“La quarta casa”, singolo e video di Pamela Guglielmetti


a cura della Redazione

13 Ott 2023 - Dischi, Video

Su tutte le piattaforme digitali è disponibile il singolo “La quarta casa” della cantautrice Pamela Guglielmetti, accompagnato dal videoclip ufficiale, per la regia di Mirko Avella. Il brano, insieme a “La legge del tempo”, uscito a maggio, anticipa il quarto album in studio della cantautrice, di prossima pubblicazione per La Stanza Nascosta Records.

(Foto di Franco Marino)

Disponibile dal 6 ottobre su tutte le piattaforme digitali il singolo La quarta casa della cantautrice Pamela Guglielmetti. Il brano, insieme a La legge del tempo, uscito nel maggio scorso (lo abbiamo presentato qui: https://www.musiculturaonline.it/la-legge-del-tempo-il-singolo-di-pamela-guglielmetti/ n.d.r.), anticipa il quarto album in studio della cantautrice, di prossima pubblicazione per La Stanza Nascosta Records.

Disponibile anche il videoclip ufficiale, per la regia di Mirko Avella, proposto in anteprima da Tgcom24.

Ne La quarta casa, in bilico fra simbolismo astrologico e vissuto personale, convivono piglio rock ed inserti di synth dal sapore epico, riff di chitarre distorte e una sezione d’archi che regala aperture melodiche inaspettate.

La voce – in senso lato – di Pamela Guglielmetti si fa implacabile scandaglio interiore, medium icasticodi risonanze e amplificatore di ambivalenze.

Questo brano- racconta Pamela Guglielmetti – è nato in una formula piano voce, ma ha assunto una identità molto diversa in fase di arrangiamento. Con il co-compositore Franco Tonso si era lavorato ad una versione con ritmica sostenuta perché lo richiedevano sia i passaggi armonici sia la melodia vocale emersa del tutto spontaneamente mentre buttavo giù le prime idee. Era però necessario rafforzare il tutto, rappresentare azioni decise che portassero ad un vero e proprio riscatto. L’atmosfera che irrompe da subito, dal primo attacco, incarna la forza dell’azione, l’autodeterminazione di una trasformazione personale che porta all’assunzione di responsabilità verso se stessi. È qui che, con il produttore e arrangiatore Salvatore Papotto, si è compiuta una scelta “forte” senza dare spazio a rabbia e sentimenti tossici, ma rappresentando la forza dell’intenzione, quella che i fisici quantistici russi chiamano “unione tra anima e ragione”; il preciso momento in cui avviene un cambiamento interiore tale da rendere possibile una reale metamorfosi. Un processo sapientemente narrato anche attraverso le immagini, che restituiscono la narrazione di un vero e proprio “passaggio di stato”.

Non scrivo nulla – continua Pamela Guglielmetti – che io non abbia vissuto o stia vivendo sulla mia pelle.Nei miei pezzi condivido visioni e riflessioni, nella speranza che possano avvicinare le persone alla loro storia personale e, magari, invitarle a guardarla con occhi nuovi.

“La quarta casa” è un brano che cerca in modo molto onesto e diretto di non edulcorare il rapporto genitori/figli, ma di presentarlo per quello che è, offrendone una visione inesplorata. Il titolo si rifà a quello che nelle scienze astrologiche si dice essere il settore che rappresenta la famiglia di origine, i genitori, il contesto in cui si è vissuto, le influenze e le eredità che questi lasciano ad ognuno di noi. In senso più profondo, è un ambito che simboleggia la vita interiore, il centro dell’uomo e dei suoi sentimenti, tutto ciò che concorre a strutturarne la personalità.

Quello che dovrebbe essere per eccellenza un esempio di “amore incondizionato” diventa specchio di irrisolti, paure, convinzioni limitanti, regole, aspettative, che non considerano i figli come esseri unici; esseri che andrebbero invece aiutati a riconoscere e manifestare i propri talenti e le proprie vocazioni. Le tipiche ferite che dai primi mesi di vita si imprimono nelle nostre cellule sono quelle dell’abbandono, del non riconoscimento, del tradimento, della mancanza di radici. Non è necessario vivere una infanzia disastrosa per sviluppare una identità precaria, bastano fatti apparentemente lievi per mantenerci “eternamente piccoli”, mai realmente adulti, lontani da ciò che sentiamo di essere. Questo brano non vuole schierarsi “a favore della condizione filiale”, ma ricordare che quel dolore risiede in tutti noi, perché i genitori di oggi sono stati a loro volta figli. Non c’è colpa, semmai esiste la responsabilità di vedere e identificare quelle ferite per potersene allontanare. La donna, che si rivolge al proprio padre ed alla propria madre in questo brano, riconosce le sue difficoltà, ma riconosce altresì quelle della famiglia, andando oltre al rancore, al dolore, arrivando alla consapevolezza che quello che le è stato dato è esattamente ciò che poteva offrire chi l’ha cresciuta.

IL VIDEOCLIP

“La quarta casa” – racconta il regista Mirko Avella – è un lavoro interiore, un brano che accompagna il cammino di ogni essere umano, aldilà della propria evoluzione personale, dove le parole del testo possono smuovere carichi pesanti annidati dentro noi stessi.

È stata una esperienza singolare, molto intensa e a tratti faticosaper la mole di lavoro fisico e tecnico richiesti, ma ognuno di noi ha potuto esprimere a fondo il proprio bagaglio culturale ed emozionale. La fotografia di Leonardo Bruzzese e le riprese di Alessandro Griselli hanno dato vita ad atmosfere malinconiche e romantici raggi di luce. A completare il tutto, la color di Antonino Durante, che ha donato gentilezza alle immagini. 

CREDITS

  • Testo: Pamela Guglielmetti
  • Musica: Pamela Guglielmetti – Franco Tonso
  • Arrangiamento e produzione artistica: Salvatore Papotto
  • Etichetta: La Stanza Nascosta Records di Salvatore Papotto
  • Press: Verbatim Ufficio Stampa di Claudia Erba
  • Regia: Mirko Avella
  • Direzione fotografica: Leonardo Bruzzese
  • Camera: Alessandro Griselli
  • Colorist: Antonino Durante
  • Gioielli: Luisella Tomasini Creazioni
  • Parrucchiera: Jennifer Marchesan

TESTO

Ho lottato disperatamente contro quel dolore antico
ho creduto di essere cresciuta, non aver bisogno di nessuno
Ho sperato che quel vuoto non esistesse più
soffocando lacrime mai piante di una bimba non riconosciuta

Padre ascoltami, guardami accettami, anche se non sono chi volevi
Anche se spesso non mi capisci, ho bisogno di seguire
Quello che ho dentro nel cuore, posso solo essere me stessa
Non una tua ombra, grigia e stanca

Ho aspettato tanto quell’abbraccio, che in realtà non è mai arrivato
ho sperato di essere abbastanza, dando il massimo in ogni cosa
Il giudizio è stato il mio compagno, il carnefice della mia vita
la rincorsa ad essere degna dell’amore che ho mendicato

Madre ascoltami, guardami, accettami, voglio solo essere una figlia
con tutte le sue imperfezioni e i suoi doni non legittimati
Vorrei solo essere guardata, con la pace del cuore
quella pace che spazza via ogni rancore 

Padre ascoltami, ti sono accanto
Madre stringimi la mano adesso
vi ringrazio per avermi dato quello che avete potuto
ma adesso ho la mia vita da costruire.

BIO

Una carriera tra danza, teatro e musica, un percorso artistico sempre nuovo scandito in ogni tappa da coraggio e urgenza di comunicare. Pamela Guglielmetti è passata dalla scrittura a un’ultima sorprendente evoluzione: il cantautorato. Il suo è da sempre un viaggio eterogeneo tra le arti, guidato dall’istinto e capace di abbracciare la dimensione più intima del pubblico. Eporediese di nascita, ma ligure d’adozione, Pamela Guglielmetti è un’attrice, coreografa, regista, scrittrice e cantautrice: artista dalle mille sfumature, ha pubblicato il suo primo album “L’eco dei mondi perduti” nel 2019 e “Frammenti”, disco candidato al Premio Tenco 2020.

Lo spettacolo “una vita”, strutturato sulle memorie di Luciana Nissim Momigliano (in particolare sulla sua prigionia nei lager nazisti), una delle massime esponenti della psicoanalisi italiana, è stato rappresentato nel 2015 al Teatro Franco Parenti di Milano e in numerose altre repliche. Una trasposizione teatrale in cui la voce gioca un ruolo fondamentale.

Ma, dopo dieci anni di carriera, irrompe un fulmine al ciel sereno, costretta ad abbandonare la danza a causa di un imprevisto problema di salute. Un ostacolo? No, un nuovo inizio, condotto dalle necessità di condividere e di raccontare, elementi che l’hanno sempre accompagnata nel suo percorso artistico. La cantautrice è ripartita così dalla voce, innalzandola a mezzo di narrazione, di espressione, di cura e di comunicazione. Nel 2019 ha pubblicato il suo primo progetto “L’eco dei mondi perduti”: undici tracce in cui invita, tra musica e parole, a scavare dentro sé stessi, per ritrovare “i mondi perduti” tralasciati o sacrificati.

Nel 2020 ha visto la luce “Frammenti”, un disco d’istinto, che mostra senza filtri la sua determinazione nel far riflettere l’ascoltatore, affrontando temi come paura, abbandono e separazione, ma anche rinascita, amore e ricerca della libertà.

Il 2021 segna un momento storico profondamente difficile per la musica e l’espressione artistica. Pamela non desiste, l’esigenza comunicativa si rafforza e nasce “Cammino controvento”. Il terzo, nuovo album, racchiude la massima essenza artistica della cantautrice in tutte le sue sfumature e corde espressive e celebra, tramite passi estremamente coraggiosi, quella che è una scelta di vita, per la vita. Cammino controvento attraversa terreni paludosi con occhi nuovi e mostra cosa si può scorgere oltre il buio, scostando il velo di una realtà “acquisita”, alla ricerca della propria verità.

Il recente lavoro discografico si candida all’edizione 2022 del Premio Tenco, del Premio Bindi e del Premio Bianca d’Aponte.

Ma la sua vera dimensione è sul palco. L’universo di danza e teatro è presente anche durante i suoi concerti che, tra musica, interpretazione e linguaggio del corpo, disegna dal vivo ogni sfumatura artistica, senza dimenticare di creare un ponte empatico con il pubblico.

Il 26 maggio 2023 esce il nuovo singolo La legge del tempo su etichetta La Stanza Nascosta Records, che insieme al recentissimo singolo La quarta casa, precede un nuovo progetto discografico in uscita per l’autunno.

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