Raphael Gualazzi chiude il Sant’Elpidio Jazz Festival


di Elena Bartolucci

10 Ago 2026 - Commenti live!

Il pianista urbinate, affiancato da Anders Ulrich e Gianluca Nanni, ha regalato un’esibizione di innegabile maestria tecnica e interpretativa.

Sant’Elpidio a Mare (FM) – Giovedì 6 agosto, nella splendida cornice di una gremita Piazza Matteotti, Raphael Gualazzi ha avuto l’onore di chiudere la ventisettesima edizione del Sant’Elpidio Jazz Festival.

Eclettico cantautore, pianista e compositore, è noto a livello globale per il suo stile unico che fonde jazz, blues, soul e pop.

Forte di una formazione classica al Conservatorio, ha raggiunto la notorietà del grande pubblico nel 2011 vincendo la sezione Giovani del Festival di Sanremo e facendo incetta di riconoscimenti, tra cui il Premio della Critica “Mia Martini”.

Nella sua carriera ha calcato i più prestigiosi palcoscenici italiani e internazionali, collaborando con grandi nomi della musica come Andrea Bocelli, Tommy Lee, Gilles Peterson, Suzanne Vega, Dee Dee Bridgewater, Mario Biondi, Simona Molinari, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso e Vince Mendoza.

Con un catalogo discografico di sette album in studio, Gualazzi ha conquistato due dischi di platino e tre d’oro grazie a lavori come Reality and Fantasy, Happy Mistake e Love Life Peace.

L’artista vanta anche un forte legame con il mondo del cinema e della televisione: le sue musiche sono state selezionate per numerose campagne pubblicitarie e colonne sonore cinematografiche.

Con il suo album Dreams (CAM Sugar), Gualazzi continua a esplorare nuovi linguaggi musicali con una raffinata sintesi che fonde musica classica, funk vintage, new soul e jazz attraverso l’uso di sintetizzatori analogici e percussioni tribali.

Il pianista di origine urbinate è stato accompagnato sul palco da Anders Ulrich al contrabbasso e Gianluca Nanni alla batteria e alle percussioni: il trio, ormai consolidato da più di 10 anni, ha regalato un raffinato omaggio alla musica acustica, spaziando dalle ispirazioni del repertorio jazzistico ai divertissements su celebri temi della canzone italiana e della tradizione operistica (ad esempio la rivisitazione del “Coro di zingarelle e mattadori” tratta da La Traviata di Giuseppe Verdi).

Seguendo un ritmo serrato, il repertorio proposto ha spaziato ben oltre i confini del jazz classico, proponendo diversi brani acustici — tra cui anche un omaggio al famoso pianista jazz francese Michel Petrucciani — e tanti pezzi cantati in inglese come Lotta things, Reality and Fantasy, That Lucky Old Sun, Welcome to my hell e addirittura un riarrangiamento di Imagine di John Lennon, che non ha convinto del tutto per via di un ritmo soul che tende a snaturare troppo l’originale.

Molto più convincente la resa vocale nei testi in italiano (tra cui Un mare in luce, New Orleans o Carola), dove l’artista è riuscito a regalare maggiori sfumature.

Prima di congedarsi definitivamente, Gualazzi ha deciso di regalare alcuni bis tra cui Lady O e un piccolo siparietto col pubblico in stile Cab Calloway.

Il concerto ha confermato una prova d’autore eccellente e carismatica, anche se la timidezza di Gualazzi sul palco contrasta leggermente con tutto l’estro creativo che riesce a sprigionare attraverso la sua musica e le sue improvvisazioni con passaggi a velocità impressionante. La rassegna è stata proposta dal Comune di Sant’Elpidio a Mare in collaborazione con Syntonia Jazz e AMAT con il contributo di MiC e Regione Marche e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e di sponsor privati.

Tag: , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *