La grande lirica nelle Marche. La Stagione 2016


di Alberto Pellegrino

20 Giu 2016 - Musica classica, News classica

Nella Sala Raffello della Regione Marche è stata presentata martedì 7 giugno la Stagione Lirica 2016 allestita dal Teatro delle Muse “Franco Corelli” di Ancona e dal Teatro di Tradizione “G.B. Pergolesi” di Jesi. Sotto il comune tema Amore, gelosia, tradimento, follia: ritratti di donna andrà in scena, dal 23 settembre al 17 dicembre, un cartellone comprendente sei spettacoli d’opera e due concerti con opere che si rifanno al grande repertorio melodrammatico come Lucia di Lammermoor di Donizetti, Tosca di Puccini, La Traviata di Verdi, il dittico Cavalleria rusticana di Mascagni e Pagliacci di Leoncavallo, accanto ad autentiche rarità musicali come Adelson e Salvini di Bellini, La scuola de’ Gelosi di Salieri, l’oratorio Ester, liberatrice del popolo Hebreo di Stradella e il concerto Per la ritrovata salute di Ofelia. Mozart vs Salieri. Alla presentazione della stagione sono intervenuti gli assessori alla Cultura Paolo Marasca del Comune di Ancona e Luca Butini del Comune di Jesi, la direttrice della Fondazione Teatro delle Muse Velia Papa, l’amministratore delegato della Fondazione Pergolesi Spontini William Graziosi, il direttore artistico della Fondazione Teatro delle Muse e della Fondazione Pergolesi Spontini Vincenzo De Vivo.
Tutti gli intervenuti hanno sottolineato l’importanza di questo cartellone unico, messo a punto dalle due Fondazioni sotto il segno di un’unica direzione artistica, che costituisce un notevole passo in avanti sul piano di razionalizzazione della produzione e della rappresentazione del melodramma nelle Marche durante il periodo autunno/inverno con una serie di eventi di rilevanza nazionale che vanno ad affiancarsi alle importanti stagioni estive del ROF di Pesaro e dello Sferisterio di Macerata, impiegando al meglio i finanziamenti che provengono dallo Stato, dalla Regione Marche e dagli sponsor privati con una indispensabile razionalizzazione della spesa e con proficuo ricorso alle coproduzioni.
Si tratta di valorizzare al massimo la grande tradizione musicale e teatrale dei due antichi e importati Teatri di Ancona e di Jesi per fare in modo che i teatri siano dei centri permanenti di attività culturali al servizio delle città e dell’intera regione, per diffondere la cultura operistica su tutto il territorio regionale, per promuovere la formazione di un pubblico giovane attraverso iniziative rivolte alle scuole e alle associazioni giovanili, per creare positivi collegamenti tra cultura e turismo con alcuni eventi culturali collaterali, con l’iniziativa di abbonamenti integrati, con il biglietto d’ingresso all’opera che darà la possibilità di visitare gratuitamente tutti i Musei di Ancona e di Jesi.
Il direttore artistico De Vivo ha sottolineato che la stagione, oltre a creare interessanti richiami tra un’opera e l’altra, segna un percorso musicale secondo un arco temporale di oltre tre secoli, che parte  dalla Roma seicentesca di Stradella e arriva alle soglie del Novecento con Tosca, passando per la Vienna di Salieri e di Mozart, con tappe fondamentali del melodramma romantico e dell’opera verista, disegnando sempre dei ritratti di donne protagoniste di vicende che mutano profondamente la loro interiorità e segnano il loro destino, per cui accanto alle più popolari Lucia, Violetta, Tosca e Santuzza si affiancano la Nelly belliniana, Bandiera ed Ernestina della Scuola de’ gelosi, la Ester liberatrice del popolo d’Israele. Si tratta di una stagione che vede accanto a un’autorevole ripresa cinque nuove produzioni con la presenza di autorevoli direttori d’orchestra e registi di fama internazionale che assicurano delle messe in scena nel segno del “bel canto” all’italiana e di un teatro musicale di qualità dove la parte musicale sappia integrarsi con la recitazione, la scenografia, i costumi, per dimostrare che il melodramma non è un reperto museale, ma un elemento vitale che qualifica la cultura italiana nel mondo.
ll cartellone di “Opera Ancona Jesi” si aprirà nel Teatro delle Muse, venerdì 23 settembre alle ore 20,30 e domenica 25 settembre alle ore 16, con un nuovo allestimento della Lucia di Lammermoor e Tosca di Gaetano Donizetti con la direzione del M° Giuseppe Grazioli e la regia di Federico Bertolani, le scene e i costumi di Lucio Diana. La  compagnia di canto sarà formatafrancescodemuro_@Andrzej Swietlik Musiculturaonline dal soprano Zsusana Markova (Lucia), dal tenore Francesco Demuro (Edgardo), il baritono Giorgio Caoduro (Lord Enrico), il basso Ugo Guagliardo (Raimondo), il tenore Sehoon Moon (Lord Arturo).
Il secondo appuntamento, previsto per venerdì 14 ottobre alle ore 20,30 e domenica 16 ottobre alle ore 16, prevede la nuova messa in scena della Tosca di Giacomo Puccini, con la direzione di Guillaume Tournaire, la regia di Pete Brooks, le scene ed i costumi di Laura Hopkins, i video di Simon Wainwright e le luci di Andrew Croft. Il cast degli interpreti sarà formato dal soprano rumeno Cellia Costea (Floria Tosca)celliacostea2 Musiculturaonline, antonellopalombi Musiculturaonlineil tenore Antonello Palombi (Mario Cavaradossi), il baritono Alberto Gazale (Scarpia). Entrambe le opere saranno eseguite dall’Orchestra Sinfonica “Rossini” e dal Coro Lirico Marchigiano “Bellini”.
Nel Teatro G.B. Pergolesi di Jesi la stagione si aprirà venerdì 21 ottobre alle ore 20,30 con replica domenica 23 ottobre alle ore 16 con La traviata di Giuseppe Verdi che ritorna sulla scena jesina secondo  la regia di Henning Brockhaus e la scenografia di Josef Svoboda che hanno fatto di quest’opera un’icona del melodramma italiano. La ricostruzione scenografica e i costumi saranno rispettivamente affidati a Benito Leonori e a Giancarlo Colis, mentre gli Cristina-Pasaroiu_Violetta_Traviata@Patrik Hänggi Musiculturaonlineinterpreti saranno il soprano Cristina Pasaroiu (Violetta), il tenore Vincenzo Costanzo (Alfredo) e il baritono Roberto De Candia (Giorgio Germont).
Il secondo appuntamento, previsto per venerdì 11 novembre alle ore 20,30 e domenica 13 novembre alle ore 16, costituirà un evento musicale di particolare importanza con la messa in scena del dramma semiserio per musica Adelson e Salvini, la prima opera di Vincenzo Bellini composta su libretto di Andrea Leone Tottola andata in scena per la prima volta nel Conservatorio di San Sebastiano di Napoli nel febbraio 1825. L’opera, commissionata a Bellini a conclusione dei suoi studi musicale e rappresentata nel teatrino dell’istituto, fu eseguita dai suoi compagni di studi che ricoprirono anche i ruoli femminili: per l‘occasione sarà ripresa versione originale con la suddivisione in tre atti, con parti cantate e parti recitate secondo lo stile dell’opéra-comique francese, con i dialoghi in lingua italiana e la sola parte del basso buffo cantata e recitata in napoletano. L’opera sarà prodotta dalla Fondazione Pergolesi Spontini con il Teatro Massimo Bellini di Catania e si avvarrà della direzione dello spagnolo José Miguel Perez Sierra, della regia di Roberto Recchia, delle scene di Benito Leonori, dei costumi di Patricia Toffolutti. Il cast sarà costituito dal soprano Cecilia Molinari (l’orfana Nelly), il tenore Mert Sungu (Salvini), il baritono Rodion Pogossov (Lord Adelson), il baritono Baurzhan Anderzhanov (Struley).
L’intreccio, abbastanza semplice, è ambientato nell’Irlanda del Seicento, dove Lord Adelson ospita nella sua casa il pittore Salvini che è segretamente innamorato, anche se non corrisposto, di Nelly fidanzata di Adelson. Struley, zio di Nelly e proscritto politico, cerca di rapire la ragazza con l’aiuto di Salvini sempre convinto di essere amato dalla giovane. Il pittore, comprendendo le cattive intenzioni di Struley, salva Nelly e la riconsegna ad Adelson, quindi riparte per l’Italia dopo avere sposato la giovane Fanny
Si ritornerà al repertorio tradizionale venerdì 2 dicembre alle ore 20,30 e domenica 4 dicembre alle ore 16 con il dittico Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo con un nuovo allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con l’Opéra-Théâtre di Metz Métropole e l’Opéra di Tolone. Il M° Daniel Gil de Tejada sarà alla guida  dell’Orchestra Sinfonica “G. Rossini” e del Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” con la regia di Paul-Émile Fourny, le scene di Benito Leonori e i costumi di Giovanna Fiorentini. La compagnia di canto sarà formata per Cavalleria rusticana da Norma Fantini (Santuzza), AlinNorma-Fantini_Santuzza_CAVALLERIA Musiculturaonline Fabian-Veloz_alfio_CAVALLERIA MusiculturaonlineStoica (Turiddu), Fabian Veloz (Alfio) e Giovanna Lanza (Lucia); per Pagliacci Maria Teresa Leva (Nedda)Maria-Teresa-Leva_Nedda_PAGLIACCI Musiculturaonline, Ilia Govzich (Canio), Fabian Veloz (Tonio) e Dionisios Sourbis (Silvio).
Il secondo evento importante per la sua rara presenza sulle scene melodrammatiche sarà costituito da La scuola de’ gelosi di Antonio Salieri, un dramma giocoso in due atti composto su libretto di Caterino Mazzolà, rimaneggiato a Vienna da Lorenzo Da Ponte, che andrà in scena venerdì 16 dicembre alle ore 20,30 e domenica 18 dicembre alle ore 16, con il M° Giovanni Battista Rigon che dirigerà I Virtuosi Italiani, con la regia di Italo Nunziata, le scene e costumi di Andrea Belli e Valeria Donata Bettella. Questo nuovo allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini sarà realizzato in collaborazione con il Teatro Marrucino di Chieti, l’ Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Salieri di Legnago, il Teatro Comunale di Vicenza, il Teatro Ristori di Verona e si avvarrà di un cast di giovani interpreti  dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino.
Rappresentata la prima volta nel 1778 al Teatro San Mosè di Venezia e nel 1783 al Burgtheater di Vienna, La scuola de’ gelosi è una delle opere comiche tra le più famose di Antonio Salieri rimasta nei repertori dei maggiori teatri europei fino agli inizi dell’Ottocento, ammirata da Goethe per la sua ricca e giocosa musicalità, i contenuti spiritosi della trama, uniti a una delicata eleganza. Importanti sono soprattutto l’ouverture, i pezzi d’insieme e alcune arie per solisti. La trama si basa su un intreccio di intrighi amorosi, tentativi di seduzione, provocazioni di gelosia che coinvolgono i personaggi di tre diverse classi sociali (l’aristocrazia, la borghesia e il popolo minuto). Il personaggio del Tenente ricorda quello di Don Alfonso dell’opera mozartiana Così fan tutte. La Stagione Lirica ”Opera Ancona Jesi” si chiude con due preziosi eventi musicali. Il primo Ester, liberatrice del popolo Hebreo, oratorio in due parti a cinque voci, su testo di Lelio Orsini e musiche di Alessandro Stradella, che andrà in scena sabato 19 novembre alle ore 21.  Andrea De Carlo dirigerà l’Ensemble del Conservatorio “A. Casella” de L’Aquila, nell’ambito del progetto “Stradella’s Project” nato dalla collaborazione tra il Conservatorio “A. Casella” de L’Aquila, la Fondazione Pergolesi Spontini, il Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini, l’Associazione Musicale Estense, il Festival Alessandro Stradella, l’Accademia di Belle Arti di Roma, l’Accademia d’Arte Lirica di Osimo e l’Oratorio del Gonfalone di Roma.
Nell’Antico Testamento il libro di Ester è uno dei più affascinanti per il rapido succedersi delle scene drammatiche che sembrano essere pensate per una rappresentazione melodrammatica, per cui nel Seicento si hanno numerose riduzioni del testo biblico a oratorio sacro, quando questo genere teatrale diventa uno dei più popolari dell’età barocca. L’oratorio di Alessandro Stradella si distingue per la leggerezza musicale dello spartito e la soave vocalità della protagonista, pur conservando la struttura oratoriale tradizionale con un’alternanza di recitativi, declamazioni, arie e interventi corali con momento di alto livello musicale da ricordare l’oratorio haendeliano. Accanto a Ester spicca per importanza il ruolo di Aman con il personaggio simbolico della Speranza Celeste.
Il secondo evento, che andrà in scena abato 17 dicembre alle ore 21 nel Teatro Moriconi di Jesi, è costituito dalla cantata Per la recuperata salute di Ofelia riscoperta da pochi mesi nella Biblioteca di Praga, con le musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Antonio Salieri scritte sul testo di Lorenzo Da Ponte, per la grande interprete mozartiana Nancy Storace e incluse in una nuova composizione del musicista aquilano Marco Taralli. Si tratta di una prima assoluta eseguita dai  Virtuosi Italiani diretti da Alberto Martini e dal soprano Valeria Esposito.
Da sottolineare la presenza in cartellone di importanti voci femminili come Cellia Costea, Norma Fantini (che debutterà nel ruolo di Santuzza), Zuzana Markova (per la prima volta Luciazsusanamarkova_Foto_studio Musiculturaonline in Italia), Cristina Pasaroiu (per la prima volta Violetta in Italia), la giovanissima Cecilia Molinari che debutterà nell’opera di Bellini. Vi saranno baritoni esperti a livello internazionale come Giorgio Caoduro, Alberto Gazale e Fabian Veloz, accanto a giovani rivelazioni come Rodion Vincenzo-Costanzo_Alfredo_TRAVIATA MusiculturaonlinePogossov e Dionisios Sourbis. Si impongono all’attenzione le voci tenorili di Francesco Demuro che si è affermato alla Scala e nei grandi teatri francesi e americani, di Antonello Palombi che arriverà a Jesi dopo aver debuttato con Otello al Metropolitan; a questi si aggiungeranno giovani tenori come l’italiano Vincenzo Costanzo (Alfredo), il turco Mert Sungu (Salvini), il rumeno Alin Stoica (Turiddu) e il russo Ilia Govzich (Canio).

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