Intervista a Rita Marcotulli per il disco “INDACO HANAMI” con il Trio Kàla


a cura della Redazione

1 Lug 2021 - Commenti live!

Dall’11 giugno è disponibile “INDACO HANAMI”, il nuovo disco della prestigiosa formazione piano trio, Trio Kàla, composta da Rita Marcotulli, Ares Tavolazzi e Alfredo Golino. Per l’occasione abbiamo intervistato la pianista Rita Marcotulli.

Dall’11 giugno è disponibile in digital download, in streaming e in CD “Indaco hanami”(Abeat Records), il nuovo disco del Trio Kàla, prestigiosa formazione composta da Rita Marcotulli al pianoforte, Ares Tavolazzi al contrabbasso e Alfredo Golino alla batteriae che rappresenta la summa di tre forti e distinte personalità artistiche. Ciascuno con un background che non teme confronti e una storia davvero unica, dopo svariate ed occasionali collaborazioni sui palcoscenici di tutto il mondo hanno dato vita ad uno dei progetti artistici più interessanti e potenti dell’ultima decade.

“Indaco Hanami” è un disco superiore, dove l’elemento compositivo spicca ed è sostenuto da un estro solistico, da una profondità espressiva, da una padronanza strumentale e da un interplay davvero invidiabili. Il repertorio propone alcuni brani originali a firma di Rita Marcotulli, uno composto da tutti e tre (Dialogues), ed alcune rivisitazioni di suggestive canzoni attinte sia nell’ambito della canzone d’autore (Quando e Napule è di Pino Daniele), che nella musica da Film (Romeo e Giulietta di Nino Rota). Il risultato è una performance ispirata, unitamente ad una registrazione che stupisce per la raffinatezza di alcuni arrangiamenti e per la qualità superiore del suono. Anche gli audiofili sapranno trarne godimento.

Rita Marcotulli pianoforte; Ares Tavolazzi contrabbasso; Alfredo Golino batteria.Registrato, mixed e masterizzato al Artesuono, Cavalicco di Udine da Stefano Amerio. Foto: Fatima Batista, Paolo Soriani. Grafiche: Marina Barbensi. Prodotto da Abeat Records.

Abbiamo intervistato la pianista del trio Rita Marcotulli

D. Avete una lunghissima carriera alle spalle, ricca di successi. Cosa vi ha spinto a lavorare insieme a questo nuovo disco?

R. Il nostro trio è nato da qualche anno. Personalmente scelgo sempre i musicisti non solo per la bravura tecnica, ma soprattutto per il concetto musicale affine, si dipinge a 6 mani.

D. Cosa è cambiato dall’inizio, dai vostri primi lavori, ad oggi? Sia in voi, come artisti, che nel modo di produrre e registrare i vostri lavori. 

R. La musica è un modo di raccontare storie, emozioni, esperienze che fanno parte della vita. Un processo creativo che matura con il tempo. Ogni cd racconta la storia del momento. Come dipingere, un quadro che resterà nel tempo.

D. Torniamo a “Indaco Hanami”: la tracklist del lavoro comprende vostre composizioni ed alcune rivisitazioni di canzoni d’autore. In che modo avete scelto cosa sarebbe finito nel disco?

R. Per la scelta dei brani ho proposto questi brani ad Alfredo ed Ares. Tre brani originali scritti da me, e poi ho proposto brani noti e che ci piacciono, rivisitati. Un omaggio a Pino Daniele, che è anche un bel ricordo. Infatti io ed Alfredo ci siamo conosciuti proprio nelle tournée con Pino… ma anche brani di Beatles, Nino Rota ecc.

D. Nel lavoro i vostri talenti soggettivi sono tutti perfettamente riconoscibili, senza che nessuno prevarichi l’altro. Come si è creata questa perfetta armonia?

R. Innanzitutto ci lega una profonda amicizia. La musica si crea solo con sinergia, affinità elettive e gioco, divertimento, che mette in relazione il nostro io più profondo.

D. Si dice che la musica sia figlia del tempo presente. Che rapporto avete con la musica, e con questo termine ci riferiamo anche all’industria musicale, del 2021?

R. Certo! La musica è figlia della storia dei tempi. Tutto si trasforma, ci sono stati in tutti i periodi storici, periodi di grande fermento culturale. E periodi oscuri, dittature ecc. Oggi il jazz e la musica in generale ha preso altre forme. Altri parametri. I gusti sono cambiati, il mondo è cambiato. Mi piace ascoltare i giovani musicisti. Ci sono sempre cose che non mi piacciono, ma anche tante cose belle che mi emozionano. Per quanto riguarda l’industria musicale, a parte i piccoli produttori come il nostro Mario Caccia, musicista che ama la musica e punta alla qualità, il più delle volte si predilige la quantità e meno la qualità, la novità, l’originalità. Che non depone a favore della crescita musicale, della ricerca.

D. “Indaco Hanami” avrà anche una vita sul palco? Se sì, dove e quando?

R. Si ovviamente porteremo il trio in tournée. Suoneremo il 10 luglio a Gallarate al Museo Maga. Il 28 agosto al Matera Festival.

Tracklist del disco:

  1. Indaco
  2. Bobo’s code
  3. Lady Madonna
  4. Napule è
  5. I think it’s going to rain
  6. Dialogues
  7. Quando
  8. Cose da dire
  9. Romeo and Juliet
Trio Kàla (©Fatima Batista)

BIOGRAFIE

RITA MARCOTULLI: (Roma, 10 marzo 1959) è una compositrice e pianista italiana. Studia presso il Conservatorio Santa Cecilia e il Conservatorio Licinio Refice. Sin da giovanissima collabora con i più illustri musicisti della scena nazionale ed internazionale come Chet Baker, Jon Christensen, Palle Danielsson, Peter Erskine, Steve Grossman, Joe Henderson, Hélène Labarrière, Joe Lovano, Charlie Mariano, Marilyn Mazur, PatMetheny, Sal Nistico, Michel Portal, Enrico Rava, Dewey Redman, Aldo Romano, Kenny Wheeler e Norma Winstone. Nel 1987 viene votata miglior nuovo talento attraverso un sondaggio della rivista Musica Jazz e l’anno seguente si trasferisce in Svezia, dove rimane fino al 1992. Tornata in Italia collabora fra gli altri con Ambrogio Sparagna e Pino Daniele e nel 1996 accompagna Pat Metheny in un’esibizione al Festival di Sanremo. Più recentemente ha partecipato alla realizzazione del film Basilicata coast to coast, per il quale si è occupata della colonna sonora. Grazie a questo lavoro ha ricevuto il Ciak d’oro nel 2010, il Nastro d’argento alla migliore colonna sonora nello stesso anno, il David di Donatello per il miglior musicista nel 2011 (prima donna in assoluto a ricevere questo riconoscimento) e il Premio Top Jazz 2011 come miglior artista del jazz italiano secondo la rivista Musica Jazz. Nel febbraio 2013 è membro della giuria di qualità alla 63ª edizione del Festival di Sanremo, condotta da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Il 13 luglio 2014 partecipa al Genoa Jazz Festival dove registra il CD live “Trio M/E/D” con Peter Erskine alla batteria e Palle Danielsson al contrabbasso, pubblicato dall’etichetta italiana Abeat. Il 9 febbraio 2018 partecipa con il batterista Roberto Gatto al Festival di Sanremo 2018 come ospite di Max Gazzè, in gara con il brano La leggenda di Cristalda e Pizzomunno.

ARES TAVOLAZZI: studia violoncello e contrabbasso al Conservatorio di Ferrara. Inizia la carriera di bassista suonando per la cantante Carmen Villani, nel gruppo beat Avengers (in cui alla batteria c’è un altro ragazzo di Ferrara, Ellade Bandini), con cui incide anche un 45 giri omonimo nel 1965 per la Bluebell (alla voce c’è Carmen Villani), oltre che partecipare a quasi tutti i 45 giri della cantante. Nel 1969 forma sempre con Ellade Bandini e con il tastierista milanese Vince Tempera il gruppo The Pleasure Machine, con cui incide cinque 45 giri nei tre anni successivi. Con gli stessi musicisti inizia a lavorare come sessionman nelle sale di registrazione milanesi partecipando al disco “L’isola non trovata” di Francesco Guccini e “Terra in bocca” de I Giganti; in quest’ultima occasione lega con Enrico Maria Papes. Dopo lo scioglimento dei The Pleasure Machine, entra dal 1973 al 1983 nel gruppo storico d’avanguardia AREA, divenuto uno dei gruppi più rappresentativi di quella decade, insieme a Demetrio Stratos, Patrizio Fariselli, Paolo Tofani e Giulio Capiozzo. Con loro registra oltre 10 LP e partecipa a numerose manifestazioni in giro per il mondo. Nel medesimo periodo si avvicina alla musica jazz, frequentando l’ambiente jazzistico di New York. Bassista tra i più richiesti sia sulla scena pop che su quella jazz, suona nei dischi di Mina, Eugenio Finardi, Paolo Conte e Francesco Guccini, con il quale inaugura una collaborazione live a partire dal 1982 durata decenni. Per tre anni consecutivi (dal 1984 al 1986) è primo in una speciale classifica dei bassisti italiani indetta da Guitar Club. Nel 1987 vince il premio A. Willaert come migliore musicista dell’anno. Nal 1990 ad oggi collabora in concerti live e registrazioni discografiche con numerosi musicisti italiani e stranieri, tra i quali: Stefano Cocco Cantini, Sal Nistico, Max Roach, Lee Konitz, Phil Woods, MauMau, Massimo Urbani, Enrico Rava, Stefano Bollani, Walter Paoli, Franco D’Andrea, Dado Moroni, Ermanno Maria Signorelli, Enrico Pierannunzi, Roberto Gatto, Danilo Rea, Mike Melillo, Ray Mantilla, Carlo Atti, Paolo Fresu, Tino Tracanna, Gianni Basso, Simone Graziano, Gianluca Petrella, Vinicio Capossela e molti altri. Collabora negli anni a diversi lavori teatrali componendo e suonando dal vivo (di recente Ruth e Il Cantico dei Cantici per la Fondazione Teatro di Pontedera). Ha tenuto seminari sull’improvvisazione in tutta Italia, insegnando anche in scuole jazz di Milano, Bologna, Ferrara, Rovereto.

ALFREDO GOLINO: napoletano di nascita e di estrazione musicale, nel senso che Napoli è sempre stata la madre della natura ritmica italiana e che ha regalato, grazie alla sua profonda tradizione musicale, talenti artistici di grande livello. Sotto la guida di suo padre e insegnante Antonio Golino, Alfredo intraprende la sua carriera molto presto, già a 17 anni ha alle spalle esperienze importanti, prima alla base NATO di Napoli dove arrivavano dall’America tutti gli artisti più importanti, poi ingaggiato per le varie produzioni RAI di Napoli e inserito nell’orchestra in cui si alternavano direttori e maestri i cui nomi hanno fatto la storia della musica italiana, e che individuato il talento lo hanno fatto proprio. Da questo momento Alfredo colleziona una serie di esperienze, collaborazioni e partecipazioni che lo porteranno a diventare uno dei musicisti italiani più significativi e importanti. A 18 anni Alfredo lascia Napoli per Roma, dove viene richiesto da Armando Trovajoli, che lo fa partecipare a tutte le sue produzioni Rai, cinematografiche e discografiche, nel frattempo viene notato dall’ambiente musicale romano e cominciano le sue collaborazioni con la RCA e la Rai, che lo ingaggia per una lunga serie di produzioni musicali e concerti. Nel 1980 vince il concorso per entrare a far parte dell’orchestra Rai di Milano, città in cui si trasferisce. A Milano Alfredo viene subito riconosciuto come musicista di grande valore e versatilità, infatti oltre l’impegno con l’orchestra della Rai, trasmissioni, concerti con i più grandi direttori e jazzisti internazionali, prende parte a formazioni jazz che lo collocheranno tra i jazzisti a livello europeo di più gran valore. In parallelo a Milano comincia anche la sua grande esperienza discografica, Alfredo da questo momento parteciperà ai più grandi successi discografici italiani, sia come musicista che co-produttore che come co-arrangiatore. Nel 1989 lascia la Rai perché la sua carriera comincia ad aprirsi a partecipazioni europee, da qui vari tour internazionali con formazioni jazz, fusion, tour con artisti, ecc., che lo consacreranno definitivamente come musicista di fama internazionale, e da qui le varie sponsorizzazioni a livello mondiale con i più grandi costruttori della industria di strumenti musicali. Nel 1990 forma i “GIULIA COMBO” insieme a sua moglie, Giulia Fasolino e con Matteo Fasolino, Charlie Cinelli e Gogo Ghidelli, realizzeranno un disco che avrà un buon successo di critica e pubblico, il gruppo dopo 2 anni si scioglie. Nel 1994 la formazione degli “ORO”, che lo porterà a “Sanremo giovani” come vincitori e a “Sanremo”, il gruppo riscuote un buon successo che porterà a 2 tour italiani. Nel 1996 Alfredo lascia il gruppo. La sua collaborazione con Giulia Fasolino, Charlie Cinelli e Gogo Ghidelli continua fondando la “CAMBIOMUSICA”, scuola ed edizione musicale, che porterà risultati eccellenti a livello editoriale e didattico. La “CAMBIOMUSICA” diventa editore e co-editore di grandi artisti italiani e non (Mina, Celentano, Renato Zero, Monica Naranjo, …), e la scuola sforna allievi che si inseriscono nel panorama musicale italiano, sia nella discografia che in formazioni jazz che in tour (883, Raf, De Gregori, Antonella Ruggiero, Finardi, Fiorello, Gianluca Grignani, Elisa, Ciffarelli, …). Un momento importante è la collaborazione con Eros Ramazzotti, Alfredo partecipa ai suoi dischi e a due dei suoi tour mondiali più riusciti. Per Alfredo con Mina, si apre un capitolo importante professionalmente, sia come musicista e come editore e arrangiatore, e questo porta ad una bellissima collaborazione con Massimiliano Pani, figlio produttore ed arrangiatore di Mina, con cui instaura insieme a Giulia Fasolino un rapporto di lavoro che li condurrà a realizzare produzioni nazionali ed internazionali. Per la “CAMBIOMUSICA” con Bruno Zucchetti e Giulia Fasolino ha recentemente creato un team di produzione che ha all’attivo come primo anno di vita la produzione e realizzazione dell’ultimo CD di Monica Naranjo, artista spagnola molto famosa nel suo paese, che si appresta ad uscire a livello mondiale con la Sony Music, in cui sono presenti produttori di fama internazionale (Sam and Luis-Anastasia, Greg Alexander, Brian Rawlin-Cher). Questo team di produzione sta collaborando con le Major della discografia internazionale. Alfredo Golino ha ricevuto vari riconoscimenti, Telegatto come miglior musicista, due dischi d’Oro come Produttore ed arrangiatore e come artista, svariati premi da organizzazioni musicali specializzate e anche un GRAMMY Awards 2001 come musicista per la partecipazione al disco di Alejandro Sanz, artista spagnolo con più di 10 milioni di dischi venduti nel mondo. Alfredo Golino si può tranquillamente definire un musicista completo che, grazie al grande talento e alla grande professionalità, ha dato tantissimo alla musica, sempre avvicinandosi a qualsiasi tipo di esperienza con grande umiltà, amore e curiosità, senza limitazioni di generi musicali, con una grande apertura mentale che gli ha consentito di seminare e di raccogliere poi meritatamente stima e sincera ammirazione da parte di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui, questo gli consente di avere le doti e le caratteristiche per poter trasmettere a chi è più giovane di lui, un bagaglio di preparazione e di entusiasmo per questo mestiere, che lo aiuterà ad affrontare il suo futuro, sia tecnicamente che emotivamente.

Tag: , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *