Ottimo “Amadeus” di Peter Shaffer al Galli di Rimini


di Roberta Rocchetti

16 Mar 2026 - Commenti teatro

Il Teatro dell’Elfo Puccini ha portato sul palco del Teatro Galli di Rimini “Amadeus” di Peter Shaffer, con la regia di Francesco Frongia e Ferdinando Bruni. Una bella pagina di Teatro.

(Foto Laila Pozzo)

Buffonini, Lussiana, de Mojana

Uno dei grandi misteri dell’universo musicale è certamente la morte di Wolfgang Amadeus Mozart, sopraggiunta quando il musicista aveva solo 35 anni per cause non del tutto chiare e per questo capaci di dare vita a decine di ipotesi, alcune piuttosto fantasiose altre più realistiche, dall’aggressione per mano di un rivale in amore, all’eliminazione su ordine imperiale a causa delle pericolose idee illuministe che coltivava, all’avvelenamento per mano di qualcuno che nutriva una invidia corrosiva nei confronti del suo genio senza pari.

Del resto, lui stesso poco prima di rendere l’anima a Dio confessò a sua moglie, o almeno lei raccontò così, di essere convinto di essere stato avvelenato.

Ancora decenni dopo, nel salotto di un Beethoven ormai attempato si facevano speculazioni su questo giallo nato in un Settecento al tramonto.

Daniele Fedeli e Ferdinando Bruni

Qualche voce, pur in assenza di media e social media arrivò, benché già fossero trascorsi 40 anni, anche ad Aleksandr Puškin, uno dei pilastri della letteratura russa che decise di scrivere un testo teatrale sul tema e decretò che il salisburghese morì per mano di un collega italiano realmente esistito ma verosimilmente del tutto innocente: Antonio Salieri mosso dal tarlo dell’invidia, perché, ipotizza Puškin, nonostante più di successo e più ricco di Mozart fu in grado di riconoscere nel rivale la siderale superiorità in campo musicale a dispetto della coprolalia, della risaputa mediocrità morale e comportamentale una volta chiusi gli spartiti.

Molti anni dopo, negli anni ’70 del ‘900 un altro drammaturgo Peter Shaffer riprende in mano l’idea di Puškin e scrive un nuovo testo e lo decora con finezze psicologiche post Freud che rendono la vicenda moderna, attuale e attraente, talmente attraente che nel giro di pochi mesi la pièce teatrale diventa sceneggiatura e Miloš Forman la porta dai palcoscenici teatrali al grande schermo dando vita ad uno dei film più belli di tutti i tempi: Amadeus. Tra sale gremite impregnate di Poison di Dior, Forman diede vita ad un filone cult che tracimò fuori dalle sale e pervase musica, moda e letteralmente fece di Mozart un idolo pop che incorniciò un’epoca.

Ed è proprio il dramma teatrale di Shaffer ad essere stato portato dalla compagnia Teatro dell’Elfo Puccini sul palco del Teatro Galli di Rimini sabato 14 marzo, con la regia di Francesco Frongia e Ferdinando Bruni che ha interpretato anche il livoroso Salieri.

A Daniele Fedeli giovane e talentuoso è toccato il rischiosissimo ruolo di Wolfie, un Mozart incontenibile e commovente portato in scena in maniera impeccabile davanti ad un pubblico a cui far dimenticare per due ore la travolgente interpretazione di Tom Hulce e dobbiamo dire che la missione è stata portata a termine con successo, tanto che, ci è sembrato, persino lui facesse fatica a fine recita ad interrompere la metempsicosi.

Daniele Fedeli e Umberto Petranca

Ferdinando Bruni dal canto suo ha compiuto gli iperbolici voli anagrafici tra un Salieri giovane e uno ormai alle soglie della morte con maestria e credibilità rendendo tangibile la banalità del male che può germinare in ognuno di noi.

Daniele Fedeli e Valeria Andreano

La giovane Valeria Andreanò è stata una Constanze altrettanto credibile, giovane, emotiva, frizzante e fresca, tanto quanto è stata inquietante e oscura la funerea nobildonna di Ginestra Paladino, tutti vestiti da Antonio Marras con un elastico equilibrio tra ‘700 e sogno con un omaggio, ci è sembrato, a Dominique Lemieux soprattutto nei bellissimi costumi dei due “pettegoli”.

Daniele Fedeli e Valeria Andreano

Chiudono il cast Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Umberto Petranca e Luca Toracca.

Daniele Fedeli e Valeria Andreano

Grazie per questa bella pagina di Teatro e grazie anche per averci fatto ascoltare per un attimo Il ratto dal serraglio in teatro, chissà che non ispiri qualcuno a mettere in scena qualcosa che esca dalle solite quattro opere liriche che monopolizzano i cartelloni.

Valeria Andreano e Riccardo Buffonini
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