“Quattro Ricordi”, l’Ep di Salvo Scucces


di Felice Capasso

1 Feb 2022 - Dischi

Classicamente moderni questi “Quattro Ricordi” del polistrumentista Salvo Scucces.

Salvo Scucces è un polistrumentista di Modica che ha pubblicato per Isulafactory un Ep dal titolo “Quattro Ricordi”, disponibile dal 10 dicembre sulle migliori piattaforme di audio-streaming e in una particolare versione “fisica”, ovvero in una busta con all’interno una lettera scritta a macchina e quattro immagini sul cui retro è presente un QR code che linka ai brani. In sintesi, l’autore si muove verso una ricerca intimistica, fatta di musica ed emozioni. Studente al conservatorio di Milano, dove si è laureato in marimba e vibrafono, ammesso anche al Centro Sperimentale di Cinematografia, lavora come musicista ed orchestrale, vanta una vasta serie di notevoli collaborazioni in ambito classico e jazzistico ed ha all’attivo incisioni discografiche e trasmissioni radiofoniche per RAI radio3.

Alla base della concezione dei “Quattro Ricordi” c’è un’elevata concezione musicale, fondata sulla capacità di raccontare emozioni e stati d’animo, ma anche crescita, sogni, speranze, fallimenti. Il punto è che il lavoro che Salvo compie è innanzitutto basato sulla forma (i suoi “Quattro Ricordi” potrebbero quindi essere collegati ai Quattro Quartetti di T. S. Eliot): quelli che ascoltiamo sono innanzitutto frammenti di memoria, e anche se molto piacevoli all’udito, sembrano effettivamente essere concepiti in quanto strutture formali più che contenitori di elementi musicali. Come conseguenza prima viene il ricordo poi il gusto estetico (validissimo).

Musica e memoria si fondono, quindi, in degli equilibrati affreschi sonori, e Salvo fa proprio un linguaggio di tipo classico, lo eleva a strumento di comunicazione intima, a tratti ermetica. Il Ricordo I sembra essere un’immersione nella purezza dell’infanzia, con armonie iniziali quasi da Carillon. I suoni in sottofondo, i pedali elettronici sembrano comunicarci verità nascoste. Musica di attesa e di rassegnazione finisce dopo un lieve crescendo.

Il Ricordo II ha un’indole più malinconica, ma la successione delle armonie ricorda qualcosa di Bill Evans; sullo sfondo dei vibrati di archi ed una buona dose di elettronica. Il Ricordo III è solenne e sussurrato all’inizio, quindi si apre e si sviluppa su degli arpeggi in crescendo. Leggere percussioni scandiscono questa leggera marcia, che sembra ricercare un’epica quotidiana.

Il Ricordo IV è un collage di elementi frammentari, e se all’inizio il piano è quasi coperto dai glissati sullo sfondo, dopo un deciso cambio di tonalità prevale l’orchestrazione, fino ai vagiti infantili del finale.

Sicuramente la musica da film ha influenzato questo musicista, che con i “Quattro Ricordi” realizza un po’ una colonna sonora della sua mente. Maturando una concezione elevata della musica, Salvo Scucces esplora nuovi linguaggi creando quattro brani equilibrati ed originali.

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