Cento anni fa nasceva Fred Buscaglione


di Alberto Pellegrino

30 Nov 2021 - Approfondimenti live, Commenti live!

In occasione del centenario della nascita del mitico protagonista della canzone italiana, Alberto Pellegrino, con questo breve ma puntuale saggio, ricorda Fred Buscaglione.

Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Fred Buscaglione (1921–1960), un cantautore e un polistrumentista che ha scritto con la sua musica una pagina importante nella storia della canzone italiana per essere stato, insieme a Carosone, un innovatore nel panorama musicale degli anni Quaranta/Cinquanta.  

Nato in un piccolo paese in provincia di Biella, Fred mostra fin da bambino una grande passione per la musica, tanto che a soli undici anni è ammesso nel Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, che però abbandona dopo tre anni di frequenza, sia per la scarsa passione verso la musica classica, sia per le limitate condizioni economiche della famiglia (suo padre è un pittore edile e sua madre una portinaia che occasionalmente dà lezioni di pianoforte).

Il giovane Fred è costretto a cercarsi un lavoro e svolge piccoli impieghi prima come fattorino poi come apprendista odontotecnico. Nello stesso tempo inizia a esibirsi nei locali notturni torinesi, non certo di prim’ordine, come cantante jazz e musicista di talento, essendo capace di suonare diversi strumenti, dal contrabbasso, al violino, dal pianoforte, alla tromba. Alla fine degli anni Trenta, durante una esibizione al Gran Caffè Ligure, viene notato da uno studente di giurisprudenza di nome Leo Chiosso e da quel momento nasce un sodalizio artistico che durerà per lunghissimo tempo. Per Fred è un momento alquanto difficile che viene sintetizzato dai versi di Chiosso scritti per la canzone Fantastica: “Sono un vero sognatore / musicista un po’ pittore / strimpellando sopra i tasti / molto spesso salto i pasti”. Durante la Seconda guerra mondiale è richiamato sotto le armi e distaccato in Sardegna, dove organizza spettacoli per le truppe. Viene fatto prigioniero dagli americani ed è contattato dai fratelli Franco e Berto Pisano, con i quali forma a Cagliari il Quintetto Aster, che lavora per la radio alleata e per Radio Sardegna, allora diretta da Jader Jacobelli. Ha così il modo di continuare a fare musica e di sperimentare le nuove sonorità e i nuovi ritmi che arrivano dagli Stati Uniti.

Finita la guerra Buscaglione rientra a Torino e ricomincia a suonare in vari complessi musicali, fra cui la grande orchestra di Cinico Angelini dove si ritaglia un ruolo da violinista solista. Quindi fonda il suo complesso Asternovas e a Torino suona nei mitici ritrovi del Faro Dance, del Fortino, il Pagoda, lo Stadium Danceing, il Florida, il celebre Hot Club; quindi, inizia a fare spettacoli in locali notturni di varie città italiane.

Nel 1953 Buscaglione e il suo complesso partecipano alla trasmissione televisiva sperimentale Orchestra delle 15, presentata da Febo Conti.

Un aiuto decisivo arriva dall’amico Gino Latilla, che ha ottenuto un buon successo con la canzone Tchumbala-bey scritta dal duo Chiosso-Buscaglione. Il cantante insiste con il direttore della Cetra, la sua casa discografica, affinché faccia incidere a Buscaglione le sue canzoni al punto di anticipare di tasca propria le spese. Nel 1955 vede la luce il primo singolo, un 78 giri con due canzoni (Che bambola! / Giacomino), il quale vende circa un milione di copie senza alcun battage pubblicitario. Buscaglione, incoraggiato da questo inaspettato successo, decide di incidere altre canzoni e, sempre grazie all’appoggio di Latilla, diventa ospite di alcune trasmissioni radiofoniche che contribuiscono alla sua crescente popolarità, che aumenta quando Fred Buscaglione e i suoi musicisti approdano sulla platea televisiva, partecipando nel 1958 alla trasmissione Ritmi d’oggi, una rassegna musicale a cura di Stefano Canzio.

La conquista del successo

Nei primi anni del dopoguerra Fred era ritornato a frequentare l’amico Leo Chiosso, stabilendo con lui uno stretto rapporto di collaborazione. Questa duo ben assortito comincia a scambiarsi idee, battute e frasi musicali che Leo annota e Fred accenna al pianoforte. Nascono in questo modo canzoni che sono quasi sempre un po’ surreali, che parlano con ironia di “bulli e pupe”, di New York e di Chicago, di uomini duri e spietati, ma sempre schiavi di belle donne e di fiumi di alcool. Leo Chiosso, un autore geniale capace di creare una storia con i pochi versi di una canzone, intuisce che intorno a questo musicista di talento bisogna creare un personaggio: “Lui aveva quella faccia alla Clarke Gable. Gli mancava la brillantina e un po’ di Be Bop. Eravamo giovani, tutto ci pareva a portata di mano, compresi i sogni. Fred ci mise il pianoforte, io l’America”.

Buscaglione coglie al volo il suggerimento e si cala nel personaggio del “duro”, ispirandosi a Clark Gable e ai gangster americani: si fa crescere un paio di baffetti e si presenta in scena in doppiopetto gessato e cappello a larghe falde; diventa il gangster dal cuore tenero, spaccone e affascinante che va in giro con un bicchiere di whisky nel taschino della giacca (ma il realtà si tratta di tè scuro).

Buscaglione conia il termine criminal song in linea con il contenuto delle sue canzoni; racconta “una vita spericolata” molto prima di Vasco Rossi; riesce a immettere nella canzone italiana il jazz e lo swing, avendo come modelli Louis Armostrong, Cab Calloway, Diango Reinhardt; sfrutta le sue doti di musicista eclettico per svecchiare e a rinnovare la musica italiana, precedendo Domenico Modugno e Luigi Tenco.

In breve tempo nascono quelle canzoni che faranno conoscere Buscaglione in tutta l’Italia, eseguite dal vivo nei locali notturni e in alcuni spettacoli televisivi: Che bambola! Teresa non sparareEri piccola cosìLove in PortofinoPorfirio Villarosa, Whisky facile, nelle quali dimostra non solo di saper cantare con uno stile del tutto personale, ma di essere un eccellente musicista capace di suonare la tromba, il piano, il contrabbasso e soprattutto il violino.

A partire dal 1956 cominciano a uscire i suoi primi 33 giri che hanno un notevole successo nonostante contengano canzoni per quei tempi inconsuete e abbastanza trasgressive: Fred Buscaglione & i suoi Asternovas  (1956), Le nuove canzoni di Fred Buscaglione (1957), Balliamo con Fred Buscaglione (1957), Fred Buscaglione & i suoi Asternovas (1958), 16 successi di Fred Buscaglione (1959), Ricordo di Fred (postumo1960).

Verso la fine degli anni cinquanta, forse stanco del suo personaggio di “duro”, Fred decide di cambiare genere e comincia a incidere canzoni scritte anche da altri autori, le quali diventano altrettanti successi: Guarda che lunaNon partir di Giovanni D’Anzi e Alfredo Bracchi, Al chiar di luna porto fortuna di Carlo Alberto Rossi sono canzoni melodiche che non sono composte per far ridere o sorridere ma che, senza rinunciare a citazioni jazz, mostrano un sottofondo di struggente malinconia, perché parlano di sentimenti o raccontano di amori finiti o mai nati.

Una straripante popolarità

Dalla metà degli anni cinquanta Fred Buscaglione è uno degli uomini di spettacolo più popolari;  appare nelle pubblicità, in televisione e nel cinema; è immerso senza soste in un’attività sempre più frenetica: gira film, registra spettacoli televisivi, incide dischi e, di notte, canta nei mitici night romani Le grotte del piccione e la Rupe Tarpea, spostandosi a bordo di una vistosa Ford Thunderbird rosa che lui ha denominato “Criminalmente bella”, come una delle sue canzoni.

Partecipa come attore-cantante a dieci film fra cui vanno segnalati, Poveri milionari, regia di Dino Risi (1959), Guardatele ma non toccatele, regia di Mario Mattoli (1959), Il moralista, regia di Giorgio Bianchi (1959), Noi duri, regia di Camillo Mastrocinque (1960), che esce postumo e che ottiene immediatamente un grande successo per la presenza di Fred come protagonista, ma anche per la partecipazione di attori famosi come Totò, Paolo Panelli, Scilla Gabel, Bice Valori, Elio Pandolfi, Luigi Pavese.

Nel 1960, tre settimane prima della morte, in un’intervista al quotidiano Stampa Sera, aveva espresso l’intenzione di ritirarsi nel giro di due anni, affermando: «Prima che la gente mi volti le spalle, Fred il duro sparirà, e io tornerò a essere solo Ferdinando Buscaglione».

Il cantante muove tragicamente all’alba del 3 febbraio 1960, a soli 38 anni, in un incidente d’auto mentre rientrava all’hotel Rivoli di Roma dopo aver trascorso la notte esibendosi in un night di via Margutta. Fred si trova a bordo della sua Ford Thunderbird e, giunto a un incrocio del quartiere dei Parioli, si scontra con un camion guidato dal ventiquattrenne Bruno Ferretti, che tenta di soccorrerlo insieme a un carabiniere e all’autista di un autobus, sul quale viene caricato per portarlo all’ospedale, dove purtroppo giunge senza vita. L’autopsia, contrariamente a quanto pensa l’opinione pubblica, dimostrerà che nelle sue vene non c’erano tracce di alcol.

La nascita del mito

La scomparsa di Fred Buscaglione, avvenuta nel pieno della sua carriera, diventa un evento mediatico con ampie ripercussioni a livello nazionale. Da quel momento le sue canzoni continuano a essere ascoltate alla radio e nei juke-box. La Rai periodicamente trasmette programmi rievocativi della sua figura, usando materiali d’archivio e interviste ad amici e collaboratori. Nel 1980, per il ventesimo anniversario della sua scomparsa, viene trasmesso il programma In memoria di Fred Buscaglione in cui diversi artisti ripropongono i suoi successi accompagnati dall’orchestra diretta da Gorni Kramer. Nella stagione 1991-1992 va in scena il musical Fred, ispirato alla vita di Buscaglione, con la regia di Gino Landi su testi di Umberto Simonetta e Italo Terzoli. Nel 1995 nasce a Roma la Fred Forever Jumpin’ Orchestra, una cover band che ripropone i successi dell’ormai mitico cantante torinese. Il gruppo ha poi cambiato il nome in Buscaja e continua a portare nei suoi concerti la testimonianza dell’arte e dello spirito guascone di Fred Buscaglione, contribuendo a perpetuare il mito di un artista scomparso troppo presto. Nel 2008 Fred Buscaglione venne iscritto nel “Pantheon dello Swing Italiano” ideato con il patronage del pianista jazz Stefano Bollani. Nel 2009 sono nati il Premio Buscaglione e il festival Sotto il cielo di Fred destinati a onorarne la memoria e i meriti artistici del cantante, dando al contempo a gruppi emergenti la possibilità di esibirsi e farsi strada nel mondo della musica a livello professionistico.

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2 responses

  1. Stefano DI TANO ha detto:

    A parte qualche leggera inesattezza sulle vicende giovanili della vita di Fred (era certamente nato a Torino, nel 1921), posso confermare grazie alle mie conoscenze e agli incontri con i familiari e amici di Fred, che la lettura del servizio è molto vicina alla realtà sulla breve vita del nostro Grande Fred. Posso aggiungere che la sua esperienza di musicista e poi direttore di orchestra e successivamente del gruppo “Gli Astenovas” si concretizzò nel lunghi anni di lavoro all’estero in molti locali delle capitali o delle città di provincia in Svizzera, Germania, Olanda dove presentava con particolare stile e personalità innumerevoli successi italiani, europei ed americani che gli conferirono una fama internazionale che sfruttò poi al suo ritorno in Italia con la moglie Fatima nel 1954.

    1. Redazione ha detto:

      Gentile Stefano Di Tano,
      grazie delle sue preziose precisazioni e aggiunte.
      Cordialmente,
      la Redazione

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