“Intolleranza 2003 performance” nel segno di Svoboda


15 Lug 2003 - News classica

MacerataOpera 2003 – Sferisterio 39. stagione lirica

L'intolleranza nel mondo contemporaneo secondo i futuri scenografi

Carta, colla, fili elettrici, stoffe, colori e materiali di ogni tipo sono oggetto della caccia al tesoro di questi giorni da parte degli allievi dell'Accademia di Belle Arti e dei partecipanti alla masterclass internazionale, impegnati a realizzare un grande omaggio a Josef Svoboda. Gli aspiranti scenografi riuniti dall'Accademia hanno costruito nei minimi dettagli i modellini delle opere più significative realizzate dal grande maestro a Macerata, come La traviata, Lucia di Lammermoor, Attila, Rigoletto, perfetti nelle proporzioni e nei meccanismi grazie anche come spiega la professoressa Claudia Federici che sta seguendo le realizzazioni al nuovo corso multimediale che insieme a quello del restauro dei Beni Culturali costituiscono le nuove discipline dell'Accademia maceratese. Come omaggio a Svoboda, il modellino della Lucia avrà le parti laterali scoperte, da una prima idea del grande scenografo : i lavori saranno esposti nel foyer del Teatro Lauro Rossi dal 18 luglio. Contemporaneamente gli iscritti al corso di studi su Svoboda, sono alle prese con l'ambizioso progetto di realizzare Intolleranza 2003 .
à un progetto estremamente affascinante spiega lo scenografo Csaba Antal – docente del corso, insieme al regista Henning Brockhaus, al designer luci Franco Ferrari, allo scenografo Enrico Sampaolesi e alla docente di Storia dello Spettacolo Rita Cinquegrana – Gli studenti, divisi in otto gruppi, dovranno realizzare secondo le loro specializzazioni ed esperienze Intolleranza 2003, vale a dire una grande performance che si rifà a Intolleranza 1960, opera composta da Luigi Nono, della quale Svoboda realizzò due storiche scenografie. L'obbiettivo è quello di rendere lo stesso carattere di contemporaneità che il grande scenografo seppe dare alle sue versioni, naturalmente rapportata ai nostri giorni . In pratica, gli studenti, divisi in otto gruppi, si ispireranno a loro modo, alle scene originali dell'opera di Luigi Nono, incentrate su la storia di un emigrante minatore alla ricerca di un fondamento umano di vita, realizzando un loro proprio modo di concepire l' intolleranza di oggi, attraverso installazioni, foto, video e modellini, confrontando e mescolando le rispettive culture ed sensibilità . Il primo gruppo spiega Antal – ha come tema da sviluppare Basta, il desiderio di cambiare la propria condizione, il secondo, Broken Years, Broken Heart il rimpianto delle proprie radici, il terzo sta lavorando sul tema dell'emarginato (Ghetto Dreams); la rabbia e la delusione (rifacendosi alla presenza femminile dell'opera di Nono) è nel tema Mauvais sang (sangue cattivo) del quarto gruppo. Il quinto tema da rappresentare Demonstration è una manifestazione di protesta; il sesto Absurdities è dedicato alle assurdità della vita contemporanea (e corrisponde alla sesta parte, prima scena del secondo atto della composizione, senza musica), il settimo tema riguarda i campi di concentramento dell'originale, infine l'ottavo, Gas Culture, si ispira direttamente al disastro ecologico del metano che nell'opera di Nono travolge case e persone, inghiottendo anche le ingiustizie .
Il risultato di questo studio sarà una performance sulla musica di Luigi Nono, che sarà presentata il 18 luglio, alle ore 10,30 sul palcoscenico del Teatro Lauro Rossi, alla quale, il pubblico che sarà coinvolto è invitato a partecipare, ad ingresso libero.
Alle ore 16, sempre al Teatro Lauro Rossi, avverrà l'incontro omaggio a Josef Svoboda, alla presenza della signora Libu ka Svoboda, Sarka Hejnova e Jakub Hejna (rispettivamente moglie, figlia e nipote di Svoboda). Sono previsti interventi di: Csaba Antal, Paola Ballesi, Henning Brockhaus, Angelo Foletto, Elie Malka, Danièle Monmarte, Claudio Oarzi, Franco Quadri, Giorgio Ursino Ursic, Anna Verducci. Nel corso dell' incontro saranno consegnati gli attestati ai partecipanti della masterclass.


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