Addio a Tinto Brass, il cinema come libertà del desiderio


a cra di Francesca Bruni

5 Nov 2026 - News cinema

Il regista è morto a Roma il 4 novembre a 93 anni. Dagli esordi sperimentali al successo di “La chiave”, lascia un cinema provocatorio e riconoscibile, attraversato dal conflitto tra piacere e convenzioni sociali.

Tinto Brass (Gorupdebesanez CC BY-SA 3.0)

È morto il 4 novembre a Roma Tinto Brass, all’età di 93 anni. A comunicarlo all’ANSA sono stati la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice. La famiglia ha annunciato esequie in forma strettamente privata. Con lui scompare un protagonista controverso del cinema italiano, capace di trasformare l’erotismo in una cifra d’autore.

Nato a Milano il 26 marzo 1933 e cresciuto a Venezia, Giovanni Brass aveva costruito il proprio percorso attraverso esperienze e linguaggi diversi. Il lavoro alla Cinémathèque française e la collaborazione con Roberto Rossellini precedono l’esordio del 1963 con Chi lavora è perduto. Seguono opere come Col cuore in gola, L’urlo e La vacanza, testimonianze di una ricerca irrequieta, aperta alla sperimentazione visiva e alla provocazione politica.

L’urlo (1968) – Tinto Brass con Tina Aumont

Nel 1983 La chiave, interpretato da Stefania Sandrelli e tratto dal romanzo di Jun’ichirō Tanizaki, segna la svolta verso il cinema erotico che lo renderà celebre. Arriveranno Miranda, Capriccio, Paprika e Così fan tutte: film nei quali il desiderio incontra gelosia, ironia e trasgressione, mettendo in discussione le regole della rispettabilità borghese.

Rileggere oggi Brass significa anche interrogare le contraddizioni del suo sguardo: la celebrazione del piacere femminile convive con una rappresentazione costruita attraverso fantasie e prospettive maschili. È una tensione che merita ancora discussione critica, oltre le formule celebrative e le liquidazioni moralistiche.

Resta un autore dall’immaginario immediatamente riconoscibile, per il quale il corpo è stato terreno di invenzione cinematografica e di scontro culturale. Un’eredità da esplorare tornando anche ai suoi lavori meno conosciuti, dove affiorano le molte possibilità del suo cinema.

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