“Le Villi” a Fermo


Vincenzo Pasquali

14 Lug 2000 - Commenti classica

Circondata da un alone di nostalgia e ricordi, per la presenza a Fermo (AP) della nipote di Puccini, Simonetta, è stata rappresentata l'opera-ballo pucciniana “Le Villi”, nell'ambito della stagione 2000 del Teatro dell'Aquila. Una lapide ricorda la presenza dell'autore a Fermo nella recita del 17 agosto 1886. Due recite, più di cento artisti coinvolti tra orchestra, coro e corpo di ballo, sono i numeri per l'evento fermano. Eravamo curiosi di assistere alla messa in scena registica di Federica Santambrogio (che abbiamo ammirato altre volte nelle Marche). L'attesa non è andata delusa. L'allestimento scenico di Andrea Miglio (realizzato da EIDOS, un'ottima cooperativa locale) ha privilegiato il tema delle trasparenze, cosi amato dagli stilisti quest'anno, che ha permesso di tagliare in due lo spazio del palcoscenico, con al centro il Coro (Lirico Marchigiano). La massima drammaticità è stata ottenuta al momento dell'orgia che la “sirena” organizza per il malcapitato Guglielmo: al disvelamento della donna rivolta insieme all'amante verso il pubblico, con la testa abbandonata all'indietro ben oltre il proscenio, fa da contrasto, oltre i veli, pudicamente celato, il dramma di Anna morente che viene allontanata, con il suo letto funereo, verso il fondo, da mani pietose.

Dicevamo della soluzione registica che è riuscita molto efficacemente a stabilire equilibrio tra piano onorico-simbolico, con proiezioni, ombre e presenze di spiriti abitatori dei boschi, e piano realistico, con le triangolazioni dei protagonisti. Musicalmente la breve opera (la prima di Giacomo Puccini) consente di riconoscere i tratti essenziali di quella che sarà di li a poco la straordinaria vena melodica pucciniana: splendida la chiusura della prima parte e il “torna” della seconda. Il nuovo allestimento fermano ha visto l'ottima prova del corpo di ballo su coreografia di Alessandra Petitti. Bene l'Orchestra Filarmonica Marchigiana (curioso che a Fermo non abbia grande fortuna quell'Orchestra Internazionale d'Italia, pur da noi in passato qualche volta imbeccata, che proprio qui ha sede) diretta dal bravo Daniele Giulio Moles. Abbastanza bene anche i protagonisti Massimiliano Fichera (Wulf), Sonia Corsini (Anna) e Salvatore Ragonese (Roberto). L'opera sarà ripresa al Festival Pucciniano di Torre del Lago Puccini.

(Vincenzo Pasquali)


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