Il ritorno di Anna Marchesini in teatro


di Elena Bartolucci

13 Gen 2014 - Commenti teatro, Teatro

annamarchesini_MusiculturaonlineCivitanova Marche (MC) – Sabato 11 gennaio è ricominciata la stagione 2014 dei Teatri di Civitanova, che ha fatto il suo ritorno nella piccola e meravigliosa cornice del gremito Teatro Annibal Caro con uno degli appuntamenti più attesi ovvero quello con l’amatissima Anna Marchesini, che ha interpretato il suo racconto Cirino e Marilda non si può fare, tratto dal suo ultimo libro Moscerine.
L’attrice ha dichiarato di averlo scritto “con l’intento di mostrarne la storia dentro lo spazio teatrale a cui era destinata” e “diversa è certamente la scrittura che si fa avanti per essere rappresentata: la storia ha bisogno di voci personaggi e di una scansione ritmica e vocale, di una alternanza di entrate e uscite pensate come se potessero essere fisicamente rappresentate”.
Nel racconto ci sono due personaggi principali: il professore Cirino Pascarella, cinquantenne disoccupato e discreto, che è stato costretto a trasferirsi nella Pensione Smeraldo, tenuta dall’impicciona signora Olimpia, paragonata per la sua ingombrante stazza a una megattera.
Il signor Cirino è “portatore di un universo sognato più che vissuto, una sorta di testimone solitario che sembra venire sempre da lontano e di non stare mai dove gli accade di trovarsi. È una incantevole figura candidata ad essere completamente travolta da quel clamore, quella turbolenza di emozioni da cui ha sempre procurato di tenersi distante”. Al contrario della signora Olimpia, che “è portatrice di tutto il senso comune e popolare, totalmente incapace di decifrare i comportamenti e i modi del professore, unicamente interessata, invece, a sistemare la figlia Marilda, ormai quasi quarantenne”.
I mondi di questi due personaggi sono così lontani, ma anche così vicini, poiché divisi solo dalla porta della stanza 12, dove alloggia in silenzio e spesso al buio il signor Cirino, che sembra incurante delle persone che lo circondano e soprattutto dell’universo femminile a lui del tutto immune.
La signora Olimpia è infastidita dal modo distaccato di non confidarsi e stare sempre sulle sue del povero signor Cirino, che, forse, sarà l’unico tra i due che riuscirà a cambiare e ad andare lontano, rendendosi conto del fatto che fino ad allora aveva solo fatto un atto di presenza nella sua vita, che non era mai stata sua fino in fondo.
Il racconto prende vita su di un palcoscenico vuoto, dove la fa da padrone tutta l’intensità dell’interpretazione della Marchesini, illuminata da un faro e supportata dalla band alle sue spalle. L’attrice stessa ha, infatti, dichiarato “con gioia attendo di raccontare questa storia in un palcoscenico che ho immaginato nudo e senza supporti scenici per permettere alla voce e al corpo di riscrivere ogni volta la storia, narrando non come un lettore ma come l’attore ogni volta diverso protagonista della vicenda stessa che non può che viverla quella storia, rappresentarla senza mai conoscerne la fine”.
La maestria della Marchesini non ha tardato a saltar fuori proprio quando sono riapparse le voci e i modi di dire di alcuni suoi storici personaggi, che hanno strappato innumerevoli risate tra il pubblico presente, il quale le ha regalato al termine della serata uno scoscio infinito di applausi, davvero meritati.
Lo spettacolo è una produzione Marisa Srl e le musiche di accompagnamento sono state eseguite dal vivo dal trio Aire de Mar, il quale ha egregiamente suonato un repertorio latin-jazz di brani originali e standard italiani degli anni Cinquanta e Sessanta.

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