Tutto quello che c’è da sapere sul grande Maestro che inventò l’America


di Elena Bartolucci

16 Nov 2022 - Cinema, Commenti cinema

Attraverso un bellissimo documentario viene narrata la vita e il genio di Sergio Leone, uno dei più grandi cineasti italiani.

Fermo – Venerdì 11 novembre è stato proiettato alla Sala degli Artisti di Fermo il documentario intitolato “Sergio Leone: l’italiano che inventò l’America”. 

Attraverso le testimonianze dei figli e di diversi cineasti e specialisti del settore, il regista Francesco Zippel ha dipinto un quadro meticoloso del grande Maestro dopo più di trent’anni dalla sua scomparsa. Il racconto viene impreziosito da immagini di repertorio tratte da varie interviste, aneddoti divertenti, momenti di vita privata, scene rubate dai set o nelle sale di montaggio. Le testimonianze di importanti nomi del panorama cinematografico tra cui, per citarne solo alcuni, Steven Spielberg, Martin Scorsese, Quentin Tarantino, Robert De Niro, Clint Eastwood, Jennifer Connelly, Eli Wallach, Carlo Verdone, Giuseppe Tornatore e persino il suo compagno di classe alle elementari il Maestro Ennio Morricone, consentono di conoscere meglio sia la persona che il grande regista. 

Viene infatti offerta una bellissima analisi del suo modo di concepire ogni film e persino ogni singola scena e di rendere perfetta la narrazione anche solo attraverso i silenzi, gli sguardi, i rumori o semplicemente avvalendosi di una incredibile colonna sonora. Vengono snocciolate mano a mano curiosità e dettagli delle pellicole di Sergio Leone come Per un pugno di dollari (pellicola che ha segnato l’inizio della brillante carriera di Clint Eastwood nonché il sodalizio e l’amicizia tra quest’ultimo e il cineasta di origini romane), Il buono, il brutto e il cattivo, C’era una volta il West nonché le difficoltà e la lunga lavorazione del suo ultimo capolavoro C’era una volta in America.

Si viaggia dai tempi del giovane ragazzo di Trastevere che amava i film western e adorava giocare ai cow-boy a quelli del grande cineasta in grado di inventare un nuovo modo di stare dietro la macchina da presa: i suoi incredibili e interminabili primi piani, i campi lunghi e le sequenze quasi sospese nel tempo ma dense di pathos. 

Seppur il regista vanta una filmografia piuttosto scarna, è riuscito nel giro di poco più di vent’anni a creare un nuovo modo di fare cinema: il suo linguaggio post-moderno ha decretato a tutti gli effetti una profonda linea di demarcazione con la cinematografia del passato, influenzando allo stesso tempo gli sceneggiatori e i registi che sono venuti dopo di lui.

Ogni suo film è destinato a restare nella storia del cinema per sempre e continuerà a segnare il destino di moltissimi altri appassionati o aspiranti cineasti. 

Il film è stato presentato in anteprima alla Mostra del cinema di Venezia e sarà presto disponibile su Sky. 

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