Il film “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci sarà nelle sale il 17 settembre


a cura di Francesca Bruni

9 Set 2026 - News cinema

Il film di Tommaso Landucci “I figli della scimmia”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, arriva nelle sale il 17 settembre. Nel cast Riccardo Scamarcio e Fausto Russo Alesi che sarà intervistato a breve da Francesca Bruni.

Arriva nelle sale il 17 settembre, distribuito da Medusa Film, I figli della scimmia, opera prima di finzione del regista Tommaso Landucci, presentata alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti. Un film che affronta il tema della paternità attraverso una storia familiare complessa, fatta di affetti, fragilità, desideri e proiezioni.

Al centro della vicenda c’è Dario, interpretato da Riccardo Scamarcio, padre di un bambino con disabilità al quale dedica ogni attenzione. Il suo rapporto con il figlio adolescente del fratello Roberto, interpretato da Fausto Russo Alesi, diventa però sempre più intenso, fino a trasformarsi in qualcosa di più profondo e problematico. Nel nipote Dario sembra infatti ritrovare il figlio che avrebbe desiderato avere e, contemporaneamente, la possibilità di vivere una paternità diversa da quella che la vita gli ha concesso.

È proprio questo gioco di desideri inespressi, identificazioni e proiezioni a mettere progressivamente in discussione gli equilibri della famiglia. Landucci costruisce così un racconto che non sembra interessato a offrire risposte semplici, ma piuttosto a interrogarsi su cosa significhi davvero essere genitori e su quanto l’amore possa, talvolta, trasformarsi in possesso o nel tentativo di vivere attraverso l’altro ciò che non si è potuto vivere personalmente.

Il titolo richiama una favola di Esopo, nella quale una scimmia, concentrando le proprie cure su uno dei due figli, finisce per soffocarlo con il suo stesso amore. Nel film la maternità della favola lascia spazio alla paternità, diventando una metafora dei rischi che possono nascere quando sentimenti, aspettative e bisogni personali finiscono per confondersi.

Accanto a Scamarcio e Russo Alesi troviamo Lidiya Liberman, Cristina Odasso, Tancredi Naldini, Andrea Aggio e Luigi Diberti, in un cast chiamato a confrontarsi con una materia emotiva particolarmente delicata. Il film, della durata di 110 minuti, è prodotto da Lungta Film, Lebowski e Mosaicon Film.

I figli della scimmia sembra dunque partire da una storia privata per arrivare a una riflessione più universale sui legami familiari, sull’identità e sulla difficoltà di distinguere ciò che desideriamo per noi stessi da ciò che realmente serve alle persone che amiamo.

Nell’incontro con i giornalisti, Riccardo Scamarcio ha spiegato le ragioni che lo hanno convinto a prendere parte alla produzione del film: «Il fatto di fotografare un uomo che non riesce a decifrare bene quello che prova, che si muove in maniera maldestra, che non è solo vittima, perché conserva un’ironia, una leggerezza nonostante il peso quotidiano di occuparsi di un figlio con una disabilità grave. E il fatto che il copione giocasse contro il cliché, mi ha convinto che fosse una grande occasione per me da interprete. C’è anche una grandissima tenerezza nei confronti del fatto di essere genitori: non solo quella dell’amore dei genitori verso i figli, ma quella dello sguardo di Tommaso sui genitori stessi. Forse è una cosa di cui non si parla molto, ma in questo film c’è questa dolcezza».

NOTE DI REGIA
Il titolo di questo film trae ispirazione da una fiaba di Esopo: la storia di una scimmia che aveva due cuccioli ma amava e nutriva soltanto il preferito, trascurando l’altro. A differenza della fiaba, però, qui si parla di un genitore chiamato a dividersi fra due “figli”: quello reale e quello ideale. È il racconto di un conflitto intimo, inevitabile, che mette continuamente in discussione il fragile equilibrio fra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto. C’è un tabù, un “impossibile da dire”, che mi ha affascinato perché riguarda l’esperienza più profonda e intima della genitorialità: nessun padre e nessuna madre desidera avere un figlio con una disabilità. Questo non mette in discussione l’amore che i genitori di persone con disabilità provano per i propri figli, ma, seppure un figlio stravolga la vita a prescindere, nel loro caso l’esistenza prende una direzione alla quale nessuno può essere preparato.
Parlando con alcuni di loro, mi ha colpito scoprire che spesso, prima del dolore per un figlio nato con una disabilità, arriva quello di una perdita: il lutto per “l’altro figlio”, quello immaginato e atteso durante la gravidanza, al quale devono dire addio prima ancora di averlo incontrato. E allora mi sono chiesto: cosa accade a un padre se poi quel figlio compare? Se si trova improvvisamente davanti al figlio che aveva sempre immaginato e desiderato avere?

Fausto Russo Alesi

In occasione dell’uscita del film, intervisterò Fausto Russo Alesi per parlare del suo personaggio, del rapporto con gli altri protagonisti e del complesso tema della paternità affrontato dal film.

Scheda del film

Regia:Tommaso Landucci
Produzione:Lungta Film (Maurizio Piazza, Andrea Calbucci), Lebowski (Riccardo Scamarcio), Mosaicon Film (Andrea Leone)
Durata:110’
Lingua:Italiano
Paesi:Italia
Interpreti:Riccardo Scamarcio, Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman, Cristina Odasso, Tancredi Naldini, Andrea Aggio, e con Luigi Diberti
Sceneggiatura:Tommaso Landucci, Damiano Femfert
Fotografia:Guido Michelotti
Montaggio:Andrea Maguolo
Scenografia:Antonella Di Martino
Costumi:Giulia Accornero
Effetti visivi:Alessio Zambardi
Makeup:Vanessa Ferrauto, Erika Truffelli

Distribuzione

  • Distribuzione internazionale: Piper play
  • Distribuzione Italia: Medusa Film S.p.a
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