Sabina Guzzanti torna in “Come ne venimmo fuori”


di Elena Bartolucci

9 Apr 2016 - Commenti teatro

come_ne_venimmo_fuori_locandina_musiculturaonlinePorto S. Elpidio (FM) – Domenica 3 aprile 2016 il palco del Teatro delle Api ha ospitato Sabina Guzzanti. Una grande artista nonché una delle più grandi comiche satiriche italiane, spesso criticata per il suo modo graffiante di affrontare i concetti di potere e politica nelle sue esibizioni.
Dopo sei anni di assenza dal teatro ha deciso di tornare con uno spettacolo da lei scritto, autofinanziato e interpretato dal titolo Come ne venimmo fuori.
In un futuro prossimo, dove il mondo sembra cambiato e dominato dal buon senso e dalla felicità e dell’Italia sono rimasti solo pochi ricordi, è stato scelto a sorte il nome di una donna, SabnaQƒ2, per l’incombente incarico di pronunciare il discorso celebrativo sulla fine del periodo storico più buio che l’umanità abbia mai fronteggiato: il periodo che va dal 1990 al 2041, noto a tutti come “il secolo di merda” (non fu effettivamente lungo un secolo, ma definito in tal modo perché sembrava non avere fine).
È un momento importante, che, come ogni anno, serve a ricordare quanto accaduto in quegli anni terribili con la speranza che la storia non si ripeta. Sembra quasi impossibile credere come gli uomini e le donne di quell’epoca potessero essere caduti così in basso. Un’epoca dominata dall’ignoranza e dall’isolamento causato dall’abuso di social network quali whatsapp o facebook; eppure esaminando accuratamente le abitudini e le convinzioni diffuse tra gli esseri umani vissuti nel secolo di merda, SabnaQƒ2 fa capire come non bisogna disprezzare i propri antenati perché sarebbe come disprezzare noi stessi: “solo la conoscenza porta il rispetto”. Il cambiamento antropologico subito dai cosiddetti “merdolani” fu causato principalmente dalla propaganda diffusa tramite la televisione e i leader politici ed economici dell’epoca (davvero esilaranti le imitazioni di Maria De Filippi, Giorgia Meloni ed Emma Marcegaglia).
come_ne_venimmo_fuori_musiculturaonlineViene addirittura presentata una dettagliata ricerca storica su come l’evoluzione del pensiero economico dal ‘600 abbia portato alla nascita del neoliberismo e come questo abbia significato di conseguenza maggiore povertà e ignoranza causati dai tagli alla scuola, alla cultura e alla sanità. È proprio su questo concetto che si snoda l’intero spettacolo: la Guzzanti, infatti, condanna apertamente il sistema neoliberista, spacciato come un insieme giusto di regole per la salvaguardia della gestione del mercato economivo, quando in realtà è un’ideologia elaborata per accentrare la ricchezza nelle mani di pochi, sfruttando disastri, guerre e dittature.
La Guzzanti ha dimostrato ancora una volta di essere un vero animale da palcoscenico che conosce bene i tempi comici e l’uso delle parole. Un monologo interessante e ben scritto che non fa solo ridere ma fa anche riflettere e lascia intravedere una speranza: l’alternativa c’è sempre e sta proprio nel reagire alle ideologie e al corso delle storia e nell’imparare a pensare con la propria testa.
Lo spettacolo, fortemente voluto nella stagione di prosa del Teatro delle Api da Neri Marcorè, presente in sala e ringraziato pubblicamente dall’attrice, è diretto da Giorgio Gallione, con le musiche di Paolo Silvestri e la scenografia essenziale e minimalista di Guido Fiorato.

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