Intervista a Claire Audrin, al primo singolo in Italia


a cura di Federica Baioni

17 Lug 2021 - Commenti live!, Dischi

Dalle strade di Londra al debutto in italiano, la cantautrice Claire Audrin che suona le cose, vincitrice assoluta di LAZIOSound, presenta il suo primo singolo in italiano Sospesa. Abbiamo intervistato l’artista.

Il 25 Giugno è uscito Sospesa, primo singolo in italiano di Claire Audrin, vincitrice assoluta del contest “LAZIOSound Scouting 2021”. Il contest organizzato da Regione Lazio e dedicato ai talenti musicali under 35, ha premiato il talento di questa cantautrice (al secolo Chiara Rigoli) che si è aggiudicata il primo posto nella propria categoria “Songwriting Heroes” e il primo premio assoluto, che le darà la possibilità di realizzare il suo primo disco in italiano.

Dalle strade di Londra dove si è esibita come busker fino al palco di Ermal Meta, passando per le collaborazioni con Alvaro Soler e Michele Bravi, Claire Audrin è ora pronta ad aprire un nuovo capitolo del proprio percorso musicale. Lo fa con un brano intimo, nel segno della rinascita e dell’emancipazione da un rapporto tossico. La nostra intervista.

D. Ciao Claire, innanzitutto complimenti per il tuo brano, e congratulazioni per la tua vittoria; ci racconti come è nato Sospesa e di cosa parla?

R. Ciao! Grazie per i complimenti! Sospesa è il mio primo brano in italiano dopo un percorso musicale interamente in inglese e sono molto contenta che finalmente sia uscito. È un brano al quale sono molto legata, è autobiografico e parla di un momento della mia vita particolare in cui mi sono trovata in un rapporto nocivo per me. È un brano carico di rabbia ma nello stesso tempo che mi dà la carica. L’ho scritto in pochi minuti e riascoltandolo ho visto me stessa dall’esterno e mi sono resa conto che era il momento di reagire e liberarmi da quel rapporto e tornare ad essere serena.

D. È il tuo primo singolo in italiano, dopo un album e un percorso composto da canzoni in lingua inglese. Cosa ti ha spinto a fare questo cambio, e come è cambiato (se è cambiato) il tuo modo di scrivere le canzoni?

R. Ho sperimentato per la prima volta la scrittura in italiano perché mi era stato proposto di scrivere come autrice, ma poi ho deciso di tenere quel brano per me perché mi piaceva molto e trattava un tema troppo personale per darlo a qualcun altro. Da quel momento ho iniziato a scrivere solo in italiano e ho scoperto che è molto più naturale perché è la mia lingua madre, quindi riesco ad esprimermi meglio e soprattutto ad essere capita da tutti senza più filtri. All’inizio sicuramente la scrittura dei testi è stata più complicata, le parole in italiano sono più lunghe e meno musicali dell’inglese, ma portare a termine un testo che ha un bel sound poi mi dà molta più soddisfazione e lo sento più sincero.

D. Con LAZIOSound sei tornata ad esibirti su un palco dal vivo, in un momento in cui la musica live subiva una battuta d’arresto; che cosa hai provato e cosa ha voluto dire per te?

R. Per me LAZIOSound è stato veramente uno spiraglio di luce nel buio. È stata un’emozione enorme salire su un palco e suonare insieme ad altri musicisti dopo un anno, a prescindere dall’esito. La vittoria è stata completamente inaspettata; quando hanno annunciato il vincitore sono stata davvero felicissima, soprattutto perché uno dei premi era il finanziamento di un disco che era proprio quello di cui avevo bisogno in questo momento. Ora non resta che entrare in studio e farlo, i brani ci sono già tutti, non vedo l’ora!

D. Ermal Meta lo scorso 19 giugno è stato ospite di Musicultura 2021; tu hai avuto modo di aprire alcuni suoi concerti. Che ricordo hai e com’è nata questa collaborazione?

R. Le due aperture del “Non abbiamo armi tour” di Ermal Meta sono una delle cose più belle che mi siano capitate finora nella mia carriera artistica e forse nella vita. Ho un ricordo bellissimo di tutto, dell’ansia prima del concerto e della prima nota che ho suonato che in pochi secondi ha eliminato quell’ansia e mi ha fatto sentire bene come mai nella vita. È stata un’emozione incredibile salire su un palco così importante e davanti ad un pubblico così numeroso, non ero abituata! Ho conosciuto Ermal sul set del suo videoclip A parte te del quale ho curato la regia, il montaggio e gli effetti visivi e in quell’occasione gli ho fatto ascoltare delle mie cose che lui ha apprezzato molto.

D. Restando in tema nomi noti, hai ri-arrangiato ed eseguito insieme ad Alvaro Soler e Michele Bravi la hit Sofia. Un’esperienza nata dalla tua peculiarità di rendere strumenti gli oggetti comuni. Come sei arrivata ad Alvaro o come lui è arrivato a te?!

R. Nel periodo in cui portavo avanti il mio format di cover suonate con gli oggetti ero seguita dal network “Showreel” che lavorava anche con Michele Bravi. Mi hanno contattata per questa collaborazione perché hanno apprezzato il mio format e abbiamo realizzato tutto in poche ore, ma il risultato è stato davvero carino e ha avuto molto successo sul web.

D. Ti sei esibita come busker sia a Londra che per le strade della tua città; cosa ti ha insegnato e regalato questa esperienza e come la porti nella tua musica?

R. L’esperienza di busking è stata molto formativa per me. Ho deciso di iniziare a suonare per strada perché avevo una gran paura del palco, anche del semplice palco di un pub. Da quando ho iniziato a fare busking l’ho superata quasi completamente. La strada è il palco più difficile di tutti perché nessuno ti sta chiedendo di suonare, all’inizio è strano fermarsi in un punto, prendere la chitarra, attaccare microfono e amplificatore e iniziare a suonare, poi ci ho fatto l’abitudine e devo dire che riuscivo a catturare l’attenzione di molte persone.

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