; e se anche lo fosse, quanto ne sappiamo, quanto ne conosciamo? Se l’acqua fosse limpida potremmo vedere cosa c’è sul fondo, ma è così, forse solo per fugaci, rapidissimi momenti. Ho provato tante volte a capire, a sciogliere la matassa, parlandone a lungo con amici: mi sentivo più confuso di prima, alla fine di qualsiasi discussione. E mi sembrava di aver fatto incazzare qualche dio selvaggio. In questa canzone c’è una donna forse incapace di amare, anche troppo sicura di sé, ed è questo che, probabilmente, la mantiene a volo radente. È una cosa che lui avverte, per istinto e senza bisogno di prove. Viene quindi colpito dal progressivo insinuarsi del morbo del sospetto, rappresentato simbolicamente da un acido che corrode ogni cosa con cui venga a contatto, e infine la persona stessa, portandola verso malessere e aggressività. So cosa vuol dire.

D. Il brano, dal sapore decisamente pop, anticipa il disco “The Journey”. Cosa puoi raccontarci di questo lavoro?

R. Essere cantautore vuol dire, a mio avviso, poter rappresentare con tutto ciò che si fa e si propone il concetto di libertà, e ricordarlo a chi ne perde un po’, ogni giorno, per qualsiasi ragione. Ho scelto quindi una rosa di canzoni lasciandomi andare a ciò che mi diceva il cuore, senza interrogarlo troppo. Con Alessandro Nicolosi, l’arrangiatore e coproduttore artistico del disco, ci siamo sentiti liberi nel preparare questo lavoro, sia nei tempi che nei modi. All’album ha collaborato anche Francesco Filippini, che è anche un mio caro amico, con illustrazioni, ispirazioni, è stato prezioso non solo per il modo in cui ha interpretato in immagini la mia musica e me, ma anche come presenza positiva, stimolante e costante. Le canzoni dell’album prossimo venturo, esprimeranno uno spaccato di me, e di ciò che in questi ultimi anni ho vissuto. È un modo per abbracciare il mio pubblico. Tutti quelli che vorranno camminare con me. Questo viaggio di “The Journey”, nel complesso, avviene all’indomani di un altro viaggio interiore, la cui unica traccia sono proprio le canzoni che potremo scoprire insieme, in un modo un po’ particolare. Come anticipazione posso dirvi che non sarà un album con poche canzoni, ma un paesaggio di oltre 20 tracce. Tutto il resto è una sorpresa, compreso il titolo dell’album.

D. Facciamo un salto indietro nel tempo: il primo ricordo che hai legato alla musica.

R. Ero piccolissimo e giocavo a fare il Festival di Sanremo nella mia stanza, interpretavo tutti gli artisti in gara, presentatore compreso. Naturalmente ricreavo tutte le canzoni al momento, ho sempre avuto la capacità di creare canzoni in un giorno o anche meno tempo. Ma chissà come erano le canzoni di quel me bambino! La domanda mi ha fatto sorridere e intenerire.

D. Quando hai capito di voler fare della musica un lavoro?

R. Ancora non l’ho capito, in realtà. Ho compreso di voler condividere le mie canzoni come missione e consegnarle a chi le vorrà. Inoltre vorrei, attraverso di esse, aiutare più persone che mi sarà possibile, fino all’ultimo passo che mi sarà concesso.

D. Cosa vorresti comunicare con le tue canzoni? E a chi?

R. Queste canzoni esplorano i sentimenti, un modo di sentire e di vedere; mi auguro che tutto ciò possa essere di sollievo o ispirazioni per altri. Vorrei far parte, in qualche modo, della vita dei miei concittadini del mondo. Se fosse un semplice prodotto ti direi che so benissimo a chi mi rivolgo. In realtà la rosa è ampia, e credo si configuri in chi sento già nel cuore, e che sono sicuro mi accoglierà. Non è forse grandioso non sapere chi sarà? L’incognita è un acceleratore di vita; è velocità!

Christiano Mara: c’è stato un anno a cui va la corona assoluta, a forma di mela però! Ben 3 innamoramenti. Si ripeterà? Se certe cose sono proprio rare, un motivo ci sarà. Direi proprio che presto sarà finito il tempo dell’imbarazzo (direi proprio, come faccio sennò??), quindi via il lucchetto! In tutti questi casi o dai comportamenti, o dalle parole mi sono arrivati ben tre ti amo dal sapore assai diverso. Ed erano sempre veri a metà. Possibili non rifiniti: come una stampante 3D che si inceppi sul più bello e lasci metà della figura e una delusione più che intera. Quante volte nelle canzoni l’ho detto. È una questione di attimi su attimi. Ed io che faccio? Mi ritrovo a desiderare giorni, settimane e quasi a odiarli questi attimi, perché la stampante si è rotta e l’amore non si consolida. Non si ferma a pernottare, prende l’autobus e va via. Una di queste ragazze, forse non era neppure capace di amare, era lei a fermare il nastro (una volta si usavano film su bobine a nastro nei cinema), dichiarare il film finito e mandare tutti a casa. La canzone di tre donne diverse, raggiunte come la cima di qualche monte inaccessibile, salvo essere spodestati da una di quelle tempeste di neve, a cui gli scalatori stanno antipatici. L’acido del sospetto è nato forse dall’amarezza. Mi ha corroso, mi ha reso sempre più maldestro e sbagliato agli occhi di ciascuna di loro. Mi sono chiesto se tra le tre, ci fosse stato un solo amore; non ho una risposta certa, ma dopo tanto riflettere, ho capito che una persona può essere così speciale da competere in una equazione con la vita stessa, allora si… sarà lei. È ancora lei?

 “Quando dici che mi ami” è stata scritta e composta da Christiano Mara che ne ha anche curato la produzione insieme ad Alessandro Nicolosi. Arrangiamenti: Alessandro Nicolosi. Registrazione, mix, mastering di Alessandro Nicolosi presso Tuscia Recording Studio. Voce: Christiano Mara. Cori: Alessandro Nicolosi.

Bio

“Credo di aver sempre scritto canzoni, da quando ho ricordi, era il mio modo di esprimermi e forse anche di entrare in contatto con l’ambiente, la natura….un tempo il mio approccio era forse anche più libero: il mondo ci cambia, solo un viaggio può dare risposta a certe domande”. Christiano Mara intraprende lungo più di un decennio un’opera di scrittura intimistica, esplorazione di ricordi e sentimenti, e comprensione delle cose. Tutto ciò prende forma in circa oltre 800 opere, alcune delle quali prodotte con artisti e collaboratori. In tempi recenti pubblica la canzone “Funambola” (Edel Edizoni) di Blandizzi, e “Come pioggia” di Anna Capasso.Frequenta per alcuni anni il collettivo di cantautori Be Quiet, dal quale si allontana per proseguire la sua carriera solista. Nel dicembre 2020 pubblica il primo singolo “Quando dici che mi ami”, apripista del disco progetto “The Journey – Il viaggio di una canzone”, il cui concept verrà svelato passo dopo passo, singolo dopo singolo.

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