“Blu infinito” della compagnia Evolution Dance Theater strega il palcoscenico di Macerata


di Elena Bartolucci

16 Dic 2021 - Commenti danza

Uno spettacolo dall’eccezionale impatto visivo che riesce a combinare alla perfezione danza, effetti speciali e incredibili acrobazie, al Teatro Lauro Rossi di Macerata, con “Blu infinito” di Evolution Dance Theater.

MacerataDomenica 12 dicembre il palcoscenico del Teatro Lauro Rossi ha preso letteralmente vita grazie all’incredibile spettacolo intitolato “Blu infinito” di Evolution Dance Theater, compagnia fondata nel 2008 in Italia e diretta dal coreografo Anthony Heinl.

Da oltre dieci anni, questa compagnia di ballo affascina e ipnotizza il pubblico di tutto il mondo grazie agli artisti poliedrici che ne fanno parte, i quali non sono semplicemente dei danzatori ma dei veri e propri ginnasti, contorsionisti e persino illusionisti.

Giochi di laser e specchi, illusioni ottiche, riflessi o schermi chimici (che reagiscono e catturano la luce grazie all’incredibile tecnologia del Light Wall, uno schermo interattivo sviluppato dallo stesso coreografo) hanno permesso di ricreare scenari in cui le ombre dei danzatori si muovono comunicando allo stesso tempo.

La serata, che ha visto purtroppo una scarsa affluenza di pubblico, è stata strutturata in due parti, in ciascuna delle quali sono stati presentati diversi balletti in cui la fisicità dei movimenti si è perfettamente sposata alla danza vera e propria adoperando persino strumenti classici della ginnastica artistica come corde, nastri e tessuti.

Il blu infinito del titolo si riferisce in particolare al mondo sottomarino da cui tutto prende vita: l’acqua degli abissi dove fluttuano le alghe marine sinuose, si illuminano i coralli e si rincorrono pesci di ogni dimensione, razze, meduse e creature fantastiche.

“Non c’è un sopra, né un sotto. Non esiste gravità ma solo un bellissimo volo libero. Il blu infinito è l’origine di ogni metamorfosi, muta di forma e densità, avvolge le sue misteriose creature in un sensuale e travolgente abbraccio.”

Sicuramente le musiche scelte per accompagnare le varie performance dei ballerini hanno saputo regalare un’atmosfera di tutto rispetto enfatizzando soprattutto i momenti di maggiore pathos. Tralasciando alcune musiche di carattere tribale ed elettronico, segnaliamo alcuni dei brani più evocativi della serata: Hunger of the pine di Alt J, Good morning Mr Wolf di Patrick Watson, Home di Solomon Grey, Planet caravan dei Black Sabbath, Pilots di Goldfrapp e Don’t be light di Air.

Un incredibile performance è stata senza dubbio quella danzata sulle note di Deadly Valentine cantata da Charlotte Gainsbourg in cui strane creature si rincorrono in un gioco di cerchi e di effetti vedo non vedo: i corpi si fondono tra loro e prendono forma grazie alle palline colorate lanciate dall’alto che si attaccano (letteralmente) ai loro corpi.

In quasi tutte le esibizioni i danzatori hanno indossato delle tutine integrali molto aderenti con il volto coperto; soltanto in un passo a due femminile nella prima parte e nel finale a chiusura spettacolo, si sono rivelati senza alcuna maschera. Nel primo caso è stato offerto un pezzo di grande sensualità in cui la lentezza delle prese ha reso l’intera scena molto intima. Al contrario, nel finale sviluppato a ritmo del brano Magic arrow di Timber Timbre, supportati da un’incredibile struttura gonfiabile i danzatori hanno dato libero sfogo a tutta la loro fisicità esibendosi in incredibili acrobazie e salti dimostrando così il loro incredibile senso dello spazio e il controllo dei movimenti nonostante l’evidente precarietà della struttura sviluppata come un enorme scivolo.

Ogni balletto è riuscito quindi a regalare nella sua singolarità momenti davvero magici grazie all’innegabile capacità di questa compagnia di saper trasportare lo spettatore in un mondo in cui non esistono limiti all’immaginazione e soprattutto alla gravità. Uno spettacolo sui generis in cui la fusione di diverse discipline viene enfatizzata da una illuminazione futuristica, effetti speciali nonché scenari interattivi in grado di lasciare chiunque a bocca aperta, grandi e piccoli. I performer che si sono esibiti sul palco sono Antonella Abbate, Leonardo Tanfani, Carlotta Stassi, Matteo Crisafulli, Giulia Pino, Giovanni Santoro e Nadessja Casavecchia (co-direttore della compagnia e assistente coreografo). Light designer e direttore tecnico è Adriano Pisi, i costumi sono di Piero Ragni, mentre gli effetti laser portano la firma di Simone Sparky.

Lo spettacolo è promosso dal Comune di Macerata con l’AMAT e il contributo di Regione Marche e MiC.

Tag:,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.