La Biennale dell’Umorismo nell’arte 2015


di Alberto Pellegrino

15 Ott 2015 - Altre Arti, Eventi e..., Arti Visive, Festival

1 MusiculturaonlineLa 28^ edizione della Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte è stata evidentemente segnata dalla strage compiuta nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo, per cui nella scelta del tema per il Premio Internazionale Città di Tolentino si cercato di mettere insieme la tragicità del momento storico che stiamo attraversando e la rivendicazione di quella libertà d’espressione, di quel diritto di sopravvivenza di cui la satira ha bisogno come l’aria che si respira. Morire dal ridere non è solo un’antica espressione proverbiale che manifesta una sorta d’ironia popolare in questa evidente contraddizione dei termini, ma in essa è anche sottintesa una volontà di esorcizzare, attraverso una risata, le paure più segrete dell’uomo, il pensiero costante della morte, l’esaltazione della libertà della satira contro ogni forma di violenza pubblica e privata, il diritto di dare rilievo alle drammatiche contraddizioni della società contemporanea, un compito che del resto la satira ha svolto fin dalle sue lontane origini.  Le opere, giunte da diversi continenti, hanno convogliato la loro attenzione su politica, religione, dittatura, violenza, libertà e oppressione, rimettendo in discussione attraverso l’arma dell’ironia antichi tabù, consolidate tradizioni sociali e politiche, personaggi ormai ridotti a tragiche icone di un passato che continua a pesare nel presente.
Hanno risposto all’invito della Biennale 195 autori provenienti da 40 nazioni (Arabia Saudita, Armenia, Australia, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Cile, Cina, Cipro, Columbia, Croazia, Cuba, Danimarca, Egitto, Finlandia, Francia Germania, Grecia, India, Inghilterra, Iran, Israele, Italia, Macedonia, Montenegro, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Usa, Uzbekistan), alle quali si è aggiunta una particolarmente nutrita la pattuglia italiana formata da 101 autori. Nel complesso sono pervenute 495 opere, che sono state attentamente visionate e selezionate dalla Giuria fino ad arrivare ai 72 lavori ritenuti validi per l’esposizione.
Particolarmente significative sono apparse le opere dei vincitori a cominciare dal 1° Premio che2 Musiculturaonline è stato conferito al belga Constantin Sunnerberg, il quale nella sua Rainy Day ha rappresentato un bombardamento di clown che piovono dal cielo sopra un passante che scappa ridendo; il 2° Premio è andato all’iraniano Vahid Khodayar, il quale in una vignetta-sequenza ha raffigurato un uomo che  ride sguaiatamente e che raccoglie intorno a sé una piccola folla di serissimi personaggi che scoppiano a ridere quando il soggetto muore; Il 3° Premio è stato 2 bis Musiculturaonlineassegnato all’armeno Vladimir Abroian per la vignetta At the funeral of illusionist, nella quale si vedono quattro “maghi” che accompagnano al cimitero un loro collega sospeso nel vuoto. Da segnalare per attinenza al tema e per la frizzate ironia le opere di Christian Imbriani, Christo Komarnitski, Gianni Audisio, i 3 Musiculturaonlinedue lavori di Marco D’Agostino e le due vignette di Mario Marilungo, una delle quali è stata scelta come manifesto della Biennale.
Il 1° Premio “Luigi Mari” per la caricatura è stato assegnato al cubano Elvis Corrales Rodriguez per 4. b.b._king Musiculturaonlineil ritratto del grande chitarrista B.B. King. Altrettanto valide sono da ritenere le opere segnalate di Kalit Kurtulmus (Hollande), di 4 bis MusiculturaonlineMarco D’Agostino (Putin) autore di altre due belle caricature (Charlie Chaplin e Queen Elizabeth), di Marzio Mariani (Marcello Mastroianni); 5 Musiculturaonlineda tenere in evidenza per la loro qualità anche i lavori di Darko Drljevic (100 anni di solitudine), Halit Kurtulmus (Carlo Ancelotti) e Maria Grazia Quaranta (L’arte non si cancella – Georges Wolinski).
Questa edizione della Biennale è stata arricchita dalla mostra personale del vincitore della 27^ Biennale dell’Umorismo nell’Arte di Musa Gumus (Turchia, 1963), che ha confermato con questa antologica quelle qualità messe in evidenza nell’opera vincitrice della precedente edizione: una piena padronanza tecnica ed espressiva del disegno, un consolidato gusto per il colore, una spiccata qualità satirica unita a una rilevante dose di fantasia e di creatività sintetizzate nel detenuto che disegna sulla parete una finestra con cieli azzurri, bianche nubi, voli di uccelli e  verdi alberi, nel giovane e occhialuto Tarzan che sorvola appeso a una liana una foresta di televisori e computer rottamati.
A dare spessore culturale alla Biennale ha contribuito la mostra personale del grande fotografo Maurizio Galimberti (1956), versato in tutti i generi fotografici con una particolare propensione per il ritratto. In particolare questo artista ama fare uso della Polaroid, una macchina che consente di realizzare un solo e irripetibile scatto, per cui ogni foto diventa una preziosa opera unica.  La mostra, intitolata Cogli l’attimo. Omaggio a Lalla Romano, è dedicata a questa prestigiosa narratrice italiana anche lei appassionata di fotografia, tanto da avere scritto un Romanzo di Figure e un Nuovo Romanzo di Figure (Einaudi, 1975 e 1997), nei quali impiega le immagini dell’archivio familiare per tracciare la propria storia personale e quella della sua famiglia. Galimberti in Lettera a una donna dolcissima descrive le emozioni profonde provate nell’entrare nella casa della scrittrice, le atmosfere di quegli ambienti, le sensazioni trasmessegli da questa donna straordinaria che lo guarda in silenzio mentre fa i suoi scatti. Il fotografo prima lavora sui dettagli (i capelli, gli occhi, la bocca, le mani), quindi si sposta sugli interni, riprendendo i particolari dei libri, dei disegni, delle foto, delle suppellettili. Egli ritorna infine su Lalla Romano ripresa con dei piani medi, dei primi e primissimi piani, per chiudere su quelle mani rugose ma ancora eleganti, che ci hanno lasciato un prezioso patrimonio di parole.

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