Videointervista al musicista Morgan
a cura di Francesca Bruni
26 Ott 2026 - Approfondimenti live, Interviste
In occasione della presentazione, alla Festa del Cinema di Roma 2026, del docufilm NON IMPORTA DOVE di Francesco Fei e Consuelo Moschella con Marco Castoldi in arte MORGAN, abbiamo incontrato il musicista che ci ha concesso questa sincera videointervista a cura di Francesca Bruni.
È stato presentato al MAXXI di Roma nella sezione Special Screening, alla Festa del Cinema di Roma 2026, NON IMPORTA DOVE, il docufilm di Francesco Fei e Consuelo Moschella, con Marco Castoldi in arte MORGAN. Scritto da Consuelo Moschella, con le musiche originali di MORGAN, il film è prodotto da Apnea Film in associazione con Bloom Media.
Dopo essere stato per anni al centro della scena musicale e televisiva italiana, Morgan viene progressivamente escluso da quel mondo che lo aveva osannato e trasformato in un personaggio mediatico. Lontano dai grandi palcoscenici e dalla televisione, continua però a creare incessantemente, non importa dove. Per due anni, il film entra nella sua vita con un accesso inedito e senza filtri, fino agli spazi più intimi della sua esistenza. La sua casa milanese, rifugio e archivio di una vita interamente consacrata all’arte, diventa il cuore di un racconto che attraversa quotidianità, affetti, musica e creazione, ma anche la solitudine e il grande dolore che ha segnato profondamente la sua vita.
Uno sguardo intimo e ravvicinato restituisce l’artista oltre il personaggio: le sue contraddizioni, la fragilità, la forza e l’urgenza incessante di trasformare anche il dolore in arte.
Un artista unico e senza compromessi, per il quale creare non è mai stata una scelta, ma una necessità.
“NON IMPORTA DOVE” è un viaggio dentro l’universo privato e creativo di Morgan: il ritratto di un artista che, anche quando il mondo sembra voltargli le spalle, non smette di esistere attraverso la sua musica
INTERVISTA
Il documentario “Non importa dove”, diretto da Francesco Fei e Consuelo Moschella, racconta come continui a creare anche lontano dai grandi palcoscenici. È cambiata la tua musica da quando non hai più la stessa esposizione mediatica?
La tua casa appare come un rifugio e un archivio della tua vita artistica. Quale oggetto, tra quelli che custodisci, racconta un Morgan che il pubblico ancora non conosce?
Il documentario racconta anche il rapporto tra dolore e creazione. Hai mai sentito il bisogno di proteggere un’esperienza dalla musica, di tenerla soltanto per te?
Hai lasciato entrare una macchina da presa nella tua vita per due anni. È stato più difficile mostrare le tue fragilità o accettare di non avere il controllo sul racconto?


