All’uscita del disco “Coracao Vagabundo” abbiamo intervistato il duo Francesca Leone e Guido Di Leone


a cura della Redazione

22 Giu 2021 - Commenti live!

Un’intervista realizzata al duo artistico Francesca Leone e Guido Di Leone per la pubblicazione del disco “Coracao Vagabundo” (Abeat Records), un viaggio nei ritmi sudamericani.

Francesca Leone e Guido Di Leone: un duo artistico collaudato e caratterizzato da eleganza e tecnica. Hanno recentemente pubblicato il disco “Coracao Vagabundo” (Abeat Records). Un viaggio nei ritmi sudamericani da loro tanto amati ed in compagnia del Trio Corrente. Ne abbiamo parlato con loro.

INTERVISTA

D. Ciao Francesca e Guido, è da poco uscito il vostro nuovo album “Coracao Vagabundo”. Alle vostre spalle già anni di collaborazione. Come e quando avete deciso di lavorare insieme?

R. La nostra unione nasce venticinque anni fa, tra le mura della scuola di musica “Il pentagramma” di Bari dove io (Francesca) seguivo i corsi di improvvisazione e musica d’insieme di Guido. Per anni le nostre collaborazioni sono state occasionali, e dal 2005, con la mia prima produzione discografica, il rapporto si è consolidato, nell’incisione dei miei dischi più importanti… ma, nel 2019, scatta il desiderio di andare in sala di registrazione per “segnare” senza pianificare, parte del nostro nutrito repertorio in duo con la chitarra classica, con la sonorità dei padri della bossanova. Nasce così, grazie all’interesse di Mario Caccia dell’Abeat Record, “Tudo em Bossanova” seguito, dopo un anno, dall’attuale “Coracao Vagabundo”.

D. Da dove nasce la vostra passione per la Bossanova e in generale i ritmi sudamericani?

R. Siamo jazzisti ma in primis jazzofili fra gli altri con una particolare passione per il cool jazz e le sonorità morbide di certi musicisti di quell’epoca e di conseguenza anche per la raffinatezza del jazzsamba.

D. Passiamo a “Coracao Vagabundo”. Ci raccontate la genesi di questa release?

R. Agli esordi delle nostre carriere c’era una sorta di timore reverenziale nell’esprimerci ed incidere alla “brasiliana” ma, le frequenti collaborazioni con musicisti brasiliani ci hanno fatto capire che quel linguaggio è ormai sdoganato e patrimonio di chiunque lo voglia interpretare. Siamo una coppia anche nella vita, chitarrista e cantante le suonate informali ci accompagnano da sempre, e ad un certo punto con lo stesso spirito leggero abbiamo deciso, sin dallo scorso disco “Tudo em Bossanova” di imprimere appunto con solo chitarra classica e voce, parte del nostro immenso repertorio in stile di Bossanova.

D. In che modo è avvenuta la scelta dei brani da reinterpretare? 

R. In cinque ore di registrazione abbiamo registrato più di quaranta brani senza alcun arrangiamento, cogliendo dai nostri repertori di canzoni filojazzistiche sfruttando la nostra verve improvvisativa.

D. Che clima si è creato in studio di registrazione? 

R. Lo stesso clima, come dicevamo prima, del salotto di casa…

D. Non possiamo non chiedervi del Trio Corrente, special guest nel disco. Come è stato lavorare con loro?

R. A causa dei problemi attuali abbiamo dovuto procedere inviando gli arrangiamenti che sono stati prima da loro registrati e poi da noi sovraincisi.

D. In che modo promuoverete questo lavoro? Con la musica dal vivo che sta lentamente ripartendo, avete già in calendario delle date?

R. Abbiamo la fortuna di avere un produttore (Mario Caccia della Abeat Record) molto attivo sul piano manageriale, Mario ci dà una mano anche in questo e ci sono anche molte richieste dall’estero. Ci sono già date in Italia e all’Estero sia in Puglia dove viviamo, in Italia, e in Ungheria.

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