“A RIVEDER LE STELLE”: spettacolo di e con Aldo Cazzullo e Piero Pelù


di Elena Bartolucci

27 Set 2021 - Commenti teatro

Un viaggio sui generis alla scoperta di Dante e non solo, al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, con lo spettacolo A RIVEDER LE STELLE; viaggio all’insegna della conoscenza e della cultura col giornalista e scrittore Aldo Cazzullo e Piero Pelù, nel contesto del “Futuro Memoria Festival”.

Ascoli PicenoGiovedì 23 settembre presso il meraviglioso Teatro Ventidio Basso ha preso vita un particolare spettacolo all’insegna della Divina Commedia e del suo autore, Dante Alighieri, con il quale l’autore Aldo Cazzullo è riuscito a intessere un particolare viaggio nella storia, nella geografia, nell’arte e nella cultura dell’Italia.

Il giornalista e famoso scrittore ha infatti offerto una veloce ricostruzione dell’esperienza del sommo poeta dall’Inferno al Paradiso, citando gli incontri più noti, facendo varie incursioni nella storia e nell’attualità e descrivendo un incredibile itinerario da nord a sud del Bel Paese.

Come lo stesso Cazzullo precisa sin dall’inizio, Dante è il poeta che inventò l’Italia e che è in grado di ricordarci ancora oggi chi siamo e da dove veniamo e ciò che possiamo fare per poter tornare a riveder le stelle. “Non ci ha dato soltanto una lingua [dobbiamo al poeta fiorentino persino dei modi di dire che usiamo ancora aggi, come ad es. stare solo soletto, degno di nota, ecc.], ci ha regalato soprattutto un’idea di noi stessi e del nostro Paese. Una terra unita dalla cultura e dalla bellezza, destinata a un ruolo universale: perché raccoglie l’eredità dell’Impero Romano e del mondo classico; ed è la culla della cristianità e dell’umanesimo.”

Dante è anche il poeta delle donne. “È solo grazie alla donna se la specie umana supera qualsiasi cosa contenuta nel cerchio della luna, vale a dire sulla Terra. La donna è il capolavoro di Dio, la meraviglia del creato; e Beatrice, la donna amata, per Dante è la meraviglia delle meraviglie. Sarà lei a condurlo alla salvezza. Ma il poeta ha parole straordinarie anche per le donne infelicemente innamorate, e per le vite spente dalla violenza degli uomini: come quella di Francesca da Rimini”.

Dante non è stato però solo un poeta, ma persino un reporter che ha raccontato la storia e i personaggi del suo tempo, un profeta e addirittura un teologo.

“Dante infatti è severo con i compatrioti. Denuncia i politici corrotti, i Papi simoniaci, i banchieri ladri, gli usurai, e tutti coloro che antepongono l’interesse privato a quello pubblico. Ma nello stesso tempo esalta la nostra umanità e la nostra capacità di resistere e rinascere dopo le sventure, le guerre, le epidemie.”

Nella sua lezione-spettacolo Cazzullo è riuscito a collegare in modo squisito presente e passato, compiendo dei passaggi “rocamboleschi” che fanno quasi dimenticare di assistere a una serata dedicata alla figura del sommo poeta morto ben 700 anni fa.

La staticità di Cazzullo e del suo racconto era sicuramente controbilanciata dalla fisicità di Piero Pelù che, con la sua inconfondibile timbrica vocale e la sua innata presenza scenica, ha letto diversi passaggi del capolavoro dantesco come ad esempio il famoso incipit del I canto, l’incontro con Caronte e Virgilio nel III canto e quello con i diavoli nel XXI canto e la preghiera di san Bernardo alla Vergine nel canto XXXIII. Un’interpretazione davvero musicale e alternativa con cui il rocker fiorentino è riuscito a rendere vivi e graffianti i versi di una lingua del passato.

Scenografia ridotta all’osso e giocata semplicemente sull’uso di diverse luci e alcune videoproiezioni (poco convincenti) sullo sfondo, che ha lasciato tutto lo spazio alle sapienti e dettagliate spiegazioni di Cazzullo e alle letture vibranti di Pelù.

Il rocker fiorentino è stato un po’ sopra le righe durante le sue letture ma non si poteva prevedere altrimenti. Di sicuro, è riuscito a reinventarsi come attore non facendo rimpiangere le esibizioni di molti grandi interpreti o performer cha hanno tentato lo stesso approccio con Dante. Pelù ha avuto modo di esibirsi anche in veste di cantante eseguendo alcuni brani dal vivo che poco si addicono al suo repertorio abituale ma che in qualche modo si incastravano alla perfezione con il racconto di Cazzullo (molto debole la versione de L’isola che non c’è di Bennato, mentre decisamente più convincente l’esibizione di Povera patria di Battiato).

Una serata non troppo pretenziosa che potrebbe però rischiare di non convincere in pieno per la diversità così forte ed evidente tra i due artisti sul palco: entrambi i performer hanno comunque saputo regalare agli spettatori un incredibile viaggio all’insegna della conoscenza e della cultura. Lo spettacolo, prodotto da Corvino produzioni, è tratto dall’omonimo libro A riveder le stelle – Dante il poeta che inventò l’Italia di Aldo Cazzullo edito da Mondadori e fa parte di “Futuro Memoria Festival” promosso dal Comune di Ascoli Piceno insieme all’AMAT. La regia è firmata da Angelo Generali.

Tag:, , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *