POLLINI E SAWALLISCH: accoppiata vincente


Chiara Catalano

2 Apr 2003 - Commenti classica

Questo è un periodo colmo di grandi eventi a Santa Cecilia: ieri sera se ne è consumato un altro grazie alla collaborazione di due artisti come Pollini e Sawallisch.
Il programma, tutto beethoveniano, proponeva due singolari capolavori: il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra op. 58, e la Sinfonia n. 7 op. 92. Infatti, fra i cinque Concerti per pianoforte e orchestra, il Quarto è certamente quello più lontano dalla tradizione di questa forma: forse per l'originalità dell'esposizione del tema, che viene pronunciato delicatamente e preludiando dal pianoforte quasi da dietro le quinte, o forse per l'intreccio, il dialogo così fitto, a volte cameristico tra l'interprete solista e la formazione sinfonica. Pollini ci ha regalato un'esecuzione dai toni pacati e lirici, senza eccessi. Molto ben amalgamata con le intenzioni dell'orchestra: un gioco di contrasti, bianco e nero, che finiscono per dissolversi e fondersi l'uno nell'altro in innumerevoli sfumature. Bellissima la Settima Sinfonia: già di per sè lavoro mirabile, stravagante, estroso e conosciutissimo (basti pensare all'Allegretto del 2 tempo). L'Orchestra dell'Accademia, sotto la guida di Sawallisch, è stata trascinante: si coglieva il carattere bacchico della danza, di cui parlava Wagner, l'incalzare ritmico, metrico e pulsante. Quaranta minuti di splendida musica!
E le prossime date promettono altrettante nuove emozioni: il 4 aprile con il pianista Leif Ove Andsnes e il 5, 7, 8 aprile Sawallisch dirige l'oratorio di Schumann Il Paradiso e la Peri .

Per informazioni e biglietti:
Accademia di S. Cecilia
Viale de Coubertin
Tel: 0680241350
(Chiara Catalano)


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