La metamorfosi di Angelina Mango


di Elena Bartolucci

31 Lug 2026 - Commenti live!

Uno show di grande carica emotiva e complessi riarrangiamenti, con cui la giovane cantautrice ha dimostrato una vera evoluzione vocale.

(Foto di Sandro Moriconi)

Porto Recanati – Martedì 28 luglio la cantautrice Angelina Mango si è esibita all’Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati con NINA CANTA NEI TEATRI D’ESTATE — la tournée prodotta da Live Nation e organizzata da Best Eventi.

C’è un’evoluzione tangibile, quasi tattile, nel percorso live di questa talentuosa e giovane performer.

La dimensione estiva del tour rappresenta la naturale prosecuzione di un’esplorazione intima iniziata al chiuso nei teatri. La scelta scenografica di un piccolo giardino portatile sposa un’idea botanica sostenibile: il palco è stato allestito con piante vere fornite da vivai locali ed elementi d’arredo esterni, che contribuiscono a ricreare un salotto d’autore a cielo aperto.

La serata ha previsto una scaletta davvero densa, cantata quasi tutta d’un fiato se non per qualche breve momento che la Mango si è concessa per scambiare brevi parole con il suo pubblico.

Al centro della scaletta c’è la transizione tra l’esplosivo album d’esordio poké melodrama (2024) e il più recente caramé, uscito nel 2025 per Latarma Records. Scritto e prodotto da Angelina Mango con il fratello Filippo e Giovanni Pallotti — e impreziosito dal contributo di firme autorevoli della scena contemporanea come Madame, Calcutta, Dardust, Mr. Monkey ed Henna (giovane cantautrice emergente, apparsa sul palco per duettare nel brano cosìcosìcosìcosì), caramé si rivela una lettera aperta alla propria identità.

Ma è nel trattamento vocale ed esecutivo che il concerto rivela le sue ambizioni migliori. Lontana dalla mera riproduzione da studio, i brani d’esordio vengono spogliati e rivestiti per adattarsi alla maturità di una voce in rapida e costante evoluzione prevedendo nuovi arrangiamenti – a tratti più cupi o dal gusto simil-gitano – che solo in alcuni casi hanno fatto (forse) rimpiangere le versioni originali (ad esempio La noia o Ci pensiamo domani).

Per supportare questa complessa operazione di restyling sonoro, Angelina Mango si è avvalsa dell’aiuto di un ensemble numeroso. Le trame acustiche ed elettriche sono affidate alle chitarre di Umberto Scaramozza e a Filippo Tosto (con cui ha scritto un inedito Fuori dall’area fumatori, presentato proprio in questo tour estivo), che al basso affianca un contrabbasso fondamentale nel conferire spessore e profondità emotiva ai passaggi più intimi. Marta Canuscio, abile nel muoversi tra percussioni, synth a fiato e fisarmonica, è stata affiancata dalle tastiere di Davide Rasetti e dal drumming di Davide Savarese. A completare il quadro subentrano infine le tensioni orchestrali ed elettroniche del duo d’archi formato da Giulia Gentile al violino e Sofia Volpiana al violoncello: un dialogo continuo in cui il violoncello si intreccia ai cori e alle frequenze sintetiche, mentre il violino spinge la ricerca timbrica fino all’uso di effetti e theremin, lavorando direttamente sulle armonizzazioni della voce leader.

Una serata equilibrata ma ricca di sfumature che ha confermato come Angelina Mango stia costruendo la propria carriera non solo sui grandi numeri, ma su una ricerca d’ascolto consapevole e rigorosa. È stato interessante anche vederla condividere il palco con il cantautore Venerus, con cui ha duettato cantando il brano Sentire.

Il concerto mostra qualche perplessità nelle sezioni quasi rappate, dove l’uso dell’autotune risulta spesso superfluo. Al contrario, l’artista appare perfettamente a suo agio nei versi liberi, lì dove la scrittura e l’interpretazione respirano a pieni polmoni.

È infatti sul piano umano e vocale che lo spettacolo trova il suo vero centro gravitazionale. C’è un contrasto affascinante in questa doppia anima di Angelina Mango: una fragilità sincera e palpabile affiora ogni volta che si ferma a parlare con il pubblico, per poi dissolversi all’istante non appena parte la musica. Quando canta — e in particolare quando vola sulle note più alte con grande maestria e semplicità — emerge un’emotività travolgente e una sicurezza vocale assoluta, capaci di trascinare il pubblico e trasformare la serata in un’esperienza collettiva di grande partecipazione.

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