Faenza, Tredozio e Forlì: tutto il piano e violino di Beethoven


10 Lug 2003 - News classica

Per gli amanti di Beethoven Emilia Romagna Festival offre per la prima volta un'occasione da non perdere. Due grandi solisti, Pierre Hommage e Daniele Alberti, proporranno l'integrale delle sonate per violino e pianoforte del compositore tedesco in un itinerario musicale in tre serate che inizieranno venerdì 11 luglio nel chiostro del Museo delle Ceramiche di Faenza, per passare domenica 13 a Tredozio a Palazzo Fantini e giungere lunedì 14 a Palazzo Orsi Mangelli a Forlì. Luoghi che da anni ospitano i concerti del Festival e confermano anche quest'anno l'amore per la musica; un vero incontro di arti al MIC di Faenza dove prima e dopo il concerto il pubblico potrà visitare il museo e degustare ottimi vini del territorio. Palazzo Fantini poi ha scelto proprio la musica (altri tre i concerti in calendario) per festeggiare i suoi 250 anni e si è inserito nel progetto Suoni Di-Vini che promette ottime proposte enogastronomiche per accompagnare con profumi e sapori le note di Ludwig van Beethoven. Inizio concerti ore 21.15.

Il programma

Faenza 11 luglio
Sonata in re maggiore op.12 n.1 Sonata in la maggiore op.12 n.2 Sonata in mi bemolle maggiore op.12 n.3 Sonata in la minore op.23.
Sono dedicate ad Antonio Salieri, le tre Sonate per violino e pianoforte op. 12. Erano gli ultimi anni del Settecento, Mozart se n'era andato sei o sette anni prima, e a Vienna qualcuno aveva chiacchierato, ma, come si sa, con la precoce scomparsa del divin bambino il grande Salieri non aveva avuto nulla a che vedere. Ebbe invece a che vedere con il completamento della formazione di Beethoven, che lo frequentò per un decennio, a Vienna, al fine di apprendere al meglio il trattamento della vocalità italiana (in molte composizioni beethoveniane su testo di Metastasio compaiono le correzioni autografe del maestro di cappella imperiale). Di poco più tarda, ovvero del 1800-1801, gli anni degli esordi sinfonici, è la drammatica e intensa Sonata in la minore op. 23, dedicata, così come la celebre Primavera , a Moritz von Fries.

Tredozio 13 luglio
Sonata in fa maggiore op.24 La Primavera Sonata in la maggiore op.30 n.1 Sonata in do minore op.30 n.2 Sonata in sol maggiore op.30 n.3.
Siamo a metà cammino, e sarà per la titolazione felice, ma La Primavera appare davvero come una lama di luce tra altri più cupi tormenti. Alcuni di questi ultimi escono per esempio nell'opera 30, e in particolare nella seconda e ampia Sonata in do minore, tonalità scurissima. Ma la Primavera no, è un episodio gioioso che trova un notevole spessore nell'accorto trattamento dei due strumenti. Visto che uno strumento ad arco e un pianoforte, di per sè, sono lontani assai, Beethoven lavora sul contrasto. Se il violino è melodico e canta, il pianoforte risponde con strutture accordali, e alla tessitura acuta dell'uno corrisponde, frequentemente, la discesa verso il grave dell'altro. Ci si avvicina al passo decisivo: questo è l'ultimo Beethoven capace di raccontare la felicità senza contropartite.

Forlì 14 luglio
Sonata in sol maggiore op.96 Sonata in la maggiore op.47 Sonata a Kreutzer .
Si chiude il ciclo. Sono le ultime due Sonate per violino e pianoforte di Beethoven. La prima, l'opera 47, è nota come Sonata a Kreutzer ed è stata composta nel periodo centrale della produzione beethoveniana, ancora vicina, per esempio, alle tre Sonate op. 30 destinate ad Alessandro I di Russia: quelle nel 1802, questa tra il 1802 e il maggio 1803. La Sonata opera 96, dedicata all'arciduca Rodolfo cui sarà destinato anche lo splendido Trio op. 97, fu invece ascoltata per la prima volta alla fine del dicembre 1812. Nell'ultima Sonata, Beethoven mostra un altro passo verso la tecnica della variazione adottata in maturità : il tema tende a dileguarsi, trasformato al punto da rendersi difficilmente riconoscibile. Con la Sonata a Kreutzer, invece, siamo di fronte al mito, complice il romanzo breve di Tolstoj che porta questo stesso titolo, e nel quale l'opera beethoveniana è citata ben poco, anche se con incredibile forza: la Kreutzer sarebbe insomma il sintomo stesso della capacità della musica di produrre letteralmente sconquassi interiori, violenti effetti psicologici. à una sonatona , la Kreutzer : possente, aggressiva, è quasi un concerto, come è stato detto, è un piccolo concerto per violino e pianoforte, ha una dimensione di respiro quasi orchestrale. Da osservare l'importanza che in queste due ultime Sonate continua ad avere il pianoforte: oggi si può considerare come una forza del Beethoven per violino e pianoforte, mentre a inizio Ottocento questo protagonismo pianistico era forse un segno settecentista, destinato a elidersi poco a poco.

Gli artisti

Definito un magnifique violiniste da Olivier Messiaen, PIERRE HOMMAGE si è diplomato al Conservatoire National Supèrieur de Musique di Parigi sotto la guida di Christian Ferras. Si è perfezionato con Henryk Szeryng e Franco Gulli all'Accademia di Siena. Ha iniziato un'intensa carriera come solista esibendosi in prestigiose rassegne concertistiche in Italia e all'estero (Slovenia, Francia, Belgio, Svizzera, Portogallo, Russia, Stati Uniti). Ha suonato con prestigiose orchestre a Parigi, Londra, Madrid, Mosca, S. Pietroburgo, Messico, Avignone, Marsilia, Grenoble, Brescia, Bucarest, Moldavia e molte altre. Recentemente ha interpretato in qualità di solista il Concerto di Sybelius con la London Symphony Orchestra sotto la direzione di Pierre Boulez. In occasione delle celebrazioni del trecentesimo anniversario della nascita di J. S. Bach, si è esibito a Cremona accanto a Salvatore Accardo e Shlomo Mintz (che ha inaugurato Emilia Romagna Festival il 10 luglio a Forlì). Appassionato di musica da camera collabora abitualmente con musicisti quali Federico Agostini, Raphaà l Oleg, Michel Lethiec, Bruno Rigutto.
Ha effettuato registrazioni televisive e radiofoniche per Radio France, RAI, BBC. Ha al suo attivo anche incisioni discografiche, per la maggior parte con opere di compositori francesi, che occupano un posto particolare nel suo vasto repertorio. à stato docente al Conservatorio Nazionale di Marsiglia per oltre dieci anni.

DANIELE ALBERTI, diplomato col massimo dei voti, lode e menzione speciale della giuria al Conservatorio di Brescia, ha inoltre conseguito il diploma superiore all'Ecole Normale de Musique Alfred Cortot di Parigi, col massimo dei voti e menzione speciale della giuria. Già affermato in numerosi concorsi internazionali, nel 1985 consegue il primo premio assoluto al Concorso Internazionale di Parigi. Tale successo sancisce l'inizio di una brillantissima carriera che lo vede protagonista nelle Stagioni e nei Festival più prestigiosi d'Europa e d'America. Ha suonato nelle sale e nei teatri più importanti di Londra, Parigi (Teatro Chatelet, Salle Pleyel, Salle Gaveau), Mosca (Sala Grande del Conservatorio, Philarmonica) Berlino, Bruxelles (Teatro della Monnaie), Milano (Sala Verdi), Madrid, Barcellona, Ginevra, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Varsavia (Philarmonica), Praga (Rudolfinum). Ha effettuato registrazioni radiofoniche per RAI, Radio France, Antenne Deux, CBS Broadcasting Association, Radio Dos.
Nel settembre 1999, nel corso delle Commemorazioni del 150 anniversario della morte di Chopin, è stato invitato a tenere un recital per Sua Santità Giovanni Paolo II a Castelgandolfo. Nel 2002 ha debuttato con l'Orchestra Filarmonica di Mosca e il grande successo ottenuto gli è valso l'invito a suonare con l'Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo nel 2003 sosterrà una lunghissima tournèe che lo vedrà protagonista insieme ad alcuni tra i più celebri direttori come K. Penderecki, Y. Temirkanov e altri.
Daniele Alberti è anche docente di fama internazionale e tiene regolarmente master class in Europa e negli Stati Uniti, lo scorso anno ha tenuto una serie di incontri nelle più celebri Università americane ed è direttore di un centro studi musicali internazionale a Parigi. All'attività di concertista e di docente affianca anche, con grande entusiasmo, quella di direttore artistico. Negli ultimi anni ha curato la realizzazione di alcuni eventi di grande livello musicale e culturale che hanno avuto luogo in diverse capitali europee ed è direttore artistico delle Settimane Musicali Bresciane e del Festival Internazionale Armonie sotto la Rocca giunto alla sua 7 edizione.

INGRESSO GRATUITO: FAENZA FORLà
INGRESSO 5 : TREDOZIO.

INFO:
Associazione Emilia Romagna Festival
tel. 0542.25747 fax 0542.612972
www.emiliaromagnafestival.org info@emiliaromagnafestival.org
Forlì, Ufficio Cultura
tel. 0543.712164 712165
Faenza, Museo Intern. delle Ceramiche
tel. 0546.697311
Comune di Tredozio
tel. 0546.943937


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *