Grande Amii Stewart – “Lady Day” al Sistina


Federica Baioni

19 Set 2003 - Commenti live!

Sensazionale trasposizione in chiave musical theatre al Sistina della vita sofferta e senza uguali di una delle signore del jazz di tutti i tempi: Billie Holiday all'anagrafe Eleonora Fagan meglio conosciuta con il nome di Lady Day (nome attribuitole dal sassofonista Lester Young).
A vestirne i panni e a prestarne la voce la cantante e attrice americana Amii Stewart già interprete di opere in musical come Jesus Christ Superstar di M.Piparo e Stabat mater di N.Piovani. Diretta da Massimo Romeo Piparo ormai una garanzia in fatto di musical theatre in Italia (da ricordare tra i suoi successi: Evita, Tommy, La Febbre del Sabato Sera e Jesus Christ Superstar) accompagnata da un cast di attori e ballerini coreografati da R.Salaorni e da una band diretta musicalmente da Emanuele Friello, Amii da vita al personaggio di Billie Holiday vivendo sul palco le stesse emozioni della regina dello swing cercando di emularla nello stile canoro anche se a differenza dell'originale rimane imprigionata nella chiave di spettacolarizzazione cara al genere musical a scapito di quella sofferenza e quel dolore vera fonte di ispirazione nel song book di Billie Holiday. Ricostruzione scenica ed allestimento in vero stile jazz club anni'40 vedono impegnati lo scenografo Giancarlo Muselli e per i costumi Renato Geraci. Accanto alla Stewart a vestire i panni dell'amico fidato Fletcher vero alter ego di Billie, è il cantante e attore Timothy Martin dotato di un incredibile registro vocale e di uno straordinario carisma scenico. Oltre a lui sulla scena Massimo Reale, giovane attore che interpreta Frank ovvero l'io narrante di tutto lo show che, attraverso un cambio di personaggi forse un po' deboli di intenzione, incarna i tanti uomini che hanno attraversato la vita di Lady Day e che hanno scandito la sua carriera d'artista. Nota di merito va senz'altro a tutta l'orchestra una vera band di musicisti e formidabili attori che oltre ad un magistrale contributo di ensenble jazz si prestano in chiave ironica ed in vero stile di entertainers a fare da spalla alla cantante in più di una scena. Diretti dal pianista compositore ed arrangiatore Emanuele Friello già collaboratore di Piparo per le precedenti mise en scene musicali, ci riportano nei jazz club newyorkesi dell'epoca dove si suonava lo swing che da lì a pochi anni diventerà il parente stretto e antesignano del genere be bop. Ai brani cari alla tradizione jazz anni'30 e '40 interpretati dalla Holiday quali: Lover Man, The man I Love, God Bless the Child, Strange Fruit, Fine and Mellow e Don't Explain si aggiungono standard jazz come Night and Day di Cole Porter, It don't mean a thing di Duke Elligton e Lady is a Tramp che, seppur sono lontani qualche anno da B.Holiday, restituiscono al musical quell'onnivalenza nazional popolare.
(Federica Baioni)


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