Recensione del film di Stefano Mordini “La lezione”


di Francesca Bruni

11 Mar 2026 - Commenti cinema

Pubblichiamo la recensione, a cura di Francesca Bruni, dell’ultimo film del regista Stefano Mordini “La lezione”, uscito nelle sale il 5 marzo scorso e magistralmente interpretato da Matilda De Angelis e Stefano Accorsi.

(Le foto, dove non riportati crediti specifici, sono state messe a disposizione dall’area Press della casa di distribuzione)

Può la realtà divenire per noi distorta dalle nostre convinzioni e dalla paura di sapere quello che siamo veramente? Sono stata al cinema a vedere l’ultimo atteso film del regista Stefano Mordini, dal titolo “La lezione”, uscito nelle sale il 5 marzo (potete leggere qui la scheda del film, n.d.r.), e credo non sia un caso che arrivi a ridosso della Festa della Donna.

Premetto che Stefano Mordini, per quanto mi riguarda, è uno dei più interessanti registi dei nostri tempi, per il suo modo poetico e raffinato di trattare argomenti inerenti la nostra società. Come non ricordare il bellissimo film La scuola cattolica del 2021, dove trattò il massacro del Circeo, uno dei casi di cronaca nera più agghiaccianti dei nostri tempi. Parliamo degli anni ’70, per la precisione del 1975, quando — per chi non se lo ricordasse, ma ne dubito — due ragazze furono torturate, violentate e seviziate per 36 lunghe ore da tre giovani della cosiddetta “Roma bene”. Mordini affrontò quel tremendo episodio con estrema delicatezza, volendo colpire nel profondo, nel cuore e nell’anima.

Ma torniamo a La lezione, che ha un filo conduttore con il film che ho citato prima: la violenza. In questo caso però si parla di stalking, che diviene una violenza indelebile, perché ogni atto da lei provocato lascia un segno, che sia fisico o psicologico.

Nel caso de La scuola cattolica lo era in entrambi i sensi, e devo citare anche lo straordinario cast di giovani attori presenti in quel film. Qui invece la violenza diviene una trappola di sé stessi e l’angoscia porta lo spettatore verso un tunnel buio, dove il plagio mentale prende il sopravvento e tutto va fuori controllo.

In questa controversa pellicola, che lascia con il fiato sospeso per tutto il tempo, i protagonisti sono la bravissima Matilda De Angelis e il talentuoso Stefano Accorsi, qui in una veste diversa dalle solite.

Lei è un’avvocatessa di successo (Elisabetta), lui un professore universitario (Angelo Walder) che apparentemente sembra goffo, ma scopriremo che non lo è affatto. Lei appare forte e tenace, ma tutto si ribalta quando scopre molto lentamente che il professore la segue, la fotografa e la spia da tanto tempo, da quando lei segue il suo caso: il professore è infatti accusato di violenza sessuale su una donna.

L’avvocatessa si rifugia in una casa nel bosco, tra fruscii inquietanti e rumori distorti dalla sua mente, perché per Mordini il rumore diviene atto di presa di coscienza di un pericolo in atto che non si vede ma è lì, pronto ad esplodere.

Lei è reduce da un fidanzato stalker. Il passato riaffiora con il professore, ma diviene vittima di sé stessa e non più di lui, perché il regista, a mio parere, rievoca il cosiddetto genere rape and revenge, molto in voga negli anni ’70, rendendolo però contemporaneo e delicato. Il male non si vede, ma si sente. Si sente che affonda nella protagonista e nello spettatore, che non sa più chi sia davvero il colpevole.

Tutti possiamo divenire stalker per vendetta di un male subito o per paura di capire la realtà: cioè che anche noi possiamo diventare, a nostra volta, vendicativi con chi ci assomiglia.

Mordini sa toccare nel profondo, ma senza “pugnalare”.

Le ambientazioni ricordano un film intitolato Non violentate Jennifer (I Spit on Your Grave) del regista Meir Zarchi, del 1978, in cui, anche in quel caso, come in La lezione, la vendetta diviene atto di forza ma anche di estrema debolezza. Negli anni ’70, però, tale genere cercava e voleva disturbare anche visivamente: la ragazza era da sola nella casa nel bosco per scrivere un romanzo.

In La lezione, invece, la vendetta è delicata e psicologica. Il male non si vede nel corpo, ma negli occhi dei protagonisti, soprattutto in quelli di Elisabetta.

Il bosco diviene elemento di paura ma anche di vendetta, proprio come nel caso di Non violentate Jennifer.

Stefano Mordini lascia dubbi sul finale: il professore, dopo essere stato preso in ostaggio da lei, scappa ma non si sa dove. La sedia, dove era stato legato e imbavagliato, è vuota, e Mordini ci lascia nel dubbio, mentre lei confessa tutta la verità al suo amico poliziotto, facendo intravedere che la sua vita cambierà.

Il successo, come anche nel caso della giovane americana protagonista di Non violentate Jennifer, sembra appartenere a esseri forti e belli che poi divengono donne vendicative, restituendo lo stesso dolore a chi glielo ha inflitto. Nel caso de La lezione tutto avviene lentamente e con grande intelligenza, perché ogni donna non può più subire soprusi.

Nessuno può permettersi di sottomettere una donna, e questo film dà un grande insegnamento: la donna appare forte agli occhi della società, ma le sue debolezze la rendono una combattente, difendendo sé stessa, ma a discapito di una vita comunque distrutta.

L’uomo non può distruggere le donne: prima o poi il male psicologico torna indietro, ed è molto più doloroso di una ferita al braccio.

L’angoscia presente nel film è pari a quella subita e vissuta dalla protagonista.

Stefano Mordini è un maestro nel raccontare gli aspetti più reconditi dell’essere umano in maniera intellettuale e delicata, come un grande poeta del cinema sa fare.


SCHEDA DEL FILM

  • titolo originale: La lezione
  • titolo internazionale: The lesson
  • regia di: Stefano Mordini
  • cast: Matilda De Angelis, Stefano Accorsi, Marlon Joubert, Eugenio Franceschini, Lidiya Liberman, Marco Maccieri, Alberto Benedetto Lutri
  • sceneggiatura: Stefano Mordini, Luca Infascelli, dall’omonimo romanzo di Marco Franzoso
  • fotografia: Gigi Martinucci
  • montaggio: Davide Minotti
  • scenografia: Isabella Angelini
  • costumi: Giovanni Schiera
  • produttore: Roberto Sessa
  • produzione: Picomedia, Vision Distribution, con il sostegno di Friuli Venezia Giulia Film Commission
  • distribuzione: Vision Distribution [Italia]
  • anno: 2025
  • durata: 107′
  • uscito il: 05/03/2026
  • premi e festival: Festa del Cinema di Roma 2025: Grand Public
S. Mordini, M. De Angelis e S. Accorsi sul set del film (@C. Cattabriga)
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One response

  1. Romano Manetti ha detto:

    Davvero nessuno può permettersi di sottomettere le donne. Questa frase non è uno slogan, ma contienne un messaggio forte. Peccato, davvero, che nel finale, la protagonista abbia atteggiamenti(voluti) come di cedimento, spesso contraddittori. Alla fine si rimane con più di un interrogativo. La De Angelis, per me, favolosa, forse una delle migliori attrici italiane.Di spessore anche l’interpretazione di Stefano Accorsi, proprio perchè al di fuori dei suoi personaggi che conosciamo.e proprio per questo bravo. Il film talvolta è angosciante e gli spettaori, forse, avrebbero preferito un finale liberatorio, e invece: la lezione non è ancora finita, ci consegna ancora ansia. Film fuori dagli schermi ma ben fatto.

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