A Bologna “HIDDEN HISTORIES”, ad Archivio Aperto l’omaggio a Péter Forgács regista delle vite private sotto i regimi


a cura di Vincenzo Pasquali

7 Ott 2021 - News cinema

L’eccezionale presenza del filmmaker ungherese Péter Forgács l’11 e il 12 ottobre a Bologna in occasione della XIV edizione di Archivio Aperto: una serata di proiezioni e un workshop sul suo lavoro di artista e regista. Tutti i suoi film online gratuitamente dal 1° al 27 ottobre su mymovies.it.

La XIV edizione di Archivio Aperto, il festival di Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna dedicato alla riscoperta del patrimonio cinematografico privato e inedito d’archivio che vede protagonisti film amatoriali, indipendenti, sperimentali e documentari su pellicola in formato ridotto, continua con la sua programmazione ibrida, in presenza e online.

Dopo gli omaggi a Patrizia Vicinelli e a Maya Deren, è la volta di Péter Forgács, artista e regista ungherese di fama mondiale, considerato un maestro del found footage film e pioniere nell’archiviazione e rielaborazione dei film amatoriali. Hidden Histories. The Found Footage Films of Péter Forgács è il titolo della retrospettiva a lui dedicata, con proiezioni online disponibili fino al 27 ottobre gratuitamente su mymovies.it e due appuntamenti speciali alla presenza del regista, a Bologna lunedì 11 e martedì 12 ottobre, con proiezioni in anteprima e un workshop in presenza, fruibile anche online. Un’occasione unica per conoscere l’opera del regista, noto soprattutto per i suoi film ed installazioni spesso basati su film amatoriali degli anni Venti e Ottanta, che documentano vite ordinarie sconvolte dai traumi storici, dalle guerre alla Shoah ai regimi autoritari.

Lunedì 11 ottobre alle 21 l’Auditorium DAMSLab (Piazzetta P. P. Pasolini, 5/b) ospiterà in anteprima assoluta italiana, alla presenza del regista, gli ultimi due film della serie Private Hungary, monumentale opera in progress iniziata nel 1988, oggi giunta al ventesimo episodio e proiettata nei Festival e nei musei di tutto il mondo: Kemény György (2017), sull’appassionante figura dell’artista pop del titolo, ennesimo protagonista di un secolo che si riflette sul nostro presente portandosi dietro storie di guerra e di avanguardia sotto il regime comunista e Venom – A Diva in Exile (2018), che attraverso un racconto e la voce della scrittrice Zsófia Bán rievoca la vicenda della cantante e star del cinema ungherese Katalin Karády, finita in rovina durante la guerra e poi costretta ad abbandonare le scene e scappare in Brasile durante il regime comunista, dopo avere aiutato gli ebrei ed essere accusata di essere una spia degli alleati.

Martedì 12 ottobre alle ore 15.30 all’Istituto Parri (via Sant’Isaia, 18) il regista condurrà un workshop in presenza, fruibile anche online: un pomeriggio per approfondire insieme a lui il suo più che trentennale lavoro artistico di ri-contestualizzazione di materiali filmici privati per i suoi film e installazioni, e il percorso che conduce una storia privata a diventare patrimonio pubblico e collettivo, rendendo il regista un antropologo e uno storico (posti limitati, prenotazione obbligatoria su Eventbrite dal sito www.archivioaperto.it).

“L’opera di Forgács offre l’attraversamento di un secolo-fiume, il Novecento, e dei drammi della storia europea, che diventa nella nostra prospettiva un riflettersi continuo tra passato, presente e futuro – dice Paolo Simoni, direttore artistico di Archivio Aperto. – La sua è un’opera ricchissima, magistrale, che pone molte domande allo spettatore e propone un racconto storico da un punto di vista continuamente diverso, spesso di chi ha vissuto avvenimenti storici nell’inconsapevolezza: a noi oggi capita esattamente la stessa cosa, presi dalla vita quotidiana e dai nostri problemi, non ci accorgiamo di quello che ci sta accadendo. Forgács è un punto di riferimento assoluto per chi si occupa di immagini e archivi, una figura che – attraverso un’opera forse inarrivabile sul piano culturale ed estetico – ispira e alimenta il lavoro non solo di documentaristi e artisti ma anche di storici e archivisti”.

L’importanza di Forgács, insignito in Olanda del prestigioso Premio Erasmus per il suo contributo alla cultura europea, è testimoniata dalla presenza delle sue opere nelle collezioni del MoMA (New York), del Centre Pompidou (Parigi) e del Getty Museum di Los Angeles, tra gli altri. Le sue installazioni video sono state esposte a MCNY (NY), The Getty (LA), The EYE (Amsterdam), Bozar (Bruxelles) e al Louvre (Parigi). Nel 2009 ha rappresentato l’Ungheria (Col Tempo) alla Biennale di Venezia.

Fino al 27 ottobre saranno disponibili gratuitamente su mymovies.it i suoi film, solitamente non visibili sulle piattaforme e solo eccezionalmente disponibili al pubblico: la sua carriera sarà ripercorsa da documentari sperimentali che risalgono ai suoi esordi, come Dusi&Jeno (1989), il diario filmato di una coppia tra gli anni ‘30 e ‘60, una cronaca privata trasfigurata in storia di una nazione tra la guerra e i diversi regimi politici. E ancora le opere folgoranti che raccontano “dall’interno”, intimamente, le storie di famiglie ebree dalla condizione di normalità alla deportazione, come mai accaduto prima in un film di fiction o documentario sulla Shoah (Free Fall, 1996, e The Maelstrom, 1997). Sono episodi inediti della Guerra quelli raccontati in Danube Exodus (1998), sulla fuga di gruppi di ebrei sul fiume filmata dal capitano di una nave e sul destino opposto di contadini tedeschi rimpatriati dall’Unione Sovietica, e in Angelos’ film (1999), il racconto dell’occupazione nazista di Atene le cui atrocità sulla popolazione civile furono filmate di nascosto da un cineamatore (riprese poi utilizzate al processo di Norimberga). E ancora El Perro Negro (2006), sulle storie private della Guerra Civile Spagnola; Miss Universe 1929 (2008), sull’incredibile vicenda di una ragazza di Vienna nata povera e diventata Miss Universo, e poi finita in disgrazia con l’annessione tedesca dell’Austria e le persecuzioni; Hunky Blues (2009), racconto corale dell’emigrazione ungherese in America e Picturesque Epochs (2016), il ritratto della pittrice e filmmaker Mária Gánóczy che è l’occasione per raccontare una storia intima e monumentale che fonde la pittura e il cinema, così come la vita privata e pubblica, attraverso la drammatica storia dell’Ungheria. Sempre online Wittgenstein Tractatus (1992), video saggio che riflette sul linguaggio e la rappresentazione a partire dalle immagini e dalle citazioni del filosofo austriaco.

Hidden Histories. The Found Footage Films of Péter Forgács

  • Un progetto di Home Movies – Archivio Nazionale del film di famiglia di Bologna nell’ambito di Archivio Aperto 2021 – XIV edizione
  • Con il sostegno del Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, MiC.
  • In collaborazione con Dams50, Istituto Storico Parri, Kiné,
  • Con il contributo di Unipol, Coop Fond, Lavoropiù.

IL CALENDARIO ONLINE E IN PRESENZA

venerdì 1 ottobre

Su www.mymovies.it, ore 18.00 | Disponibile fino al 27/10 | Distribuzione worldwide

  • Dusi and Jenő, Péter Forgács | doc/sperimentale – 1989, 49’, video, Ungheria
  • Wittgenstein Tractatus, Péter Forgács | doc/sperimentale – 1992, 35′, video, Ungheria
  • Free Fall, Péter Forgács | doc/sperimentale – 1996, 75’, video, Ungheria
  • The Maelstrom – A Family Chronic, Péter Forgács | doc/sperimentale – 1977, 60’, video, Olanda
  • The Danube Exodus, Péter Forgács | doc/sperimentale – 1988, 60’, video, Olanda
  • Angelos’ Film, Péter Forgács | doc/sperimental – 1999, 60’, video, Olanda
  • El Perro Negro – Stories from the Spanish Civil War, Péter Forgács | doc/sperimentale – 2005, 84’, video, Finlandia/Francia/Olanda/Svezia
  • Miss Universe 1929 – Lisl Goldarbeiter. A Queen in Wien, Péter Forgács | doc/sperimentale – 2006, 70’, video, Austria/Ungheria/Olanda
  • Hunky Blues – The American Dream, Péter Forgács | doc/sperimentale – 2009, 100’, video, Ungheria
  • Picturesque Epochs – The life of Mária Gánóczy painter and filmmaker, Péter Forgács | doc/sperimentale – 2017, 133’, video, Ungheria

lunedì 11 ottobre

Hidden Histories – Proiezione live e incontro con Péter Forgács

Ore 21.00 | Auditorium DAMSLab, Piazzetta P. P. Pasolini 5b, Bologna

https://www.archivioaperto.it/evento/hidden-histories-proiezione-live-con-peter-forgacs/  

  • Kemény György, Péter Forgács | 68’, 2017, Ungheria (anteprima italiana)
  • Venom – A Diva in Exile, Péter Forgács | 29’, 2018, Ungheria (anteprima italiana)

martedì 12 ottobre

Hidden Histories. The Found Footage Films of Péter Forgács

Workshop con Péter Forgács

Ore 15.30 | In presenza all’Istituto Storico Parri, Via Sant’Isaia 18, BO / online su Zoom

https://www.archivioaperto.it/evento/between-private-and-public-workshop-by-peter-forgacs/  

SCHEDE FILM

Dusi and Jenő | doc/sperimentale – 1989, 49’, video, Ungheria

Il diario cinematografico 8mm di una coppia, girato tra il 1936 e il 1966. “Jenő sarebbe potuto essere il miglior operatore del suo tempo” (Péter Forgács), se non avesse lavorato in banca. La vita di Dusi e Jenő vede la presenza costante del loro cane, amato come un figlio e della città in cui vivono, una Budapest spettrale, ripresa nella neve, nella nebbia e nella pioggia, tra l’incubo incombente dell’occupazione nazista e le rovine del dopoguerra. Un film poetico in cui Forgács – accompagnato da una musica ipnotica (Tibor Szemző) – ricolloca piccoli quadri di vita in una prospettiva più ampia, la storia privata. Il film costitusice il secondo episodio della serie “Private Hungary”, iniziata da Forgács alla fine degli anni Ottanta e continuata fino a oggi.

Wittgenstein Tractatus | doc/sperimentale – 1992, 35′, video, Ungheria

Il film è composto da sette brevi video-saggi che riprendono alcuni paragrafi del Tractatus Logico Philosophicus di Ludwig Wittgenstein, pubblicato per la prima volta nel 1921, insieme ad altri testi del filosofo austriaco. Brevi sequenze, frammenti di film amatoriali che rappresentano un singolo momento, un gesto banale e quotidiano, costituiscono la materia che Forgács plasma per agganciare le teorie di Wittgenstein su logica, linguaggio, realtà e rappresentazione. Un film filosofico e una chiave di lettura del cinema d’archivio di Forgács. “Everything we see could also be otherwise. Everything we can describe at all could also be otherwise”.

Free Fall | doc/sperimentale – 1996, 75’, video, Ungheria

Attraverso gli home movies in 8mm di György Pet, talentuoso musicista, fotografo e uomo d’affari, realizzati a partire dal 1938, Free Fall ripercorre i tempi che precedono la Shoah. Free Fall ricostruisce le illusioni di una famiglia ebrea ungherese, erosa passo dopo passo dall’oscuro avanzare della Storia. I momenti felici e più banali vengono scalfiti dall’arrivo delle leggi ebraiche ungheresi, tra disillusioni, finte speranze e interrogativi senza risposta. www.archivioaperto.it Ad accompagnare le immagini, il recitativo musicale composto e diretto da Tibor Szemző. Free Fall è parte della serie “Private Hungary”.

The Maelstrom – A Family Chronic | doc/sperimentale 1977, 60’, video, Olanda

La storia dei Peereboom, una numerosa famiglia di ebrei olandesi, raccontata dal 1933 al 1942, il decennio dell’ascesa del Nazismo fino alla guerra, dell’occupazione dell’Olanda e delle deportazioni. Di tutti i membri della famiglia solo uno di loro sopravviverà ai campi di sterminio. Parallele alle immagini dei Peereboom – che si filmano inconsapevolmente fino al giorno in cui sono costretti a lasciare la loro casa per essere deportati – scorrono le riprese private di Seyss-Inquart, il commissario nazista per i territori occupati olandesi. Il destino delle vittime e dei carnefici si intreccia nella pratica comune dell’home movie. Nel magistrale lavoro di Forgács, attraverso le immagini dei Peereboom (di eccezionale importanza storica), la dimensione privata del racconto della Shoah è dirompente e inedita, ed emerge come mai era accaduto prima nel cinema, sia fiction che documentario.

The Danube Exodus | doc/sperimentale – 1988, 60’, video, Olanda

Nell’estate del 1939, la comunità ebraica di Bratislava noleggia due navi per portare un gruppo di quasi 900 ebrei dalla Slovacchia, Ungheria e Austria lungo il Danubio fino al Mar Nero. Da lì salperanno per la Palestina. Una delle navi era l’Erzsébet Királyné (la Regina Elisabetta), con al comando del capitano Nándor Andrásovits, un appassionato cineamatore. Andrásovits filma la vita a bordo: i passeggeri mentre pregano, dormono e persino si sposano. Alla fine di questo viaggio, la nave del capitano Nándor Andrásovits non tornerà vuota: avrà luogo un esodo inverso, questa volta di contadini tedeschi rimpatriati, in fuga verso il Terzo Reich a causa dell’invasione sovietica della Bessarabia (nella parte sud-occidentale dell’attuale Ucraina). Combinando gli archivi filmici con estratti di lettere e diari scritti dai passeggeri, Forgács ha la capacità di raccontare storie (di guerra) dimenticate partendo dal particolare e allargando il quadro.

Angelos’ Film | doc/sperimentale – 1999, 60’, video, Olanda

Atene, occupazione nazifascista. Dietro la cinepresa, Angelos Papanastassiou. Usando clandestinamente la sua 16mm per filmare e documentare le atrocità naziste sulla popolazione civile, mette a rischio ogni giorno la propria vita e quella della sua famiglia. Nel frattempo anche gli episodi della vita privata sono filmati: assistiamo alla nascita della figlia, Loukia, seguiamo i suoi primi passi. Immagini tipiche dell’home movie che si giustappongono allo scenario dell’occupazione. Angelos sviluppò, montò e salvò le pellicole, che furono usate poi come prove al processo di Norimberga nel 1947. Il film di Angelos è un diario cinematografico unico e offre un punto di vista eccezionale di un capitolo tragico della Seconda guerra mondiale e della storia della Grecia.

El Perro Negro – Stories from the Spanish Civil War | doc/sperimentale – 2005, 84’, video, Finlandia/Francia/Olanda/Svezia

La Spagna degli anni Trenta e della Guerra Civile vista con gli occhi di due cineamatori. Il primo è Joan Salvans, figlio di un ricco industriale catalano, e filmaker di talento, che il 24 Luglio del 1936, sei giorni dopo lo scoppio della guerra civile, viene trovato morto insieme a suo padre, ucciso per mano di un militante anarchico. Il secondo è un altro giovane filmmaker, Ernesto Diaz Noriega, studente della media borghesia madrilena di simpatie repubblicane che viene arrestato e rinchiuso in carcere. Ernesto riesce a filmare la prigionia, il suo successivo rilascio e il ritorno a Madrid. Forgács, attraverso le immagini di Joan ed Ernesto e altri materiali filmici in gran parte inediti, ripercorre il caos della Spagna di quegli anni dove le immagini del conflitto scorrono accanto ai matrimoni, alle nascite, alle scene di strada, le vedute di un paese diviso tra arretratezza e modernità.

Miss Universe 1929 – Lisl Goldarbeiter. A Queen in Wien | doc/sperimentale – 2006, 70’, video, Austria/Ungheria/Olanda

La storia di Lisl Goldarbeiter, la ragazza più bella del mondo. Cresciuta a Vienna in un ambiente familiare povero, fin da giovanissima vince concorsi e nel 1929 viene eletta all’unanimità Miss Universo, la prima e unica austriaca. Improvvisamente famosa in tutto il mondo, viaggia e riceve numerose offerte di lavoro, anche da Hollywood, tuttavia alla fine preferisce rimanere nel suo paese, sposandosi con un ricco viennese. Suo cugino, Marci, da sempre perdutamente innamorato di lei, è un appassionato cineamatore che riprende lei e la sua famiglia. Con l’annessione dell’Austria da parte della Germania (1938) e la guerra, gli eventi precipitano drammaticamente. A resistere nel tempo è l’amore romantico. Grazie alle immagini amatoriali di Marci Tenczer e al magistrale lavoro di Forgács, una storia bellissima può essere finalmente raccontata.

Hunky Blues – The American Dream | doc/sperimentale – 2009, 100’, video, Ungheria

Il destino di centinaia di migliaia di uomini e donne ungheresi emigrati negli Stati Uniti tra il 1890 e il 1921. Per raccontare la loro storia, Forgács ha intessuto una grande epopea utilizzando archivi filmici pubblici e privati, tra cui immagini delle origini del cinema americano, rielaborandoli con fotografie e testimonianze orali. Questo documentario poetico rievoca i momenti difficili dell’arrivo, dell’integrazione e dell’assimilazione, che hanno posto le basi del futuro delle generazioni successive e del loro sogno americano, reale e illusorio allo stesso tempo.

Picturesque Epochs – The life of Mária Gánóczy painter and filmmaker | doc/sperimentale – 2017, 133’, video, Ungheria

La saga di quattro generazioni di una dinastia di pittrici ungheresi, a partire dalla metà del XIX secolo. Al centro dell’epopea familiare c’è la pittrice-filmmaker Mária Gánoczy, brillante artista ultra novantenne che ha cresciuto ben nove figli. Picturesque Epochs è un viaggio nel tempo attraverso duecento anni di arte e storia ungherese, visti dall’occhio di chi dipinge. Forgács aggiunge alle immagini i commenti dello storico dell’arte Géza Perneczky. Questa storia intima e monumentale fonde la pittura e il cinema, così come la vita privata e pubblica, attraverso la drammatica storia dell’Ungheria. È parte della serie “Private Hungary”.

Kemény György | doc/sperimentale – 2017, 68’, video, Ungheria

L’appassionante ritratto dell’artista pop ungherese György Kemény, molto conosciuto nel suo paese per i poster, le copertine degli album, la grafica e le pubblicità “sociale”. Kemény è anche scultore e autore di installazioni moderne e di performance. Come con altri protagonisti dei suoi film, Forgács ci propone un attraversamento del Novecento e delle “storie nascoste” del secolo, con la vita dell’ottantenne Kemény, in questo caso raccontata da lui in prima persona. Racconto contrappuntato delle riprese private e da un ricchissimo materiale iconografico, contestualizzato à la Forgács. Capitolo XIX della serie “Private Hungary”, la grande opera in progress che Forgács ha iniziato nel 1988.

Venom – A Diva in Exile | 29’, 2018, video, Ungheria

Venom – A Diva in Exile è basato sull’omonimo racconto della scrittrice Zsófia Bán, sulla travagliata storia della cantante e star del cinema ungherese Katalin Karády. Diva nell’era di Horthy fu accusata di spionaggio durante la guerra, imprigionata, torturata e bandita alla radio e nei teatri nel suo paese d’origine. Dopo il suo rilascio, si prodigò per salvare numerose famiglie ebree, mentre la scomparsa dell’uomo a cui era legata, prima arrestato dai nazisti e poi dai sovietici, la gettò nella disperazione. Con il cuore spezzato, emarginata e bandita nel nuovo regime comunista, andò in esilio nel 1951, trascorrendo quindici anni a San Paolo, in Brasile, per non recitare mai più in un film o sul palco. Poi visse a New York fino alla sua morte (1990).

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