Successo di “Così fan tutte” di Mozart a Civitanova Marche


di Roberta Rocchetti

1 Dic 2025 - Commenti classica

Al Teatro Rossini di Civitanova Marche è andata in scena l’opera mozartiana “Così fan tutte”, nell’ambito di Civitanova all’Opera (settima edizione), che sotto la coraggiosa direzione artistica di Alfredo Sorichetti, ha deliziato il pubblico presente. Ottimo tutto il comparto musicale.

 (Foto di Luigi Gasparroni)

Il genio assoluto e divino di Wolfgang Amadeus Mozart plana di nuovo su Civitanova Marche (MC) la sera di venerdì 28 novembre grazie al Teatro Rossini e Alfredo Sorichetti che con grande impegno e coraggio porta le meravigliose note del salisburghese nella cittadina addobbata a festa.

Così fan tutte vede per la prima volta la luce del palcoscenico il 26 gennaio 1790 un giorno prima del 34° genetliaco del suo autore, mancheranno meno di due anni dal sorgere del triste giorno in cui Mozart lascerà questo mondo per tornare tra le stelle.

Tra le lettere del compositore non si trova alcun accenno o pensiero rispetto alla composizione di quest’opera, a parte il fatto che l’abbia composta in due o tre mesi per tentare di emergere dai suoi perenni ed inestinguibili problemi economici dovuti allo stile di vita piuttosto lussuoso per i parametri del tempo, come se davvero (e Miloš Forman glielo fa dire nel suo film) la musica fosse già tutta dentro la sua testa e decidesse di metterla su carta all’occorrenza per pagare l’affitto, i bagni terapeutici della moglie a Baden o dei bottoni nuovi per la marsina.

L’opera ricevette un’accoglienza piuttosto tiepida in una Vienna che si credeva più avanti rispetto all’impudica morale settecentesca e che era già piombante nella pesantezza esistenziale del romanticismo, non sapevano i viennesi quanto il tema del libretto di Lorenzo Da Ponte fosse universalmente valido, costantemente attuale e quanto la descrizione dell’invincibile istinto animale insito nel genere umano che ha la meglio sulle pretese di perfezione morale sarebbe stato valido anche nei decenni a venire, fino ad oggi.

Civitanova mette in scena un nuovo allestimento per la regia di Bepi Morassi con le scene di Sauro Maurizi e i costumi di Falpalà, la vicenda si svolge negli anni ’70 del ‘900, in un bar nel quale Don Alfonso lancia la sfida a Guglielmo e Ferrando, sfida che consiste nel provare che con la giusta chiave ognuno e soprattutto ogni donna può abdicare alla propria promessa di fedeltà, comprese le loro due fidanzate sorelle Dorabella e Fiordiligi, spoiler: Don Alfonso ha ragione.

La regia di Morassi è fresca e divertente, erotica senza essere volgare, maliziosa e giocosa, ci pensa la musica di Mozart ad inserire tra i giochi quei profondi voli pindarici nei timori individuali, nei sensi di colpa, nella consapevolezza della propria debolezza, quanto si sono sbagliati i viennesi del 1790, qui c’era già tutta la psicanalisi che ha annegato il ‘900.

Fiordiligi è tra le due sorelle quella che cede al proprio istinto con qualche minuto di ritardo in più, la più pudica, Elizaveta Shuvalova l’ha portata in scena con convinzione interpretativa e una vocalità duttile e in grado di affrontare le montagne russe tonali delle arie che le competono, sia in Come scoglio che in Per pietà ben mio perdona ha fornito ottima prova, la Dorabella di Tamar Ugrekhelidze è ammiccante, seducente vocalmente valida, la sua prova solista è amore un ladroncello è stato un piccolo gioiello di seduzione sia vocale che scenico.

Tonante e imponente il Gugliemo di Nicola Farnesi, il quale ha fatto da contraltare al delicato Ferrando di Manuel Amati, entrambi sotto il dominio del deus ex machina Don Alfonso portato in scena da Bruno de Simone, grande padronanza del palcoscenico e ottimo filo conduttore.

Last but not least la Despina di Aziza Omarova che ci è piaciuta davvero molto, spigliata, aggraziata, sveglia, precisa, timbro gradevolissimo, cascatella di armonici, il tutto gestito perfettamente, brava.

L’Orchestra Sinfonica dell’Adriatico sotto il controllo della bacchetta di Alfredo Sorichetti ha fornito un’ottima prova, la lettura del direttore ariosa e morbida ha regalato una visione dolce e struggente, Mozart gli piace e si sente.

Il Coro Ventidio Basso è stato guidato da Pasquale Veleno.

Qualche piccolo disallineamento negli attacchi dei solisti ci è sembrato un valore aggiunto che ha dimostrato quanto degli ottimi professionisti siano in grado di allestire un’opera così complessa e articolata in poco tempo, gestendo addirittura una nuova produzione, giungendo ad un risultato ottimo, e vorremmo chiudere questa cronaca con un consiglio per tutti i pubblici di ogni città, quando Mozart arriva nella vostra città con una qualsiasi delle sue composizioni, andateci a teatro, arrivate per tempo, sedetevi per tempo e a fine rappresentazione fermatevi due minuti in più per applaudire chi vi regala tanta grazia.

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