Intervista alla pianista e compositrice Daniela Mastrandrea


a cura di Vincenzo Pasquali

22 Set 2023 - Approfondimenti live, Interviste

Nuovo viaggio musicale per Daniela Mastrandrea… in “DUO” col contrabbassista Michele Paternoster.  Abbiamo intervistato la pianista e compositrice.

D. Benvenuta Daniela Mastrandrea e grazie per l’intervista. Ha appena concluso il viaggio musicale intrapreso con Riflessi” ed è subito pronta ad iniziarne uno nuovo, ma non da sola stavolta… è così?

R. Grazie per questo spazio generosamente concessomi. Ne approfitto per salutare chi ci legge. La musica non ha inizio e non ha fine. È un ciclo continuo di pensieri, emozioni e stati d’animo che raccontano la vita. Mi piace pensare alla musica come a un flusso continuo e ininterrotto. Per me non ci sono mai un inizio e una fine. Chi mi vive e conosce da vicino sa che durante il lancio di un singolo o di un album, lavoro contemporaneamente a più uscite e progetti che saranno i singoli e gli album del futuro. È più forte di me, non riesco a non farlo. Sì, per quest’album ho scelto il contrabbasso come protagonista, per molteplici ragioni. Amo profondamente questo strumento e da molto tempo desideravo ascoltare la mia voce attraverso la sua. Durante le nostre chiacchierate, Michele ha più volte espresso il desiderio di un progetto musicale che lo rendesse felice. Così mi si è accesa la lampadina, mi sono ricordata di questi brani ormai celati da tempo e per ciascuno di essi ho creato una veste che valorizzasse sia Michele che il contrabbasso. Oggi sono davvero felice di vedere un altro tassello, se pur diverso dagli altri, aggiungersi alla mia discografia. Per tanto tempo ho voluto seguire un filo conduttore nei miei album, ma la diversità è fonte di ricchezza!

Guarda il video del singolo Take it easy estratto dal disco DUO:

D. Aprire un cassetto e trovarci dentro un piccolo tesoro che dà vita ad una nuova creazione discografica: ci racconta come è nato il disco “DUO” condiviso con il contrabbassista Michele Paternoster?

R. “Duo” è nato quasi per gioco… e non lo dico per dire! Quando ho iniziato a tesserne le partiture, stavo lavorando a quello che sarebbe stato il mio prossimo album, sulla scia dei precedenti. In me tre desideri sono sorti: regalare un sorriso al mio amico Michele, che da tempo mi palesava il desiderio di un progetto musicale che lo rendesse e facesse sentire partecipe; avere modo e occasione attraverso la musica di trascorrere più tempo insieme; dare vita ad un album per pianoforte e contrabbasso, formazione che da sempre amo per la sua particolare e caratteristica sonorità. Diciamo che nelle chiacchierate con Michele ho intravisto uno spiraglio che andasse in questa direzione e mi ci sono infilata. Perciò “Duo” nasce per gioco, non a caso mi piace chiamarlo “album parentesi”, perché si inserisce come un intervallo all’interno della mia discografia.

D. Riprendere in mano degli schizzi di musica scritta da giovane studentessa di pianoforte che effetto fa? Con quali occhi oggi si riguardano e si lavorano questi brani?

R. Sicuramente riprendere in mano questi scritti mi riporta alla mente tanti momenti, ricordi, fatti, persone. Tuttavia, la vita si colora ogni giorno di colori diversi, i colori che desideriamo vedere. Ed io desideravo tanto vedere questi brani in una nuova veste. Michele è stato in grado di farmi intravedere questa possibilità. Lui non sapeva della loro esistenza, eppure, parlandomi delle sue emozioni e dei suoi desideri in merito alla musica, ha aperto in me una finestra che io ho completamente spalancato.

D. L’intesa musicale che si percepisce dall’ascolto del disco è più frutto di anni di studio o di anni di amicizia e stima reciproca? Quanto sono importanti l’uno e l’altro per creare la giusta amalgama sonora?

R. A volte basta poco per essere in sintonia e spesso non si tratta nemmeno di amicizia ma di qualcosa che fa parte del mistero della vita. Bisogna avere fame, sete e voglia di qualcosa perché questo possa manifestarsi a noi. Indubbiamente gli anni di studio e l’amicizia sono fattori importanti. Nonostante abbia scelto il linguaggio musicale per dar voce al mio pensiero, non accetto di suonare con chiunque. La musica per me è qualcosa di molto importante: una forma di contemplazione, di preghiera, un modo per elevare lo spirito. E questi sono valori che non puoi condividere con chiunque. Ci sono diversi modi di far musica e a diversi livelli. Io scelgo quello dello spirito.

Ascolta il disco DUO su Spotify:

D. Nel suo precedente disco Riflessi” (ne abbiamo parlato nel nostro magazine; v. link a pié pagina) il pianoforte è stato il protagonista indiscusso e quasi solitario”, ora invece si divide il palco” con il contrabbasso: è stato complicato dare il giusto peso e il giusto spazio a entrambi gli strumenti?

R. La musica è una questione di equilibrio delle parti, siano esse una, due o più. Di equilibrio e di armonia. Lavorare ad una partitura per me è come fare un lavoro di sartoria, alla ricerca di entrambi. Che si tratti di una partitura per pianoforte solo, duo o orchestra, il principio non cambia. Amo la scrittura più di qualunque altra cosa perché è nello scrivere che ritrovo davvero me stessa. Suonare rappresenta un atto necessario alla divulgazione dell’atto creativo. Il motivo per cui suono il pianoforte è principalmente divulgativo ma la mia indole resta l’atto creativo attraverso la composizione.

D. E quanto spazio è stato lasciato all’improvvisazione nei brani del disco “DUO”? Visto che il jazz è un genere musicale che lascia molto spazio all’improvvisazione e alla fantasia…

R. È vero, il jazz lascia molto spazio all’improvvisazione; tuttavia, provengo dalla letteratura classica e il mio pensiero non è quello di lasciar spazio bensì di scrivere la mia voce, di affidarla ad uno strumento o organico strumentale. Inoltre, essendo il mio omaggio musicale a Michele e alla nostra decennale amicizia, ho voluto ancor di più scrivere per lui temi, soli e linee di basso, in cui egli potesse rispecchiarsi. In quest’ottica, direi che l’album è in stile jazz ma interamente scritto. Quello che ho affidato a Michele è stata l’interpretazione delle note scritte, delle frasi e dei pensieri musicali, come ogni esecutore e interprete fa a suo modo nella letteratura classica.

D. Una domanda un po’ leggera… quando si siede al pianoforte e inizia a improvvisare: c’è un accordo, una tonalità da cui di solito inizia?

R. Solitamente scrivo la musica senza pianoforte. Arriva un’idea, mi tormenta (tendenzialmente di notte), la ripercorro mentalmente in lungo e in largo ed è principalmente qui, nella mia mente, che nascono i miei brani. In un luogo al sicuro da piloti automatici che le nostre sinapsi possono innescare e nel quale sono libera e, soprattutto, in silenzio. Il silenzio è per me fondamentale. L’idea arriva a me con un’identità melodica e armonica ben definita. Io sono più che altro un canale che funge da tramite a questo flusso. Quando ho definito “Duo” un “album parentesi”, l’ho fatto perché provenendo dal classico la mia forma mentis è quella del compositore che esprime appieno il suo pensiero musicale. Tra l’altro, essendo un mio omaggio a Michele, ho voluto personalmente dedicargli temi, soli e linee di basso. L’album è in stile jazz ma ripercorre gli usi e i costumi dei compositori della letteratura classica. 

D. Ora che “DUO” sta iniziando il suo percorso per arrivare a più ascoltatori possibili, a livello di LIVE state facendo una programmazione? Quali sono i prossimi passi?

R. Tutto ciò che arriverà sarà ben accetto. Al momento non ce ne siamo preoccupati. Sono tante le fasi che si celano dietro l’uscita di un album: creazione, realizzazione e produzione. Per il momento ci siamo concentrati su questi aspetti. Del resto, il mio impegno costante e principale da diversi anni e su più fronti è quello divulgativo. Io amo scrivere e scrivo. Così come i compositori del passato hanno fatto il loro tempo, io ho il dovere e la responsabilità di fare il mio.

Grazie Daniela del suo tempo. A presto

Grazie di cuore, è stato un piacere chiacchierare un po’ con lei!

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2 responses

  1. Lilli ha detto:

    Bellissima intervista. Album di una bellezza rara. Complimenti a questo fantastico Duo
    Ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscere Daniela, e sin da subito mi ha colpito la sua preparazione, il suo essere una persona semplice e alla mano, l’amore infinito per la musica e il suo grande talento.
    La vita mi ha fatto questo bellissimo dono e la sua musica fa da colonna sonora alle
    mie giornate. Grazie Daniela ti auguro che le tue note arrivino a tantissime persone
    Buon lavoro!

  2. Daniela ha detto:

    Lilli… il tuo commento mi ha commossa ed emozionata… in primo luogo perché non me lo aspettavo e poi perché quello che mi auguri è il mio desiderio più grande… grazie per quello che hai colto nella mia musica e nella mia persona e grazie per come lo accogli giorno dopo giorno… ti sono profondamente grata per le tue parole… sono le parole più belle che chi fa musica vorrebbe ascoltare…

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