Intervista al musicista Paolo Lazzarini


a cura di Vincenzo Pasquali

9 Apr 2020 - Commenti classica, Musica classica

Abbiamo intervistato Paolo Lazzarini, di cui abbiamo parlato su queste pagine (https://www.musiculturaonline.it/nuovo-ep-di-paolo-lazzarini-tre-notturni/), in occasione dell’uscita del suo nuovo Ep “Tre Notturni”.

D. Salve Paolo, dal tuo curriculum si evince la grande duttilità nell’affrontare generi musicali diversi; quali le difficoltà e i vantaggi di questo approccio?

R. Il mio percorso di formazione è stato vario: diploma in pianoforte, studi di violino, studi di composizione, diploma in didattica della musica… questo mi ha permesso di affrontare vari generi e repertori conoscendo quel tipo di lingua. Chiaramente in questo vasto panorama tendo a seguire le mie inclinazioni e i generi più congeniali al mio stile.

D. Nella tua attività di compositore hai spesso collaborato col mondo del cinema. Come si coniuga questo mondo con quello musicale, diciamo, più classico?

R. Credo siano mondi contigui. Del resto la storia della musica ce lo insegna. Tanti compositori, a partire da Vivaldi, hanno descritto il mondo che li circondava con le note, hanno raccontato immagini con i suoni. Credo sia davvero un privilegio poterlo fare.

D. Pianista, violinista, compositore: quali autori ed interpreti hanno avuto un ruolo importante per la tua formazione musicale?

R. Fin dall’infanzia ho amato e seguito i grandi pianisti classici. Stregato da Michelangeli, affascinato da Glenn Gould, conquistato da Horowitz. Poi è arrivato il Köln Concert di Keith Jarrett e un nuovo mondo mi si è aperto davanti. Ho capito che si poteva suonare il pianoforte e scrivere per pianoforte anche in modo diverso, cosa che io già facevo ma mi vergognavo in quanto inserito in un contesto accademico. Vinte le mie paure, ho potuto approfondire le tecniche compositive con grandi maestri, uno su tutti Carlo De Pirro.

D. Il tuo lavoro “Notturni” comprende tre brani (Un passo lentoIl silenzio di un naufragio e L’anima scompare). Parlaci della genesi di quest’opera che pur inserendosi nel filone della tradizione del genere, trasuda percorsi della musica contemporanea di grande suggestione e misura.

R. Credo che in questi tre brani si possano ritrovare tanti pezzi della mia anima. Mi piace far sobbalzare la melodia su armonie sempre cangianti, un viaggio cromatico tra colori, luci e riflessi che le note, come piccole perle, possono emanare nello spazio sonoro. Credo sia questo lo stile che sto cercando di affermare nelle mie opere.

D. Parlaci della tua esperienza di interprete.

R. Ho avuto modo di esibirmi da solista e in svariate formazioni, sia classiche che pop. Da tutte queste esperienze ho tratto insegnamento, soprattutto dalla conoscenza diretta di grandi musicisti che mi hanno insegnato l’umiltà e la disponibilità. Più si è grandi, più si è umili, è una grande verità.

D. I tuoi programmi futuri?

R. Sto lavorando in diversi ambiti musicali, nuovi progetti che mi stanno entusiasmando. Spero di uscire tra qualche mese con un nuovo album stavolta cameristico con mie composizioni originali, una nuova rinascita non solo musicale. Grazie della disponibilità e buon lavoro, allora. A presto

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