Lino Guanciale e Francesco Montanari superlativi in “L’uomo più crudele del mondo”


di Elena Bartolucci

16 Mar 2023 - Commenti teatro

“L’uomo più crudele del mondo”: un’eccellenza della drammaturgia italiana. L’immensità del testo viene messa in risalto grazie all’incredibile bravura dei due attori, Guanciale e Montanari.

Macerata – Domenica 12 marzo presso il Teatro Lauro Rossi di Macerata è andato in scena lo spettacolo intitolato “L’uomo più crudele del mondo” con due attori d’eccezione come Lino Guanciale e Francesco Montanari.

Lo spettacolo prende vita in un ufficio spoglio dalle pareti scure in un capannone industriale, in cui Paul Veres (Guanciale), proprietario della più importante azienda di armi d’Europa, è pronto a incontrare un giovane giornalista di una testata locale (Montanari) che ha scelto lui stesso per rilasciare una intervista a tutto tondo.

Un ragazzo perbene, dai gusti normali, che non si è lasciato sfuggire la sua grande occasione ossia intervistare uno degli uomini più importanti del momento.

L’industriale, che ha la fama di uomo schivo e riservato ma è noto alla stampa come uomo più crudele del mondo, si presenta in modo affabile anche se risulta subito arrogante e cinico nei modi, facendo però prendere una piega strana all’intervista sin dall’inizio.

Il giornalista, infatti, non riesce a tenergli testa e viene soffocato dall’insistenza con cui l’imprenditore lo incalza facendogli continuamente svariate domande, quasi senza alcun senso logico.

Il dialogo diventa sempre più serrato e già dalle prime battute l’intervistato si trasforma in intervistatore: questa inversione dei ruoli consentirà di far emergere le vere personalità di entrambi i personaggi a confronto.

L’atmosfera cambia piano piano e da un clima apparentemente rilassato i toni si fanno sempre più accessi e violenti, varcando ogni confine della moralità.

L’imprenditore promette al suo ospite che solo uno dei due arriverà vivo al mattino successivo e sarà proprio l’altro a dover scegliere quale sarà il suo destino: morire oppure uccidere l’uomo che ha di fronte per una somma ingente di denaro. Veres considera la crudeltà un atto di profonda condivisione e quindi pretende di doversi conoscere meglio prima di uccidersi.

Riuscirà però il giornalista a mettere a tacere la sua ingordigia e far vincere la sua morale oppure sceglierà la facile via dei soldi per cambiare finalmente la propria vita?

Fino a che punto un uomo può spingersi ma soprattutto qual è il vero piano escogitato da Paul Veres?

Nulla è lasciato al caso e il finale ribalterà ogni prospettiva.

L’uomo più crudele del mondo è uno spettacolo dal forte impatto emotivo in grado di regalare in poco più di un’ora un incredibile racconto dal finale bruciante, che con grande maestria riesce a dare voce in maniera spiazzante alla mutevolezza della vita e alla rapacità dell’essere umano.

La bravura sia di Guanciale che Montanari è impareggiabile: ognuno di loro ha saputo regalare un’anima al proprio personaggio centrando la propria interpretazione in ogni minimo dettaglio. La teatralità dei gesti e dei modi di fare in un crescendo continuo di emozioni e cambi di tono si incastonano perfettamente in un ambiente asciutto, in cui la morale viene messa in dubbio e dove concetti come giusto e sbagliato si confondono proprio come il magnifico gioco di luci e ombre in grado di sottolineare il forte pathos in scena.

Davide Sacco, che ha scritto e diretto lo spettacolo in maniera eccelsa, ha dichiarato: “Fino a dove può spingersi la crudeltà dell’uomo? Qual è il limite che separa una brava persona da una bestia? A cosa possiamo arrivare se lasciamo prevalere l’istinto sulla ragione? Queste domande mi hanno guidato durante la stesura del testo e, successivamente, nella direzione degli attori. Volevamo che il pubblico fosse costantemente destabilizzato e non avesse certezze, che si calasse insieme ai personaggi in un viaggio in cui il rapporto tra vittima e carnefice è di volta in volta messo in discussione e ribaltato. La “feccia” di cui parlano i protagonisti non è visibile nella scena, fatta essenzialmente di luci fredde e asettiche, ma deve emergere gradualmente fino al finale, in cui speriamo che il titolo dello spettacolo possa diventare nella testa degli spettatori non più un’affermazione ma una domanda per riflettere sulla natura del genere umano”. 

L’uomo più crudele del mondo non è altro che una profonda e sibillina riflessione sulla natura umana, pacifica e violenta al tempo stesso, in cui le perversioni e le brutture del mondo si possono celare dietro a qualsiasi uomo comune. Il testo e la regia portano la firma di Davide Sacco, le scene sono di Luigi Sacco, mentre le luci sono di Andrea Pistoia.

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One response

  1. Marilena Romano ha detto:

    Tutto vero, ho visto lo spettacolo due volte, e lo rivedrò a Napoli in maggio. La storia narrata è straordinariamente potente ed il messaggio che arriva non lascia scampo…la natura umana è messa a nudo dall’interpretazione di due attori straordinari…. complimenti a tutti.

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