Cesare Catà analizza il concetto di addio nei rapporti amorosi


di Elena Bartolucci

10 Nov 2022 - Commenti teatro

Un ottimo inizio per la stagione teatrale dell’associazione Lagrù grazie al filosofo e performer teatrale di origini marchigiane.

(Fotografie ©Elena Bartolucci – Musiculturaonline)

Sant’Elpidio a Mare (FM) – Venerdì 4 novembre presso l’Auditorium “Giusti” si è aperta la stagione teatrale promossa dall’Associazione culturale e di promozione sociale Lagrù con una lezione-spettacolo di Cesare Catà intitolata “Nell’eco immensa dell’addio”.

Filosofo, storyteller e performer teatrale, Catà è anche autore di saggi di filosofia e letteratura, traduzioni, testi drammatici e racconti. Si esibisce regolarmente con monologhi e lezioni-spettacolo che seguono più o meno sempre la struttura narrativa, ma che sanno ogni volta stupire gli spettatori grazie ad analisi divertenti e profonde degli argomenti più disparati.

Questo nuovo spettacolo intende analizzare il tema dell’addio partendo proprio dal buco narrativo che inevitabilmente si percepisce nello storytelling di qualsiasi storia. Manca infatti quasi sempre la possibilità di scoprire cosa avviene dopo la parola fine di un libro o un film e capire se esiste davvero l’happily ever after.

La parola addio acquisisce quindi un significato profondo e Catà ne analizza anche le sfumature nelle varie combinazioni linguistiche. L’addio è quindi legato al fatto che incontrarsi con la persona amata abbia avuto un senso più profondo, rendendo l’altro o l’altra una persona migliore.

Il viaggio di Catà ha inizio dall’amor cortese e l’archetipo della storia d’amore che più è stata idealizzata nei secoli ossia quella di Tristano e Isotta. Un amore tragico che ha ispirato altre mille storie e da qui il performer vira nel mondo del cinema prendendo spunto da un’altra intensa storia d’amore raccontata in Come eravamo del 1973 in cui i due incredibili protagonisti, Robert Redford e Barbra Streisand, hanno saputo portare in scena una delle storie sentimentali più profonde e malinconiche mai raccontate prima.

Se il cinema ha saputo prendere spunto dal passato, anche gli stessi miti greci presentano delle similitudini che si ripetono. Da Tristano e Isotta, arriva il momento di Teseo e Arianna: la velocità di narrazione e l’incredibile capacità di sintesi di Catà non possono che ammaliare gli spettatori con il suo racconto. Dopo la lettura di Bright star di John Keats, la scaletta prevede persino la visione del trailer del famoso film I ponti di Madison County di Clint Eastwood, il quale fornisce all’oratore sul palco un nuovo spunto per spiegare come la trama di questo famoso lungometraggio non rappresenti altro che l’archetipo per eccellenza della storia di due protagonisti che, in pochissimo tempo, si innamorano e al tempo stesso comprendono che non potranno mai stare insieme seppure il loro legame resterà indissolubile per sempre.

La serata si sposta poi sul rapporto tra Freud e Jung affrontando così la tematica della libido nel rapporto amoroso, da lì si fa di nuovo un salto indietro nel tempo con Abelardo ed Eloisa facendo poi un balzo avanti nominando Ernest Hemingway e Marlene Dietrich o scomodando addirittura Odisseo e Nausicaa, anch’essi un esempio perfetto di tutti quegli amori non sincronizzati, dimenticati o semplicemente sfalzati, il cui topos è stato portato sul grande schermo con un film moderno come La La Land di Damien Chazelle, di cui viene mostrata una breve scena.

Amare in maniera assoluta significa non dimenticare quell’appagamento totale che rende una coppia una cosa sola ma al tempo stesso comprendere quando arriva il momento di dire basta e, pur dicendosi addio, di volere semplicemente il bene dell’altro. In fondo amarsi è anche questo ossia vedere un lieto fine anche per quelle storie che terminano apparentemente male.

La cifra stilistica di Catà è riconoscibilissima dal fatto che riesce ogni volta a miscelare con grande maestria riferimenti filosofici, letterari e cinematografici insieme a battute ironiche in dialetto marchigiano.

Questa volta la lezione-spettacolo è costruita anche attorno alla danza coreografata e portata in scena da una bravissima e intensa Manuela Recchi che, interagendo con le immagini e le parole, tenta di sviluppare lo stesso nucleo tematico attraverso una serie di performance live. Ottima la prova in generale soprattutto per l’inizio e l’esibizione sulle note di Memory mentre le altre (tra cui anche un passo a due con lo stesso Catà un po’ incerto nei movimenti e nelle prese) hanno macchiato leggermente uno spettacolo di livello, costruito senza interruzioni ma che riesce comunque a conquistare tutti gli astanti in sala.

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