Nostra intervista al pianista Jazz Michele Fazio all’uscita del disco “Free”


a cura della Redazione

28 Gen 2021 - Commenti live!

Abbiamo intervistato il pianista jazz Michele Fazio in occasione dell’uscita del trittico video “Le chiese”, “Dedicato a Domenico Modugno” e “Fusioni” che racconta il nuovo disco “Free”.

Da venerdì 22 gennaio,sono disponibili sul canale YouTube di Abeat Records “Le chiese”, “Dedicato a Domenico Modugno” e “Fusioni”, tre video che rappresentano un ideologico trittico a raccontare “Free” (Abeat Records), il nuovo disco di Michele Fazio pianista Jazz, che anche grazie alle colonne sonore firmate per Sergio Rubini, si è guadagnato il plauso della critica internazionale, e che con questo nuovo lavoro ripropone il suo raffinato lato compositivo, con il supporto di Mimmo Campanale alla batteria e di Marco Loddo al contrabbasso, oltre alla presenza, come special guests, di Fabrizio Bosso alla tromba e della Giapponese Aska Kaneko al violino, artisti considerati al top mondiale per capacità espressive e tecniche.

Ecco i dettagli dei tre video clip “Le chiese” è stato scritto ed interpretato da Sergio Rubini. Il racconto di Sergio Rubini sulle chiese del suo paese Grumo Appula si intreccia con le emozioni e i ricordi di una giovinezza passata in un una provincia pugliese che come tante altre, attraverso questi luoghi, si confronta con la tradizione, la sua autenticità e il presente. Le musiche sono tratte dall’album “Free” di Michele Fazio. La regia del cortometraggio è di Roberto Alfieri.

“Dedicato a Domenico Modugno”. Domenico Modugno e la strepitosa Polignano, sua città Natale, sono il soggetto di questo video. La dedica di “Anywhere” (la prima traccia di “Free” il nuovo album di Michele Fazio) si fonde con il ricordo della cantante tedesca Dagmar Segbers che ha amato quel luogo e che ne comprende la vera bellezza. La regia del video è di Roberto Alfieri.

“Fusioni”. L’incontro tra due mondi completamente differenti che dimostra come la musica non ha confini e limitazioni. La violinista Aska Maret Kaneko scrive e dedica a questa composizione un suo pensiero ed una sua emozione. La regia del video è di Andrea Dolcino. 

I brani scelti per la realizzazione di questi video che sono un omaggio alla Puglia, ai suoi paesaggi e alla sua cultura e tradizioni sono tratti dall’album “Free”. Il disco si sviluppa su undici brani originali e una sensazionale e struggente reinterpretazione di “Nel blù dipinto di blù”,con la quale Michele Fazio rende un omaggio unico ed originale alla Puglia, sua terra natale. La bellezza degli arrangiamenti e delle composizioni, l’eleganza del tocco pianistico, la straordinaria espressività degli ospiti, Aska Kaneko e Fabrizio Bosso, rendono “Free” un eccezionale disco Jazz, in grado di far vibrare le corde emozionali più intime dell’ascoltatore con straordinaria immediatezza. In “Free” Michele Fazio rimarca la sua potenza compositiva, il forte impatto lirico e melodico, che negli anni gli sono valsi l’appellativo di “supermelodista”.

“Free” è stato registrato, mixato e masterizzato presso Artesuono Recording Studios (Cavalicco, Udine) da Stefano Amerio, ad eccezione di “Cerchi D’Acqua”, registrato a Indiehub (Milano) da Stefano Giungato.Cover’s Photo: Roberto Covi. Photos: Roberto Cifarelli.Prodotto da Michele Fazio per Abeat Records.

Michele Fazio

Michele Fazio è nato il 27 aprile 1963 a Bari e la sua attività si sviluppa sia come pianista sia come compositore di colonne sonore per il teatro e il cinema. Come compositore ha scritto musiche per tre cortometraggi di Mino De Cataldo e nel 2000 la colonna sonora del film “Tutto l’amore che c’è’” del regista Sergio Rubini mentre come pianista ha collaborato con artisti e cantanti come Patty Pravo (con la quale ha registrato due album), Gianluca Grignani, Francesco Tricarico, Antonella Ruggiero, Fabio Concato, Ronnie Jones, Joyce Yuille, Judith Emelinee Mick Abrahams (Jethro Tull). Nel 2011 pubblica “Visione Passeggera” (Abeat Records/IRD), il suo primo disco in piano solo – registrato a Oslo ai Rainbow Studios e in collaborazione con il famoso sound engineerJan Erik Kongshauk (ECM). Il disco è stato utilizzato sia come colonna sonora del recital teatrale “A cuore aperto” di Sergio Rubini che come filo conduttore musicale della mostra d’arte, “Il senso del Tempo” dello scultore Silvano Bulgari. Nel 2012, grazie al successo del disco, presenta l’album “Visione Passeggera” in un mini-tour in Germania e partecipa ad alcuni festival pianistici italiani come il “Piano B” a Brescia e “Piano city” a Milano. Nel 2013 compone le musiche de “La Guerra dei Cafoni”, il nuovo recital di Sergio Rubini. Nel 2013 sempre per Abeat viene pubblicato l’Acrobata, disco che gli vale apprezzamenti in molti paesi europei e in Asia, dove  diventa un piccolo best seller. Il suo tratto melodico e minimalista e il sound raffinato, nonché la pulizia sonora gli valgono anche molti riconoscimenti in ambito audiofilo.

NOSTRA INTERVISTA a Michele Fazio in occasione della release del nuovo disco “Free”

D. Michele Fazio, benvenuto su MusiculturaOnline! Siamo felici di ospitarti sulle nostre pagine per parlare di “Free”. Immergiamoci subito nel tuo Jazz: quale è stata la scintilla che ha accesso questo nuovo disco?

R. Questo disco l’ho concepito ed elaborato in questi ultimi tre anni ma comincia a prendere vita dopo il mio viaggio a New York nel 2016. Forse è la prima volta che lo racconto. Sono per fortuna abituato a scrivere musica per istinto e per necessità fisiologica, ma quel viaggio mi ha dato un forte impulso. La vastità e la molteplicità di quel luogo mi ha dato la possibilità di guardare dentro di me più a fondo e scoprire di avere molte emozioni da comunicare ancora attraverso la musica. Appena tornato in Italia ho cominciato a scrivere “Free”.

D. “Free” vede la partecipazione di Mimmo Campanale alla batteria, Marco Loddo al contrabbasso e, come special guests, di Fabrizio Bosso alla tromba e della Giapponese Aska Kaneko al violino, artisti considerati al top mondiale per capacità espressive e tecniche. Con quale scopo è nata questa formazione?

R. L’idea di un disco in trio è nata tempo fa grazie a Mario Caccia di Abeat records con il quale ho pubblicato già due Album prima di “Free”. Questo trio con Marco Loddo e Mimmo Campanale penso sia il nucleo ideale per la grande capacità di questi due musicisti di comprendere ed interpretare la mia musica. In questo disco desideravo avere un violino e una tromba come ospiti per l’amore che nutro verso questi due strumenti. Sono stato fortunato ed onorato di aver avuto la partecipazione di due musicisti tra i più grandi al mondo e di aver provato grande emozioni a suonarci insieme.

D. Credi che da questa formazione possa nascere anche altra musica in futuro?

R. Come dicevo prima il trio con Mimmo e Marco resta un progetto futuro inossidabile.

Fabrizio lo conosco da 20 anni ed è probabile ci sia la possibilità di collaborare con lui come ospite nei concerti che spero di fare questa estate. Con Aska invece faremo un festival internazionale d’avanguardia ad ottobre prossimo “Time Zones” (Bari).

D. La comunicazione visiva è un lato importante di “Free”. Sul canale YouTube di Abeat Records sono stati recentemente pubblicati tre video decisamente suggestivi. Non dei semplici video clip musicali ma dei veri corti con la musica di “Free” come colonna sonora. Uno di questi vede la partecipazione di Sergio Rubini, con il quale hai già lavorato in passato. Che significato hanno questi video?

R. Con Abeat Records avevamo pensato di produrre questi tre video insieme a Puglia Sounds. Lo scopo è legare la mia musica alla Puglia, ai suoi luoghi e alle mie origini e cercare di portare all’estero questo progetto. Io e Sergio Rubini siamo nati nello stesso paese Grumo Appula, lui tempo fa aveva scritto un racconto sulle chiese di Grumo e io gli ho chiesto di interpretarlo per questo corto. È un percorso tra musica e parole che si intreccia con le emozioni che da piccolo sia io che lui abbiamo vissuto in una provincia pugliese alla quale restiamo ancora saldamente legati. I due video di Aska Kaneko e Dagmar Segbers invece sono l’incontro di due culture diverse, Il Giappone e il Nord Europa, che si intrecciano con la mia musica, la Puglia e il loro ricordo di quei luoghi.

D. In generale, che rapporto hai con il cinema? Hai anche scritto diverse colonne sonore. Come ti approcci a questo genere di lavoro?

R. Il Cinema per me è il contenitore dove la musica può veramente essere libera, lì non c’è un canone da seguire, il regista ha un’idea e tu la devi sviluppare e la musica che fai deve esprimere l’emozione di quell’immagine e di quello che succede. Una bella sfida direi, certe volte difficile e certo volte divertente, quasi un gioco. Con Rubini ho fatto due film ed è stata un’esperienza bellissima ed emozionante.

D. Una domanda che reputiamo d’obbligo trovandoci a parlare con te. Quale credi sia lo stato di salute del Jazz in Italia? E a livello globale, credi che l’avvento del digitale e della musica liquida abbia giovato al Jazz?

R. Sicuramente il digitale ha cambiato delle cose sostanzialmente, ma io credo che il Jazz viva di vita propria e unica. Un assolo di pianoforte non può essere mai uguale e questo chiarisce che il Jazz non può essere impacchettato come il digitale insegna. Oggi il Jazz credo si debba cominciare a vederlo con un occhio più ampio e guardare più al futuro senza cambiare i valori e le caratteristiche di questa musica, e soprattutto liberarlo da limiti e i generi, renderlo ancora più libero.

D. Grazie Michele Fazio! Lasciamo un ultimo spazio a te, chiedendoti un saluto speciale ai nostri lettori.

R. Saluto tutti i lettori di “Musiculturaonline”, e vorrei ricordare loro di continuare a sostenere le entità come la vostra che danno un contributo importante alla musica e alla cultura. Soprattutto in questo momento difficile e spesso buio, in cui si tende a non riflettere e a stare sempre in superficie, chi come “Musiculturaonline” si impegna ad andare a fondo, merita di avere l’appoggio di tutti.

WEB

Link ai tre video:

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