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Amanda Sandrelli a Matelica parla di Clitemnestra e di Calipso

Spettacolo emozionante di Amanda Sandrelli, “La ninfa Calipso”, nell’ambito del TAU (teatri Antichi Uniti) a Matelica (MC).


di Alberto Pellegrino

Nell’ambito del TAU il 25 luglio, nel cortile di Palazzo Finaguerra di Matelica (MC), Amanda Sandrelli ha interpretato un monologo, prodotto dal Teatro Pubblico Ligure su un progetto e con la regia di Sergio Maifredi. Questo racconto rientra nel ciclo Odissea un racconto mediterraneo, il quale costituisce una dei temi conduttori della stagione 2018 dei “Teatri Antichi Uniti” e trova la propria ragione nel fatto che con esso “si restituiscono alla narrazione orale le pagine dell’Odissea che dagli anni della scuola abbiamo letto in silenzio. L’Odissea è la prima fiction a episodi. Questa è una delle sue forse” (Sergio Maifredi).
In questo suo spettacolo la Sandrelli accosta due donne fra loro diversissime ma che, nello stesso tempo, rappresentano due abbandoni vissuti in un modo completamente diverso, due volti e due personalità del complesso universo femminile.
La Clitemnestra di Margherita Yourcenar è una donna sola che da dieci anni aspetta il ritorno di questo marito che la sposata ancora fanciulla per poi partire verso Oriente in cerca di gloria e d’avventura, circondato dalle sue donne asiatiche e incurante dell’avvenire dei figli.
A lui la regina ha sacrificato la propria giovinezza; ha accettato, chiusa nel suo doloroso silenzio, il sacrificio propiziatorio di Ifigenia. Per riempire il vuoto della sua vita, si è unita a un Egisto poco più che adolescente, ma questa relazione non è riuscita a cancellare quei dieci anni di vita come uno zero non ha alcun valore nella somma dei giorni.
Lei stessa si vede invecchiata, tanto da lasciare che la sua mente sia sfiorata dall’idea del suicidio, ma ora deve attendere nella reggia di Micene questo marito finalmente sbarcato sulle coste della Grecia e che ora passa sotto la Porta dei Leoni. Si tratta di un uomo invecchiato ma ancora bello come un toro, circondato dalle sue schiave, prima fra tutte la sua preferita, quella Cassandra che ha fama di prevedere il futuro e di predire sciagure.
Clitemnestra sente improvvisamente di essere diventata una donna senza importanza e, quando il re entra nella grande vasca da bagno, afferra una scure e lo colpisce senza pietà, consapevole di essere precipitata nel suo inferno, dove l’eternità è rappresentata dal regno delle ombre.
Nel quinto canto dell’Odissea di Omero compare la ninfa Calipso (il suo nome significa “colei che nasconde”) che da sette anni tiene presso di sé Odisseo, approdato nella sua isola di Ogigia dopo aver perso nel suo ultimo naufragio la nave e i compagni. Odisseo è triste, perché da dieci anni è lontano dalla sua casa, dalla moglie Penelope, dal figlio Telemaco. Ha rifiutato il dono dell’immortalità e dell’eterna bellezza che la ninfa gli ha offerto, perché vuole ritornare nel mondo senza rinunciare a essere un uomo mortale.
Minerva impietositasi si presenta a perorare la sua causa dinanzi al Concilio degli dei e Zeus invia Ermes da Calipso con l’ordine di liberare l’eroe greco. La dea è costretta a ubbidire e aiuta Odisseo a costruire una solida zattera, lo rifornisce di vesti, di cibo, di acqua e lo guarda partire, soffocando nelle lacrime il suo dolore.
Ma le disavventure di Odisseo non sono finite, perché Nettuno sfoga la sua ira contro di lui, colpendolo con una terribile tempesta durante la quale l’eroe rischia di annegare . Odisseo si salva grazie alla sciarpa dotagli dalla dea Era, sorella di Zeus, la quale lo sorregge a galla e lo aiuta a nuotare fino all’isola dei Feaci, dove giunge stremato e sporco per riuscire a detergersi il corpo nelle acque limpide e purificatrici di un fiume.
Amanda Sandrelli dà vita con la propria voce a queste due donne, alternando forza e tenerezza, determinazione e dolcezza per rappresentare con efficacia il dramma così diverso di una comune mortale e di una dea, ma riuscendo a trasmettere al pubblico emozioni e sensazioni, estraendoli dalla pagina scritta di due splendidi testi per offrirli, attraverso il calore della voce, a un pubblico attento che ha salutato con un lungo applauso la sua performance.

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