Claudio Bisio si racconta in “La mia vita raccontata male”


di Elena Bartolucci

26 Feb 2022 - Commenti teatro

Lo spettacolo firmato Francesco Piccolo entusiasma il pubblico del Teatro delle Muse di Ancona.

(ph. Marina Alessi)

Ancona – Sabato 19 febbraio, al gremito Teatro delle Muse di Ancona è andata in scena una delle repliche pomeridiane dello spettacolo “La mia vita raccontata male”.

Sulle parole di “Discanto” di Ivano Fossati ha inizio un breve ma intenso viaggio in compagnia del grande mattatore e attore comico Claudio Bisio, che con grande semplicità snocciola sul palco brevi e simpatici aneddoti e momenti di vita.

“Un po’ romanzo di formazione, un po’ biografia divertita e pensosa, un po’ catalogo degli inciampi e dell’allegria del vivere, La mia vita raccontata male ci segnala che se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all’indietro la strada è ben segnalata da una scia di scelte, intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli, spesso tragicomici o paradossali.”

Il testo attinge dall’enorme e variegato patrimonio letterario di Francesco Piccolo, dipanandosi in una eccentrica sequenza di racconti e situazioni che inesorabilmente costruiscono una vita che si specchia in quella di tutti: “dalla prima fidanzata alle gemelle Kessler, dai mondiali di calcio all’impegno politico, dall’educazione sentimentale alla famiglia o alla paternità, dall’Italia spensierata di ieri a quella sbalestrata di oggi, fino alle scelte professionali e artistiche che inciampano in Bertolt Brecht o si intrecciano con Mara Venier”.

Lo spettacolo è montato in modo da essere un continuo ping-pong, perfido e divertente al tempo stesso, tra vita pubblica e privata, reale e romanzata, racconta ‘male’, in musica e parole.

Si tratta quindi di “una indiretta riflessione sull’arte del narrare, su come il tempo modifica e trasfigura gli accadimenti, giocando spesso a idealizzare il passato, cancellando i brutti ricordi e magnificando quelli belli, reinventando così il reale nell’ordine magico del racconto”. Perché fondamentalmente spesso ci troviamo a vivere una vita che non avremmo mai immaginato, ma scappare non è mai la soluzione giusta.

La leggerezza e al tempo stesso il sarcasmo con cui vengono trattati argomenti forti come l’innamoramento, l’adozione e il pensiero politico non fanno altro che sottolineare l’incredibile e rinomata bravura dello scrittore Francesco Piccolo.

Premio Strega nel 2014 per Il desiderio di essere come tutti, Piccolo è autore di numerosi libri di successo, da La separazione del maschio a Momenti di trascurabile felicità a L’animale che mi porto dentro. Pluripremiato anche per il suo lavoro di sceneggiatore, ha collaborato tra gli altri con registi come Nanni Moretti, Paolo Virzì, Silvio Soldini, Marco Bellocchio, Francesca Archibugi e Saverio Costanzo. Autore molto amato da un pubblico eterogeneo, è in grado di regalare “una scrittura accurata e attenta alle piccole cose di ogni giorno, ai sentimenti come alla coscienza sociale e individuale, ritraendo con garbo e ironia l’Italia dei nostri tempi”. 

Francesco Piccolo, Claudio Bisio e il regista dello spettacolo Giorgio Gallione avevano già collaborato insieme in Monsieur Malaussène (1997), tratto dall’opera di Daniel Pennac. Nasce poi un vero e proprio sodalizio artistico che successivamente ha dato vita agli spettacoli La buona novella (2000), I bambini sono di sinistra di Michele Serra (2003), Grazie di Daniel Pennac (2005), Seta di Alessandro Baricco (2007), Io quella volta lì avevo venticinque anni di Giorgio Gaber e Sandro Luporini (2009) e Father and son di Michele Serra (2014).

Sul palco Claudio Bisio è in compagnia dei due musicisti d’eccezione Marco Bianchi e Pietro Guarracino, i quali eseguono dal vivo con notevole maestria le musiche firmate da Paolo Silvestri.

Le magnifiche scene e i costumi sono di Guido Fiorato e la regia è di Giorgio Gallione. Lo spettacolo è una produzione Teatro Nazionale di Genova.

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