Camerino (MC): grandi nomi e qualità al “Camerino Festival” 2001


Alberto Pellegrino

30 Ago 2001 - Commenti classica

Un particolare successo ha avuto dal 31 luglio al 14 agosto 2001 la Rassegna Internazionale di Musica e Teatro da Camera di Camerino, organizzata dalla Gioventù Musicale, dalla Amministrazione comunale e dall'Associazione Camerino Festival, con il sostegno della Regione Marche, della Provincia di Macerata, dell'Università e dell'Archidiocesi di Camerino. La manifestazione, giunta ormai alla sua quindicesima edizione, si sta imponendo all'attenzione degli appassionati di musica classica per la qualità degli interpreti e per l'intelligenza con cui sono stati selezionati autori e brani, che hanno formato il cartellone di quest'anno. Il concerto di apertura è stato caratterizzato dalla presenza di un interprete prestigioso quale il violinista Uto Ughi che, accompagnato dal pianista Alessandro Specchi, ha eseguito la Sonata in re maggiore di Leclair e la Sonata n.7 in do maggiore, op.30 di Beethoven interpretata in modo veramente splendido. Nella seconda parte il concertista ha eseguito un programma più variato e brillando la Fantasia brillante sul Faust di Gounod di Wieniawski, l'Introduzione e il Rondò capriccioso di Saint-Saens , la Fantasia sulla Carmen di Bizet di Sarasate. La magistrale esecuzione di questi brani, da parte di uno dei maggiori violinisti del nostro tempo che sa fondere virtuosismo e profondità interpretativa, ha suscitato l'entusiasmo del pubblico che gremiva il Teatro Comunale Filippo Marchetti in ogni ordine di posti.

Il secondo concerto ha avuto una particolare valenza per la partecipazione dei Fiati di Parma che sono l'unica orchestra da camera stabile italiana di strumenti a fiati diretta da Claudio Paradiso. Il complesso ha eseguito a Camerino un programma molto particolare comprendente la Sonata n.1 op.11 in re maggiore e la Sonata n.2 op.16 in la maggiore di Brahms. Si tratta di due composizioni per piccola orchestra legate al modello settecentesco della serenata che venne recuperato nel periodo del tardo Romanticismo in un clima di nostalgico recupero del passato musicale. Brahms in questa operazione di recupero immette la freschezza della sua invenzione melodica unita ad una costante nota di malinconia.

Il terzo appuntamento camerinese ha visto la presenza del pianista Vardan Mamikonian, giovane concertista di origine armena già affermato a livello internazionale che ha eseguito un programma tutto dedicato a Chopin, rivelando grande temperamento e straordinarie capacità interpretative nell'esecuzione dei 12 Studi op.10 (fra i quali è compreso anche lo Studio in do minore più noto come La caduta di Varsavia) e dei 12 Studi op.25. Il pianista ha messo ancora in evidenza tutte le sue qualità di interprete nell'esecuzione della splendida Polacca in fa diesis minore op.44 e della Ballata n.4 in fa minore op.52 che, composta nel 1842 poco prima della morte dell'autore, rivela una ormai conquistata e piena maturità artistica, per cui gli slanci drammatici e passionali propri del compositore polacco trovano un rinnovato equilibrio nella presenza di un costante tessuto poetico.
Un vero e proprio evento musicale deve essere considerato il concerto tenutosi nella bella Chiesa barocca di S. Filippo e incentrato sul tema Le Vie della pittura del Tiepolo e della Musica Solenne degli Eccellentissimi Musici Veneti. Il programma eseguito si è proposto di suggerisce una lettura trasversale di espressioni artistiche diverse, collocandosi in un crocevia fra architettura, pittura, musica e canto quanto mai originale e affascinante. Ad evocare particolare magie musicali è stato chiamato l'ensamble barocco L'arte dell'Arco, complesso veneziano diretto da Federico Guglielmo affiancato dal controtenore Emanuele Bianchi e dall'eccellente soprano Gemma Bertagnolli. Sono stati eseguiti il brano Ricercare a violino e violoncello di Giovanni Benedetto Platti e due Mottetti di Francesco Antonio Bonporti, ma l'elemento dominante della serata era costituito da due splendide composizioni di Antonio Vivaldi quali il Concerto in do maggiore RV 179 e il Concerto in re magg. RV 208 seguite da due celebri composizioni dedicate dal Prete Rosso alla Vergine Maria: lo Stabat Mater e il Salve Regina. Sotto le volte delle chiesa filippina si è vissuto un perfetto impasto timbrico fra i brani eseguiti, i cromatismi azzurro-bianco-dorati dell'altare maggiore e la cornice bianco-verde-oro che esalta la gloria pittorica del Tiepolo. Emozioni insperate per chi ama ritrovare eleganti connessioni fra i luoghi della visione e i luoghi dell'ascolto. Emozioni rinnovate ed ampliate dalla bravura dei musicisti e dei due interpreti dalla vocalità raffinata ed espressiva.
La Rassegna ha reso omaggio a Giuseppe Verdi con una concerto molto particolare, che ha voluto presentare il massimo esponente del nostro melodramma anche come autore poco noto ma ugualmente valido di composizioni da camera. Il Quartetto d'archi dei Virtuosi Italiani ha eseguito il Quartetto in mi minore, che lo stesso Verdi considerava composizione scritta come passatempo e quindi senza nissuna importanza , mentre si tratta di un'opera molto gradevole, ricca di ispirazione, costruita con un taglio melodico-ritmico molto personale. Nella seconda parte il soprano Sonia Corsini (chiamata a sostituire una Cecilia Gasdia afflitta da una grave indisposizione) ha interpretata in modo elegante e con elevata qualità vocale sei arie da camera composte dal genio di Busseto (In solitaria stanza, Perduta ho la pace, La zingara, Il brindisi, Stornello e Spazzacamino), ottenendo il meritato consenso del pubblico accorso numeroso al richiamo di questa particolare produzione verdiana.

Il Festival si è quindi concluso con una serata dedicata al teatro musicale da camera : lì'attore e compositore Luigi Maio ha interpretato con vivacità , brio vocale e intensità mimica L'Histoire di Babar, le petiti èlèphant di Poulenc con l'accompagnamento del pianista Andrea Bacchetti, facedno rivivere sulla scena la storia del piccolo elefante orfano che prima va a vivere in città , quindi fa ritorno nella foresta diventando addirittura re degli animali. Nella seconda parte sempre Maio ha interpretato la celebre composizione di Prokofiev Pierino e il lupo con l'accompagnamento dell'Orchestra Filarmonica Marchigiana diretta dal giovane maestro camerinese Daniele Belardinelli, che ha avuto modo di debuttare nella sua città natale in occasione di un concerto seguito da un folto pubblico, fra cui numerosi bambini, che ha accolto con molto calore l'esecuzione dei due brani da parte degli interpreti più volte chiamati alla ribalta da insistiti applausi.

(Alberto Pellegrino)


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