“WEST SIDE STORY”: un musical immortale


di Elena Bartolucci

15 Set 2025 - Commenti live!

Il famoso musical degli anni ’50 rivive con la bravura, la musica e la danza della compagnia de Il Sistina. Lo spettacolo a Macerata per “Sferisterio Live”.

(Foto di Gianluca Saragò e Luna Simoncini)

(Foto Gianluca Saragò)

Macerata – Nell’ambito del cartellone di “Sferisterio Live” 2025, venerdì 12 settembre è andato in scena a Macerata il famoso musical West Side Story.

Tratto dall’omonima opera del 1957, la storia si ispira alla famosissima tragedia romantica “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare e da cui poi nel 1961 venne realizzato anche il celebre film che ottenne ben dieci premi Oscar.

Una storia d’amore proibito senza tempo: Maria, giovane ragazza portoricana, e Tony, ex membro di una gang di strada, si trovano al centro di una faida tra due bande rivali, Jet e Sharks. Le tensioni si tramutano subito in atti di violenza gratuiti, tragici malintesi e morti ingiustificate, mettendo in crisi i sogni di integrazione e speranza dei giovani protagonisti.

La bravura della compagnia ha tenuto abbastanza alta l’asticella delle aspettative su questo spettacolo: la grande Orchestra dal vivo, disposta sia nel golfo mistico che al centro della scena, è stata diretta dal Maestro Emanuele Friello, il quale con grande disinvoltura ha guidato gli artisti in scena nell’esecuzione di molti dei brani più noti di questa opera immortale, regalando al contempo quel sapore retrò di un’epoca lontana.

Su tutti svetta l’ottima performance resa da Luca Gaudiano (una voce gentile e raffinata, calibrata alla perfezione soprattutto nell’esecuzione del celebre brano Maria, che è stato riproposto anche come bis) e Rosita Denti (un piglio e un carisma inarrivabili come la sua voce, calda e passionale), rispettivamente nelle vesti di Tony e Anita: davvero ottime sia l’estensione vocale che la presenza scenica di entrambi, che hanno a tutti gli effetti offuscato gli altri attori della compagnia, i quali, seppur di grandissimo livello, non hanno saputo ammaliare allo stesso modo il pubblico dello Sferisterio.

Discrete, invece, la sintonia e la sincronia dei ballerini in scena, nello specifico dei danzatori maschili nel primo atto che, con il suo ritmo trascinante, ha saputo catturare maggiormente l’attenzione degli spettatori, andata a scemare nel secondo, molto più piatto anche a livello recitativo.

In ogni modo la compagnia ha regalato uno spettacolo di livello dimostrando che, oltre all’opera e ai concerti dei grandi artisti, lo Sferisterio può diventare un ottimo palco per questo genere musicale.

Nel numeroso cast figurano anche Natalia Scarpolini (ha proposto un’esecuzione tecnicamente impeccabile nelle vesti di Maria, risultando però troppo impostata e poco emozionante), Antonio Catalano, Roberto Torri, Gabriele Aulisio, Michele Balzano, Federico Colonnelli, Mario De Marzo, Luca Peluso, Simone Ragozzino, Simone Giovannini, Simone Nocerino, Gianluca Pilla, Pierpaolo Scida, Claudia Calesini, Cristina La Gioia, Monika Lepisto, Rossella Lubrino, Elga Martino, Linda Gorini, Viviana Salvo, Sara Telch, Rossana Vassallo, Lucrezia Zizzo, Stefano Zizza, Giovanni Papagni, Jacopo Pelliccia e la partecipazione di Giulio Farnese nel ruolo di Doc.

Il libretto da cui è tratta l’opera è di Arthur Laurents, le musiche originali di Leonard Bernstein e le liriche di Stephen Sondheim. Originariamente l’opera è stata diretta e coreografata da Jerome Robbins, mentre la regia e l’adattamento italiano portano la firma di Massimo Romeo Piparo.

(Foto di Luna Simoncini)

Le coreografie sono di Billy Mitchell, le interessanti (anche se a tratti troppo instabili) scenografie – mutevoli quasi come scatole cinesi – di Ricardo Sanchez Cuerda, la supervisione scene di Teresa Caruso, i magnifici e coloratissimi costumi ispirati agli anni ’50 di Cecilia Betona, il disegno luci di Daniele Ceprani e il disegno fonico di Stefano Gorini. Lo spettacolo è prodotto da PeepArrow Entertainment in collaborazione con Il Sistina in accordo con Music Theatre International.

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