Gli omaggi a Berio


29 Mag 2003 - News classica

Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, accompagnato dalla signora Franca, è arrivato alle 9 e qualche minuto in via Vittoria, sede dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove era stata allestita la camera ardente per il maestro Luciano Berio, Presidente-Sovrintendente dell'Accademia, scomparso martedì. Ad accoglierlo c'era il vicepresidente dell'Accademia, M Sergio Perticaroli, il direttore generale Giancarlo Battista, il consigliere delegato Roberto Pertile, il consigliere di amministrazione Vittorio Ripa di Meana. Prima ancora del Presidente era giunto l'onorevole Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Il Presidente e la signora Ciampi si sono trattenuti per qualche minuto con la vedova del m , sig.ra Talia Pecker Berio prima di rendere omaggio alla salma del maestro.
Poco dopo le 11 è giunto il presidente della Camera, Pierferdinando Casini, alle 12 il sindaco Veltroni che, insieme al Maestro Riccardo Chailly, ha tenuto una breve commemorazione del grande musicista.
La morte di Berio ha provocato in città una vera emozione. L'ho registrato di persona quando ho dato l'annuncio durante il Festival delle Letterature. Il pubblico ha tributato un applauso carico di riconoscenza per questo grande della cultura contemporanea. La sua è stata una vita spesa a viaggiare nello spazio e nel tempo. Nello spazio per quella curiosità che lo portava verso tutte le culture del mondo, per il tempo perchè le sue passioni andavano da Monteverdi alla musica contemporanea. Ma ciò che più mi ha colpito in lui è stata la grande passione civile. Ricordo ancora i bigliettini che mi mandava quando ero al governo e facevo qualcosa che gli piaceva. Pur non conoscendomi prendeva carta e penna e mi scriveva con un'intimità particolare. Poi c'è stato il grande sogno realizzato dell'Auditorio. Se a Roma è stato possibile realizzare l'Auditorio, lo si deve alla cura, all'intelligenza, alla passione di Luciano. E ho capito l'affermazione di Renzo Piano il quale ha la sensazione di aver perso una sua metà . Luciano era figlio di un tempo e di una generazione di intellettuali, come Umberto Eco, che non esistono più. Avevano attraversato la guerra e hanno vissuto e combattuto con la speranza di un'Italia diversa. Luciano lo ha fatto con una straordinaria coerenza. Un coerenza di fondo non quella delle piccole cose, non la coerenza del ruscello, ma quella del fiume. Ci colpivano sempre, nelle riunioni del consiglio di amministrazione, il suo rigore e la sua fantasia .
Ha preso poi la parola il direttore Riccardo Chailly, il primo a dirigere la Turandot con il finale riscritto da Berio. Poche, commosse parole. Ho avuto la notizia un'ora prima del concerto a Milano e, quando l'ho comunicata al pubblico, le persone hanno avuto quasi un sussulto. Sì, Berio era un uomo che tutto il mondo ci invidia, un musicista che ha scritto opere oggi inserite normalmente nel repertorio delle orchestre, un uomo consapevole della sua grandezza ma sempre disposto a mettersi in discussione. Non dimenticherò mai l'entusiasmo che ci ha unito per “Rendering” da Schubert e quando abbiamo messo in scena “Turandot . A questo punto il maestro si è interrotto sopraffatto dall'emozione.
Il professore d'orchestra Agostino Spera, trombonista dell'Orchestra di Santa Cecilia, rappresentante sindacale ha voluto ribadire che non siamo qui solo per una ragione di protocollo ma perchè Berio rappresentava per noi la vita .
Durante la mattinata sono venuti a rendere omaggio al Maestro artisti, politici e singoli ammiratori, studenti. Tra gli altri Franco Buitoni, Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Giorgio Battistelli, Vincenzo Visco, Giorgio Napolitano, Goffredo Bettini, Maurizio Pucci, Claudio Desderi, Francesco Ernani, Franco Mannino, Stefano Mazzonis, Furio Colombo, Suso Cecchi D'Amico, Marcello Panni, Pierluigi Petrobelli, Paolo Baratta, Carmelo Rocca, Roman Vald, Alda Caiello, che ha cantato moltissime opere e i Folk song del Maestro, Michele Dall'Ongaro, Roberta Carlotto, Simona Marchini, Davide Croff, Giancarlo Cimoli.
Oltre alla corona dell'Accademia di Santa Cecilia sono giunte le corone della Presidenza della Repubblica, del Comune di Roma, i fiori della Scala di Milano, della Japan Art Association, di istituzioni italiane e straniere, e semplici mazzi portati da amici e ammiratori. I Gonfaloni del Comune e della Provincia di Imperia.
Accanto alla bara c'era un leggio con una grande foto del maestro, scattata da una delle figlie, Marina.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *