Movie Concert: la potenza evocativa delle colonne sonore al Teatro Lauro Rossi


di Elena Bartolucci

29 Gen 2026 - Commenti live!

La FORM, diretta da Federico Mondelci, inaugura con grande fervore la stagione di Appassionata nel suo diciannovesimo anno di attività.

Macerata – domenica 25 gennaio, presso il gremito Teatro Lauro Rossi, l’associazione Appassionata ha proposto un pomeriggio in musica con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana (FORM), diretta da Federico Mondelci nel doppio ruolo di solista e direttore. Il concerto, organizzato in collaborazione con il Comune di Macerata, ha inaugurato la stagione musicale 2026.

Mondelci, che non si è affatto risparmiato nelle vesti di solista, regalando diversi assoli strabilianti e dimostrando grande versatilità strumentale e notevole capacità di adattamento all’ensemble, ha espresso la propria emozione e soddisfazione nell’aprire la stagione sinfonica dell’Appassionata con l’evento Movie Concert. Un titolo che racchiude l’essenza di un appuntamento di forte impatto e immediata suggestione, caratterizzato da un programma coinvolgente, capace di attraversare alcune delle pagine più amate della musica del Novecento, firmate da autentici mostri sacri.

Musiche nate per il cinema e il teatro, entrate stabilmente nell’immaginario collettivo, capaci di trasformare il concerto in un’intensa esperienza di ascolto condivisa, di emozionare fin dal primo ascolto e di sorprendere per la ricchezza dei dettagli orchestrali.

Il concerto si è aperto con Celebrating Morricone per orchestra sinfonica, una suite che raccoglie alcune celebri colonne sonore come Gli Intoccabili, Nuovo Cinema Paradiso, Marco Polo e La leggenda del pianista sull’oceano. La riconoscibilità delle melodie firmate da Ennio Morricone è ineguagliabile e commuove per la capacità di evocare immediatamente le immagini delle pellicole a cui sono legate, restituendone intatto il potere evocativo.

Formatosi nell’ambito della musica colta e vicino alle esperienze dell’avanguardia, Morricone ha saputo coniugare sperimentazione e immediatezza, rielaborando le proprie suggestioni in un linguaggio personale fatto di melodie essenziali, timbri inusuali e di un uso altamente espressivo del silenzio. La sua musica non accompagna semplicemente l’immagine, ma la interpreta, la amplifica e talvolta la contraddice, diventando parte integrante del racconto cinematografico.

Un percorso diverso, ma altrettanto significativo, è quello di Leonard Bernstein, che in West Side Story fonde il mondo del musical di Broadway con la grande tradizione sinfonica europea, il jazz e i ritmi della musica latino-americana. In quest’opera la partitura diventa uno strumento drammaturgico potentissimo, capace di raccontare conflitti sociali, tensioni emotive e slanci lirici con una forza comunicativa straordinaria. Trasportata in forma di suite sinfonica, questa musica conserva tutta la sua energia teatrale, trasformandosi in un racconto musicale autonomo.

Della celebre pellicola sono stati riproposti Tonight, Something’s Coming, Maria, Gee, Officer Krupke, Mambo, I Feel Pretty, One Hand, One Heart, America, Somewhere e Jet Song, nell’arrangiamento intitolato West Side Story Suite per sassofono e orchestra sinfonica, dal quale emerge la giocosità delle sonorità sudamericane e jazzistiche, accanto ai momenti più intimi e malinconici.

Dopo una breve pausa, il concerto si è concluso con Musical Portrait per sassofono e orchestra sinfonica, una lunga suite costruita sulle arie più celebri di Nino Rota, tratte dai film Amarcord, Rocco e i suoi fratelli, I Clowns, La Strada, Il Padrino, Il Gattopardo, La Dolce Vita e Otto e mezzo.

Rota incarna una dimensione profondamente europea della musica per film. Nato nel 1911, manifesta fin da giovanissimo un talento precoce, affermandosi già nell’infanzia come enfant prodige. Accanto a una vasta produzione teatrale e sinfonica, diventa una figura centrale della musica per il cinema.

A partire dagli anni Quaranta collabora con alcuni dei più importanti registi del Novecento, tra cui Luchino Visconti, Franco Zeffirelli e Francis Ford Coppola; il sodalizio più celebre resta tuttavia quello con Federico Fellini, per il quale compone quasi tutte le colonne sonore più importanti, dando vita a un linguaggio immediatamente riconoscibile, sospeso tra ironia, malinconia e memoria, profondamente radicato nella tradizione musicale europea.

L’Appassionata ha quindi proposto un pomeriggio di grande musica dal vivo, nel quale la FORM ha posto al centro la qualità artistica. Il programma ha creato un dialogo interessante fra tre autori diversi per formazione, linguaggio e temperamento, ma accomunati dalla capacità di parlare a pubblici vastissimi senza rinunciare alla qualità della scrittura musicale.

I brani presentati sono frutto degli arrangiamenti di Roberto Granata, che ha saputo valorizzare l’equilibrio tra orchestra e sassofono solista. Compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra, Granata è attivo da anni nell’ambito della musica sinfonica e teatrale; il suo lavoro si distingue per l’attenzione alla scrittura orchestrale e per la capacità di tradurre linguaggi musicali nati per il cinema e il teatro in una forma concertistica autonoma, rispettosa dell’identità degli autori.

Emozionante anche il piccolo bis conclusivo: a suggellare l’omaggio alla musica da film, è stato proposto il tema principale de La vita è bella di Nicola Piovani.

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