Noa: quando la musica supera ogni confine
di Elena Bartolucci
7 Set 2026 - Commenti live!, Senza categoria
Un’eleganza vocale rara, una raffinatezza interpretativa che emoziona e una straordinaria capacità di stabilire un rapporto diretto con chi ascolta.
(Foto Stefano Binci)
Jesi – venerdì 4 settembre, nella meravigliosa cornice del Teatro Pergolesi di Jesi, è stata accolta Noa, una delle voci più autorevoli e riconoscibili della scena musicale internazionale.
Cantautrice israeliana e attivista per la pace dalla straordinaria capacità interpretativa, ha portato sul palcoscenico il suo The Best of, offrendo al pubblico un vero e proprio percorso attraverso le molteplici identità artistiche che hanno caratterizzato il suo lungo cammino musicale iniziato nel 1994.

L’arte di Noa sfugge a qualsiasi rigida classificazione e non conosce barriere linguistiche: la musica diventa così un linguaggio universale. Anche se interagisce spesso con il pubblico in inglese oppure canta in ebraico (o addirittura in napoletano), tutti sembrano comunque capirla ed emozionarsi. È questa una delle qualità più evidenti della sua arte: la capacità di comunicare emozioni profonde anche quando le parole appartengono a culture differenti.
Questa dimensione trova una particolare espressione nel nuovo album in studio, The Giver and the Sea, pubblicato l’8 marzo scorso (il primo album realizzato al di fuori del sodalizio con il chitarrista Gil Dor e il primo in cui il pianoforte assume il ruolo centrale precedentemente affidato alla chitarra).

L’album è stato scritto interamente dopo il 7 ottobre 2023 (il giorno dell’attacco di Hamas a Israele e l’inizio della guerra a Gaza) ed è profondamente ispirato al suo impegno per la pace e i diritti umani. Il titolo nasce da un gioco di parole sulla formula contesa “from the river to the sea”, dal fiume al mare: river slitta in giver, chi dona, e sea in see, vedere. Noa ha disseminato fiumi e mari in tutte le canzoni del disco, per restituire a quelle parole un significato di convivenza. È un lavoro nel quale approfondisce il rapporto simbiotico tra l’artista e la musica, immaginata come un’entità viva, capace quasi di scegliere il musicista e di condurlo lungo il proprio percorso creativo. Acqua, guarigione e introspezione diventano così nuclei tematici attraverso i quali la cantautrice costruisce un universo sonoro e poetico sospeso tra dimensione personale e riflessione universale.


Oltre alla versatilità dei generi affrontati e ai virtuosismi vocali, uno degli elementi di maggiore interesse del concerto jesino è stato senza dubbio il connubio tra Noa e la tecnica elevatissima dei musicisti che l’hanno accompagnata sul palco: Ruslan Sirota al pianoforte ha fornito un sostegno armonico di grande eleganza, Omri Abramov al sassofono e all’ewi ha introdotto colori, tensioni e improvvise aperture melodiche e Daniel Dor alla batteria ha conferito alla musica una grande intensità. Ciascuno di essi ha partecipato alla costruzione dell’architettura musicale di un concerto sublime, intervenendo con la propria personalità senza mai compromettere l’equilibrio dell’insieme.


Noa conquista subito chiunque con il suo sorriso, la sua eleganza ma soprattutto la sua energia, sia nell’accennare diversi passi di danza sia nel suonare le percussioni.
La voce di Noa è uno strumento espressivo a tutti gli effetti: sa essere cristallina e intima, intensa e drammatica, per poi aprirsi improvvisamente a una dimensione di grande forza emotiva.
Al termine della serata, l’artista ha regalato al pubblico un meraviglioso bis eseguendo la canzone che l’ha fatta conoscere in Italia ossia Beautiful That Way, il tema de “La vita è bella” di Roberto Benigni sulla musica di Nicola Piovani.
L’appuntamento rientra nella XXVI edizione del Festival Pergolesi Spontini, intitolata “Accordi disarmanti”.
Note
Il suo impegno pacifista corre parallelo alla musica da ben trent’anni. Nel 2009 rappresentò Israele all’Eurovision insieme all’artista arabo-israeliana Mira Awad, cantando in ebraico, arabo e inglese. È ambasciatrice di buona volontà della FAO. L’Italia le ha riconosciuto la Stella della solidarietà italiana nel 2006, durante la presidenza di Giorgio Napolitano, e nel 2018 il titolo di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, conferito dal presidente Mattarella dopo le sue esibizioni alla Camera e al Quirinale per il Giorno della Memoria. Nel dicembre dello stesso anno, Assisi le ha assegnato il titolo di Pellegrino di Pace.





