Wilma Vernocchi in trionfo a Forlì
di Andrea Zepponi
23 Apr 2026 - Commenti classica
Il soprano Wilma Vernocchi ha ricevuto il “Lion d’Oro” da parte del Lions Club Forlì Host per la sua carriera di eccellenza nel mondo della lirica e il suo legame indissolubile con Forlì. La cerimonia, presieduta da Fiorella Maria Mangione, si è tenuta nella sala Aurora del Circolo “La Scranna”. La Vernocchi si è anche esibita accompagnata al pianoforte da Michele Sarro.



Che Wilma Vernocchi avesse radici tanto solide a Forlì lo ha affermato lei stessa al Lions Club cittadino, nella sontuosa sala Aurora del Circolo “La Scranna”, dove il 16 aprile scorso ha ricevuto il Lion d’Oro per la sua carriera di eccellenza nel mondo della lirica e il suo legame indissolubile con la città romagnola. Basti solo ricordare – senza sciorinare l’eccelso curriculum universalmente noto – la sua diuturna presenza didattica da almeno un trentennio con i qualificati corsi estivi in Romagna, a Riccione, dal titolo Vacanze in Lirica dove si sono perfezionate (o addirittura formate) almeno due generazioni di cantanti lirici. Il Lions Club Forlì Host ha voluto quindi celebrare una delle figure più luminose del panorama operistico internazionale.

La cerimonia di consegna, presieduta da Fiorella Maria Mangione, non è stata solo un atto formale, ma il riconoscimento di una carriera che ha saputo coniugare l’eccellenza della tradizione italiana a un’apertura cosmopolita senza precedenti. Ho avuto l’occasione di essere tra gli invitati a un momento di valorizzazione dell’identità forlivese che si raccoglie nel premio istituito nell’anno sociale 1990/1991 sotto la presidenza di Nicola Milandri e rappresenta la massima onorificenza per i cittadini forlivesi che hanno proiettato l’immagine della città nel mondo. Wilma Vernocchi viene così iscritta in un albo d’oro di altissimo profilo, che annovera scienziati come Vincenzo Balzani, intellettuali come Maurizio Viroli e icone dello sport come Fabio Scozzoli.
È un istante della parabola artistica di una protagonista del Novecento lirico che affonda le radici in una formazione d’eccellenza presso i conservatori di Pesaro e di Bologna, culminata con il perfezionamento alla scuola di canto del Teatro alla Scala di Milano. Proprio sul palco milanese, e che, nel 1972, ha siglato una delle pagine più memorabili della sua carriera interpretando il ruolo belcantistico di Adina in un Elisir d’amore rimasto storico anche per la presenza di Luciano Pavarotti.
La statura internazionale di Wilma Vernocchi è testimoniata da tappe fondamentali: il trionfo in Giappone come vincitrice assoluta della Word Wide Madama Butterfly Competition nel 1970 per cui è diventata un simbolo vivente in Giappone, tanto che a Nagasaki, nel Parco Glover, le è stato dedicato un giardino che affianca il monumento alla Butterfly, eroina pucciniana da lei interpretata in modo assolutamente innovativo e originale.
Questo, e non solo, l’ha associata alle Leggende del 900: nel 1973 ha preso parte alla storica tournée in Oriente con Maria Callas e Giuseppe Di Stefano, segnando un passaggio di testimone tra le generazioni d’oro del canto.
Altro titolo è quello di pioniera culturale che, tra il 1973 e il 1984, fu la prima artista italiana a portare l’opera al Cultural Center di Manila, aprendo ponti diplomatici attraverso la musica.
Spendendo la propria vita all’insegna della didattica, della divulgazione e dell’impegno istituzionale, oltre ai palcoscenici di Parigi, Salisburgo e Philadelphia, Wilma Vernocchi ha dimostrato una spiccata attitudine alla divulgazione colta e la comunicazione come autrice e conduttrice di programmi di approfondimento come Lirica in salotto (1980) e Lirica oggi per la Radio Italiana (1990), oltre a sedere nel CDA del Museo alla Scala per quasi un decennio.


Il suo ritorno a Forlì, dopo trent’anni trascorsi nel cuore della vita musicale milanese, per cui ha ricevuto anche un premio dalla Famiglia Artistica Milanese il 17 gennaio scorso al Castello Sforzesco, ha arricchito il tessuto culturale locale attraverso un’intensa attività didattica nei principali conservatori italiani (Milano, Bologna, Novara) e il conferimento del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Insomma, è entrata lei stessa nella leggenda promuovendo il dialogo continuo tra Musica e Storia.



Durante la cerimonia, alla presenza del vicesindaco forlivese Vincenzo Bongiorno, il soprano, dopo l’acclamatissima premiazione culminata in standing ovation, ha offerto una prova della sua intatta sensibilità interpretativa, in compagnia del giovanissimo pianista Michele Sarro. Il programma musicale ha spaziato tra generi e suggestioni con la romanza Ancora! di Francesco Paolo Tosti, vertice della musica da camera italiana, l’Habanera dalla Carmen di Bizet, archetipo del fascino vocale, e la canzone del periodo bellico Vieni, c’è una strada nel bosco del 1943, brano che travalica lo spartito per farsi simbolo di continuità storica e di speranza nell’immaginario comune. Il premio conferma la vocazione di Forlì come centro di produzione e irradiazione culturale, capace di onorare non solo la tecnica, ma l’umanità dei suoi figli più illustri in un momento celebrativo dal raffinato contesto conviviale che ha messo in luce la propria rilevanza culturale e accademica.




Una serata straordinaria!
Una meraviglia Vilma Vernocchi e una meravigliosa recensione, che mi ha fatto immergere nel mondo della lirica, che pieno di soddisfazioni e la bellezza. Grazie
Sinceri ringraziamenti al M° Andrea Zepponi e dedico il Suo articolo ai miei allievi con l’augurio che alla mia età possano provare tali soddisfazioni e ai miei amici che mi sono rimasti vicini nei momenti più difficili .Wilma Vernocchi