Bosca onora il ricordo di Fenoglio


di Elena Bartolucci

6 Ott 2022 - Commenti teatro, Letteratura

Una degna conclusione del festival letterario “Libri a 180°”, a Sant’Elpidio a Mare, col monologo di Andrea Bosca su “Ma il mio amore è Paco” di Beppe Fenoglio.

Sant’Elpidio a Mare (FM) – Nel piccolo teatro Cicconi di Sant’Elpidio a Mare si è conclusa la rassegna “Libri a 180°”. Prima di dare inizio allo spettacolo, la giovanissima direttrice artistica Giulia Ciarapica ha ringraziato il sindaco Alessio Pignotti, il quale ha elogiato a sua volta lo spessore del programma dell’intero festival, auspicando di poter continuare a investire sulla cultura del territorio anche in futuro.

Nell’edizione 2022, la conclusione di questo festival letterario è stata affidata all’attore Andrea Bosca, il quale si è cimentato nella lettura di un monologo dal titolo “Ma il mio amore è Paco” di Beppe Fenoglio.

Quest’anno ricorrono esattamente cento anni dalla nascita dello scrittore considerato dall’interprete piemontese «un narratore infaticabile, solitario, appassionato, politico, “lo scrittore partigiano” che ha saputo fare della propria esperienza vissuta, un assoluto letterario».

Bosca ha inoltre dichiarato: “Mi unisce a Fenoglio l’amore indissolubile per la mia terra, per la Langa – che diventa il simbolo di tutte le province italiane –, per la gente di questi luoghi cresciuta con l’idea che il lavoro è l’onore del mondo, quando non la migliore preghiera. Ma pure quella voglia di cercare, di misurarsi, di restare attaccati ad una concretezza. E insieme, la voglia, l’azzardo, una volta incamminatisi, di voler arrivare fino in fondo ad una questione. Recitarlo oggi, all’età esatta in cui Beppe Fenoglio ci ha lasciati, mi dà una strana consapevolezza. Qualcuno la chiamerebbe responsabilità… Certamente un onore che, da ragazzo, mai avrei immaginato. […] Per questo spettacolo ho immaginato un arco narrativo che unisce come un filo invisibile i racconti di Fenoglio che ho divorato da ragazzo e ripreso in mano così tante volte nella vita da perderne il conto”.

Ma il mio amore è Paco è un racconto veloce, ironico, denso di parole e ricco di personaggi, caratterizzati nei minimi dettagli che prendono vita anche e soprattutto all’uso ottimo della voce dello stesso Bosca sul palco, completamente da solo.

Il punto di vista è quello di un nipote spedito in vacanza dai suoi zii. Sarà proprio la figura quasi mitica dello zio Paco che gli consentirà di scoprire lati della vita fuori controllo e irrazionali, mai visti prima.

Una scenografia asciutta e un uso parsimonioso delle luci rendono l’atmosfera molto intima: l’interprete scandisce i diversi momenti del racconto spostandosi semplicemente da una seggiola all’altra, imbracciando i pochi fogli tra le mani e facendo scivolare via le parole come un fiume in piena.

Le avventure e i segreti della gente comune e delle figure familiari si intersecano in un racconto roboante quasi dalla struttura cinematografica, il cui ritmo è spezzato solo da piccoli intermezzi musicali. In questo caso risulta opinabile la scelta di voler accostare ad esempio le grandi musiche del Maestro Ennio Morricone a momenti del racconto molto intensi e impegnativi.

La bravura di Bosca sul palco è stata purtroppo ripagata da pochi applausi vista la scarsissima presenza di astanti in sala. Spettacoli di questo spessore e contenitori come il festival letterario Libri a 180° meritano sicuramente maggiore risonanza mediatica e affluenza di pubblico. Il testo è di Beppe Fenoglio, i costumi portano la firma di Tommaso Lagatolla mentre lo spazio e le luci sono di Tommaso Contu.

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