Gospodin sceglie la prigione


di Patrizia Isidori

8 Gen 2015 - Commenti teatro

Claudio Santamaria in Gospodin MusiculturaonlineAscoli Piceno. Rincorre l’utopia il Gospodin del giovane autore tedesco Philipp Löhle a cura del Goethe Institute con la regia di Giorgio Barberio Corsetti. In tre sulla scena del Teatro Ventidio Basso: il bravo e ormai famoso Claudio Santamaria, Valentina Picello e Marcello Prayer che hanno interpretato le vicissitudini di questo strano personaggio in lotta perenne contro un mondo che non riesce ad accettare. Un’angoscia legata al desiderio di una realtà che non sia strangolata dal capitalismo e dal consumismo, feroce critica agli aspetti del contemporaneo stile di vita che ci siamo scelti o meglio che ci è stato imposto, facendoci credere che fosse una specie di paradiso, senza renderci conto del prezzo che avremmo tutti pagato e senza possibilità di scampo e niente ritorno. Chi come Gospodin si ostina a voler vivere senza denaro o i consueti beni diGospodin-1 Musiculturaonline consumo, niente lavoro e il baratto come unica possibilità di sopravvivenza, è considerato un folle da chi lo circonda. Con l’epilogo della prigione a causa di una losca questione di denaro in cui si trova impigliato a sua insaputa per aiutare un amico, ma lui si trova benissimo. La disperazione non coglie affatto il personaggio, portato dall’autore ad un eccesso surreale che strappa un amaro sorriso ma ci fa certo riflettere molto, al contrario afferma di aver trovato in quella reclusione la sua aspirata dimensione, dove, come afferma lui stesso, non esistono soldi, si lavora ma in cambio di vitto e alloggio e niente scorribande tra le follie di una città soffocante o file in allucinanti ipermarket.  Molto interessante la scena dello stesso Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti la cui parte integrante è l’interazione degli attori con contributi video di Lorenzo Bruno e Alessandra Solimene, proiettati su tre grandi pannelli e realizzati con tecniche varie di graphic animation e video mapping, nuova frontiera dell’arte e della tecnologia che crea effetti scenici molto affascinanti su varie superfici, il tutto arricchito dalle luci di Gianluca Cappelletti. “Gospodin – come afferma il regista – è eroicamente testardo, convinto della sua strada, sperimenta la città ed il mondo di oggi nel suo poetico e tragico rifiuto dell’unico elemento che fa girare il mondo, il denaro…E’ un personaggio paradossale, che esprime la sua poesia con i suoi atti di negazione, che fa del paradosso il suo modo di vivere.” Nella sua lunga e prestigiosa carriera di regista, Giorgio Gli applausi finali MusiculturaonlineBarberio Corsetti ha firmato opere importanti per il teatro e l’opera lirica ed è tra i più importanti e principali esponenti del teatro di ricerca in Italia. Nel 1975 si è diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, poi  nel 1976 ha fondato la compagnia La Gaia Scienza. Lo spettacolo è il quarto appuntamento della stagione teatrale 14 -15 che è organizzata dal Comune e dall’Amat con il sostegno di Regione Marche, Ministero delle Arti e delle Attività Culturali e da Bim Tronto. Prossimo appuntamento il 6 e 7 gennaio con Alessandro Haber ne Il Visitatore… e noi lo racconteremo qui.

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